TALENTO ITALIANO — Lavanderia “modello sardo” nata dal coraggio di una donna

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Sofia Coghe se l’è “regalata” per i suoi 50 anni, facendola sorgere dal nulla in un piccolo paese del Cagliaritano. Inserito nel circuito Sardex, oggi è un esercizio modello per servizi alla clientela e misure che tutelano l’Ambiente
Prima domanda: può una donna di 50 anni, dopo una carriera da impiegata, voltare pagina, e inventarsi imprenditrice?
Seconda domanda: può un piccolo comune, di nemmeno 5mila abitanti, permettersi di rinunciare a cuor leggero a una lavanderia?

Rispondendo sì al primo quesito, e no al secondo, la signora Sofia Coghe, ha risolto l’equazione con l’apertura della lavanderia che porta il suo nome, Sofia, dal 2009 punto di riferimento per la comunità di Ussana, paese distante una trentina di chilometri da Cagliari.

Parliamo di un centro dell’entroterra sardo, totalmente al di fuori dei flussi turistici che sorreggono l’economia delle coste. “Ma è anche il mio paese – racconta Sofia Coghe – per cui è un posto che conosco bene, e sapevo che un’attività del genere avrebbe avuto margini di crescita. Così, stufa di perdere tempo con i concorsi pubblici, a 50 anni ho deciso di regalarmi una lavanderia”.

Non un colpo di testa, ma un’autentica operazione da imprenditrice, con quel pizzico di coraggio senza il quale non si va da nessuna parte. “Ero priva di qualsiasi esperienza nel settore – continua Sofia Coghe – ma vengo da una famiglia contadina, dove si lavorava duramente e si sapeva fare di conto”.

Qui è radicato il realismo, dinamico e aperto al nuovo, che ha permesso a Sofia Coghe di compiere le mosse giuste: dal negozio di piccole dimensioni, avviato dopo avere fatto tirocinio in un’altra azienda del settore, all’attività svolta rigorosamente da sola, senza alcuna spesa di personale. “Nella convinzione – spiega la titolare dell’esercizio – che oggi la lavanderia cresce solo se viene intesa come servizio, e non come semplice attività commerciale. E’ lo spirito che mi ha aiutato a entrare in relazione con ogni persona presentatasi qui dentro in questi otto anni, cercando sempre di captare i bisogni più diffusi e prioritari”.

L’intuizione fondamentale riguarda gli accessori. “Ho fatto presto a capire – rivela – che nelle nostre famiglie, soprattutto dopo la crisi, è diventata una necessità assicurare la più lunga vita possibile a borse, scarpe, giubbotti, oggetti di varia utilità, per cui ho dedicato una parte importante dell’attività al lavaggio e alla pulizia dei capi e degli accessori in pelle”. I risultati si vedono già sulla pagina Facebook della lavanderia, costellata di complimenti per le scarpe tornate come nuove e fiammanti, o per le macchie di cera scomparse dal piumino. Anche se poi, il bilancio di questi primi otto anni è lusinghiero non solo per i meriti di una professione svolta con tutti i crismi artigianali, ma anche per le relazioni intessute con un’intera comunità. “All’inizio – racconta Sofia Coghe – è ovvio che guardassi soprattutto ai dati di mercato, alle entrate e alle uscite. Ma poi, coltivando tutti questi rapporti personali con la clientela, ho visto quanto ripagava in termini di fiducia una maggiore condivisione sulle scelte che oggi una lavanderia può fare per il benessere del territorio in cui opera”.

“Ognuno – continua l’imprenditrice – deve fare la sua parte per assicurare la salute del pianeta, compresa una lavanderia, dove oggi si può ricorrere in modo più intensivo al lavaggio ad acqua, e dove si estende sempre di più la gamma delle macchine e dei prodotti, realizzati optando per il biologico e il naturale. Queste linee sono state molto apprezzate qui a Ussana, facendomi capire che era proprio questo tipo di attività a essere richiesto nel territorio”.

Il prossimo obbiettivo della signora Sofia, che sa di poter contare sulle forniture di ricambi e prodotti chimici della Esse Gi della vicina Assemini, consiste nell’attuare un servizio di prenotazione online grazie a cui ottimizzare i tempi di riconsegna dei capi lavati. Qualcosa di coerente con l’inserimento dell’attività nel circuito Sardex, circuito di credito commerciale diffuso dal 2010 in tutta la Sardegna. “Ciò significa – spiega Sofia Coghe – che posso usufruire della linea di credito agevolato garantita da Sardex, offrendo i servizi della lavanderia a chiunque è iscritto al circuito. Una specie di baratto virtuoso che sta avendo sempre più successo”.
A dimostrazione che nell’anno 2017 il futuro inizia ovunque. Anche in un bel paesino sardo come Ussana.
di Stefano Ferrio
RIVISTA DETERGO

MAGGIO 2017