Quando nel 2004 rilevano un piccolo negozio di ritiro e consegna nel centro di Genova, Marco Ceccarelli fa l’assicuratore e sua moglie Daniela Cavanna la pubblicitaria. Partono da zero eppure, studiando il mercato e le macchine, in pochi anni moltiplicano per sette il volume di affari, aprono anche un laboratorio, scoprono nuove nicchie di clientela e arrivano a lavare gli abiti di scena della “Notre Dame” di Cocciante (sempre fidandosi di Detergo) 

“Quanti consigli preziosi abbiamo trovato in Detergo” ci rivela Marco Ceccarelli, 51 anni, fra un capitolo e l’altro in cui si dipana a Genova la storia della lavasecco Colombo, di cui è titolare assieme alla moglie Daniela Cavanna.

Due sono le sedi della ditta, e se uno è il negozio di ritiro e consegna nella centrale via Colombo, nei pressi del mercato, dove tutto ha avuto inizio, l’altro è il laboratorio di via Piacenza dove, fra una trapunta per la pensionata del quarto piano e le camicie del ragionier Bianchi, prima della pandemia bisognava periodicamente lavare e stirare i costumi utilizzati in musical come il celeberrimo “Notre Dame de Paris”, messo in scena sulle partiture di Riccardo Cocciante: una commessa che, con la fine dell’emergenza, tornerà di attualità, così come altri lavori per il settore dello spettacolo.

Alla redazione di Detergo fa piacere avere avuto un minimo ruolo nelle creative fortune della “Colombo”, esempio concreto di come nel XXI secolo la manutenzione del tessile si possa praticare con successo anche partendo da zero, a patto di scegliere le soluzioni giuste e di cogliere al volo le opportunità offerte dal mercato. “Nel nostro caso – spiega Ceccarelli per fare un esempio – un salto di qualità è consistito nel trattamento delle tende perché, imparando a farlo a livelli di eccellenza, abbiamo potuto prendere importanti commesse da enti e aziende, che ci affidano periodicamente tutti i tendaggi delle loro sedi”.

Non è difficile immaginare il fiuto di cui deve essere dotato quest’imprenditore dall’eloquio brillante e dalla spiccata curiosità intellettuale, così come balza agli occhi il talento di sua moglie Daniela, autrice dell’inconfondibile logo aziendale, un pacioso e sorridente colombo, dotato di cannocchiale come il genovese – Cristoforo di nome, e “Colombo” di cognome – passato alla storia per la scoperta delle Americhe. “Non a caso Daniela viene da esperienze professionali nella pubblicità – racconta Ceccarelli – mentre io ho lavorato a lungo nel settore assicurativo”. “L’importante è mettere a fuoco che nell’anno 2004, quando abbiamo iniziato quest’avventura – aggiunge – nessuno dei due aveva trascorso un solo giorno della sua vita dietro un bancone di lavanderia”.

E’ in quel 2004 che un amico di famiglia consiglia ai coniugi Ceccarelli di investire in un recapito di lavanderia, attività che si può praticare affidando ad altri lavaggio e stiro, con controllo sufficientemente agevole delle spese, unito alla possibilità di allargare il giro della clientela. “Abbiamo capito subito che faceva al caso nostro questo negozietto, aperto da qualche anno in pieno centro di Genova, e messo in vendita dalla sua titolare giunta all’età della pensione – ricorda Ceccarelli. – All’inizio continuo a lavorare nelle assicurazioni, tanto che mi capita di rimontare qualche tenda ancora con la giacca e la cravatta dell’ultimo appuntamento per una polizza. Poi, però, con il passare del tempo, mentre il volume di affari del negozio si moltiplica per sette rispetto all’inizio, comprendiamo che è possibile fare il servizio di lavanderia per intero, e così nel 2008 rileviamo questo laboratorio, in attività dal 1962. Qui, attualmente, lavorano con noi due stiratrici a tempo pieno, più una stagionale che si aggiunge durante l’estate”.

“L’avvio è stato una sfida – ammette Ceccarelli – però a me e Daniela le sfide non spiacciono. Si trattava di capire se erano stati utili per capire il mestiere i quattro anni trascorsi a stretto contatto con i laboratori di cui ci servivamo. Oggi possiamo dire di sì, e sulla base di numeri precisi, come i tre anni secchi trascorsi senza nessun sinistro occorso ai capi affidati alle nostre cure, e come l’unica causa affrontata in diciassette anni di attività, peraltro vinta in tribunale”.

Conversare con Marco Ceccarelli aiuta a focalizzare l’immagine, trasparente ma anche cangiante, di una lavasecco Colombo dove, sulla base di un lavoro ordinario condotto con scrupolo artigianale e tariffe di mercato (come il sito aziendale chiarifica molto bene), si innestano di volta in volta occasioni straordinarie come la manutenzione di tende e tappeti di sedi aziendali, o la cura degli abiti di scena da riconsegnare a compagnie teatrali, ma anche a troupe al lavoro in città. “Come quella che tempo fa ha girato un videoclip, bellissima occasione di far vedere a milioni di telespettatori una città come Genova” racconta Ceccarelli.

Parole che ci ricordano come la Bellezza, per essere tale, debba essere “viva”, animata da chiunque voglia concorrere a manifestarla. Anche dal bancone della lavasecco Colombo.

 

 

 

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