Questa struttura industriale da 35 dipendenti e tre milioni di fatturato nasce una ventina di anni fa nel Brindisino dall’intuizione di un vuoto da coprire in un territorio come il Salento, straordinario biglietto da visita del turismo Made in Italy. Oggi serve 120 clienti, compresi hotel fra i più esclusivi del Paese. In questo modo concorre a incantare (e a rassicurare) con tessuti splendidi, nonché “certificati”, ospiti resi ancora più esigenti dalla pandemia

Tutto ha un suo tempo. Vale anche nel momento di celebrare la ripresa di un’Italia che rimette avanti la barra, dopo oltre un anno di pandemia, parlando di una lavanderia industriale come la Lindosan di Mesagne, in provincia di Brindisi.

Si tratta solo di sentirlo, il tempo giusto delle cose, sintonizzandosi con la realtà. Ecco allora che non ci vuole molto a chiudere gli occhi, avvertendo il tepore della bella stagione posarsi sul rinato Belpaese. E se così lo chiamiamo, onorati di ripercorrere le orme degli inventori del “brand” Belpaese – addirittura il Dante dell’Inferno e il Petrarca del Canzoniere – è perché la nostra penisola racchiude tesori come il Salento, terra di paesaggi dorati, dove antiche masserie non cessano di incantare visitatori provenienti da ogni dove.

Quelli che anche quest’estate avranno la “fortuna” (in tutti i sensi) di trascorrere la propria villeggiatura a Borgo Egnazia, splendida comunità rurale di Savelletri di Fasano reinventata come hotel a cinque stelle, daranno facilmente ragione alla popstar Madonna e ad altri vip dello show business passati per di qua, inclini a candidare questa “perla” di paesaggio e ospitalità fra i luoghi più belli del mondo. Al loro comfort concorrerà il pregiato Made in Italy dei tessuti utilizzati per la biancheria delle camere e per il tovagliato delle sale da pranzo, forniti con puntualità ormai “proverbiale” da Lindosan, visto che Borgo Egnazia rientra fra i 120 clienti dell’azienda, divisi fra strutture di accoglienza e case di riposo.

“Fare la nostra parte nel preservare e diffondere la bellezza della Puglia è qualcosa che ci gratifica come lavoratori e come cittadini” spiega Alessandro Fanales, amministratore delegato di Lindosan, azienda presente sul territorio da quando, una ventina di anni fa, l’imprenditore Luciano Gusmeroli, lombardo della Valtellina, tuttora Presidente della Spa, ebbe l’intuizione di convertire nella manutenzione industriale del tessile un’area produttiva inizialmente destinata al settore ortofrutticolo. Qui ora sorge lo stabilimento che fattura tre milioni di euro all’anno, dando lavoro a 35 dipendenti, a cui bisogna aggiungere un numero quasi uguale di “stagionali” durante la lunga estate salentina.

Fanales parla di un 2021 che, ancora prima dell’estate, ha fatto segnare per Lindosan ritmi da ripresa galoppante, in maggio addirittura del 220% in più rispetto allo stesso mese del 2020, segnato anche qui dall’imperversare – racconta l’amministratore delegato – da una parte diversificando la produzione, come ci riserviamo di comunicare a tempo debito, e dall’altra ampliando la nostra certificazione adeguandola alla realtà che stiamo vivendo a partire dal 2020”.

“A questo proposito – continua Alessandro Fanales – abbiamo avuto modo di sentirci ancora più calati nel vivo dell’indotto per cui operiamo, ancora più partecipi delle sue vicende quotidiane. E’ successo infatti che abbiamo acquisito la certificazione europea UNI/EN 14065, relativa alla qualità microbiologica del tessile impiegato, in modo da scongiurare pericoli di bio-contaminazione oggi al centro di ogni attenzione. Dopodiché ci è sembrato opportuno comunicarlo, tramite appositi supporti, nelle sale di ristorazione e nelle camere da letto degli hotel”. “Questa soluzione – continua l’amministratore delegato – è stata particolarmente gradita dai clienti finali, ovvero gli ospiti, con ricaduta positiva sui nostri clienti, ovvero gli albergatori, e di conseguenza su di noi. Un circolo virtuoso che si chiude”.

Fanales chiarisce successivamente come Lindosan sia attrezzata da sempre ad affrontare le sfide, previste e impreviste, del mercato. “Molto semplicemente  – ci dice – qui è tutto finalizzato alla qualità, vuoi dal punto di vista della tecnologia, vuoi da quello della sostenibilità, principio che spiega i livelli di automazione raggiunti, con la fondamentale linea delle spugne, dove è previsto un unico intervento dell’operatore in tutto il ciclo manutentivo, ma anche con il milione e 900mila euro investiti nel fotovoltaico applicato al tetto dello stabilimento: un impianto da 600 kilowatt ora, realizzato sostituendo 6mila metri quadrati di coperture in eternit”.

“Certo, è una qualità che i nostri clienti si garantiscono facendo la loro parte nell’onorare i contratti –precisa Fanales – soprattutto per quanto riguarda la puntualità nei pagamenti, assolutamente coerente con quella garantita da Lindosan in ritiri e consegne, governati da un sistema logistico e da un servizio di furgoni che rientrano fra i vanti dell’azienda. Si crea così, di nuovo, un circolo virtuoso, grazie al quale hotel, ristoranti e case di riposo del territorio non conoscono vuoti nei loro magazzini, mentre Lindosan può vantare una redditività esemplare. Non a caso, in un recente report svolto da Competitive Data sulle lavanderie industriali italiane, risultiamo al primo posto per liquidità e disponibilità”.

L’amministratore delegato racconta poi come il tremendo 2020 del Covid abbia obbligato la lavanderia a lavorare nelle uniche tre domeniche della sua storia aziendale, a causa dell’indisponibilità di personale che ha preferito rimanere a casa giovandosi del reddito di cittadinanza. Ma è un’emergenza già buttata alle spalle. “Altre sono le sfide che ora ci attendono – conclude Alessandro Fanales – dovute agli standard di qualità sempre più alti richiesti dai nostri clienti. E noi siamo onorati di poterle affrontare grazie all’eccellenza dei nostri servizi, ma anche alla straordinaria professionalità di fornitori che consideriamo nostri partner”.
Così, alla Lindosan, si garantisce futuro alla Bellezza della Puglia.

di Stefano Ferrio

DETERGO MAGAZINE
LUGLIO/AGOSTO 2021