Parliamo di lavaggio a secco e lavaggio ad acqua. Di macchine professionali di dimensioni contenute ma anche di macchine per le lavanderie industriali. Un ruolo rilevante è svolto anche dai detergenti, fondamentali per ridurre la temperatura utilizzata nel lavaggio ma anche per accrescere la qualità della pulizia. Secco e acqua, per alcuni produttori sono tecniche complementari tra le quali c’è una continuità, per altri sono mondi separati, incomunicabili e inconciliabili. Le tecniche utilizzate variano anche in relazione alla tipologia del tessuto, tradizionale o tecnico, fibra naturale o sintetica, ma anche dal tipo di sporco da trattare. Il modo di vestire è cambiato, la moda detta la linea: comodità e tessuti tecnici è un connubio di grande successo e quindi ampiamente presente nella società. Ogni azienda ha la sua ricetta, la sua direzione di marcia e le risposte ai mutamenti in corso sono differenti.

Incontriamo Alessandro Rolli, Amministratore delegato di Kannegiesser Italia, filiale italiana del gruppo tedesco che commercializza impianti per le lavanderie industriali. Nell’ambito delle tecniche di lavaggio quali migliorie sono state apportate alle macchine? “Uno step importante dal punto di vista tecnologico, rispetto solo a pochi anni fa è stato fatto con PowerTrans Vario una macchina costruita con i robot e quindi con una precisione nelle saldature e nella lavorazione dei tamburi che è il prodotto della tecnologia che oggi l’industria meccanica offre. Le macchine sono dotate di un sistema interno “Care wash” con camere doppie che consentono di trattare dolcemente la biancheria che rimane sempre il bene primario. Poi tutta la parte dei controlli è sempre più accurata: il modo in cui l’acqua viene veicolata e i livelli della stessa. La lavorazione avviene sempre in bagno statico sia in lavaggio che in risciacquo e non più controcorrente. Abbiamo perfezionato l’isolamento della macchina, un sistema di contenimento del calore anche nella parte verticale delle camere.

L’obiettivo è quello di mantenere l’energia il più possibile all’interno della macchina e del bagno di lavaggio con un tasso di emissione estremamente basso. La geometria interna delle camere è studiata per fare quel movimento meccanico necessario per potere entrare in profondità nella fibra dei tessuti. Quindi c’è un’azione concomitante di più fattori che concorrono ad un risultato eccellente di qualità di lavaggio al minor costo”. Perché l’abbiamo chiamata Vario? “Perché deriva dalla capacità di lavorare partite di tessuti diverse tra loro (capi colorati, capi che hanno una conformazione tecnica particolare ecc). Una macchina che è fatta per lavorare in un mercato, come quello italiano, che è molto diversificato, il cotone è predominante, per altro, difficilmente si trova la stessa biancheria negli hotel. C’è una tendenza alla customizzazione e brandizzazione molto spinta e di conseguenza le macchine sono realizzate per lavorare partite diverse, colori diversi, anche in sequenza”.

“Come costruttori noi ci occupiamo dei macchinari e della parte tecnica dei sistemi di lavaggio. Realizziamo macchinari che ottimizzano l’uso di ciò che i produttori di detergenti propongono, ci racconta, Gabriele Cuppini, Direttore Commerciale di Union SpA, azienda specializzata nella produzione di macchinari per il lavaggio a secco. In questo momento cerchiamo di proporre un sistema innovativo, che è prodotto dell’esperienza maturata da molti anni e che oggi a causa dell’impennata dei costi energetici è diventato estremamente utile e funzionale. La parola d’ordine è ottimizzazione dei costi, perché il modo migliore per incrementare i guadagni è quello di contenere i costi. Facendo tesoro di molti anni di esperienza abbiamo realizzato una macchina, con distillatore che permette il lavaggio di qualsiasi tipo di indumento, aggredendo qualsiasi tipo di sporco.

Ci siamo concentrati sulla riduzione dei consumi: realizzando il sistema “Eco Concept”. Riduzione della dissipazione energetica per mantenere il più possibile l’energia all’interno della macchina. Ma anche una consistente riduzione del solvente utilizzato grazie al sistema di lavaggio a “nebbia” mantenendo costante l’azione meccanica gestendo proficuamente tutto il volume del cesto. Attraverso una centrifuga liberiamo il solvente che porta il 90% dello sporco, che viene distillato riducendo la quantità di energia utilizzata. Poi avviene il risciacquo in cui viene perfezionato il ciclo di lavaggio. Infine, per la fase di asciugatura non c’è più bisogno dell’energia dissipata dal distillatore, per cui abbattiamo per più della metà il consumo elettrico della macchina ottimizzando la distillazione e il ciclo di asciugatura. Abbiamo su queste macchine ripreso l’esperienza maturata, come dicevo, sui frigoriferi relativa agli impianti ad aria che ci hanno portato oggi a ridurre i consumi per l’acqua di raffreddamento. Consideri che con 8/10 cicli di lavaggio non si supera mai il consumo di circa 1 metro cubo di acqua, inoltre non andiamo mai oltre il consumo di energia di circa 8KW/h.

Il risultato ottenuto è molto gratificante in quanto combinato in un’ottica di elevata qualità di pulizia. Abbiamo sviluppato un concetto, un metodo nuovo, “Eco Concept” con il quale vengono variati alcuni parametri e alcuni volumi che applichiamo alle macchine per ora solo a riscaldamento elettrico. Questo metodo è compatibile con la quasi totalità dei solventi di pulizia come ad esempio, Sensene, Intense, idrocarburi ecc. Stiamo definendo alcune collaborazioni con produttori di detergenti per combinare al meglio la sinergia macchina/detergente. Risparmio energetico, ma anche sostenibilità ambientale perché le nostre macchine non hanno scarichi all’esterno e quindi non rilasciano microplastiche o altre sostanze inquinanti. Tutti i residui del lavaggio vengono conferiti a sistemi di riciclo”.

“Partiamo da un’analisi della realtà e dall’evoluzione del mercato. Produciamo macchinari con tecniche di lavaggio che siano in grado al meglio di rispondere alle esigenze delle lavanderie”, è quanto sostiene Marco Niccolini, General Sales and Mkt Director della Renzacci S.p.A. “Siamo fabbricanti di macchine per il lavaggio a secco e per il lavaggio ad acqua. Per quanto riguarda il lavaggio a secco ci siamo concentrati sulle seguenti tecnologie. Innanzitutto è necessario reinterpretare il sevizio di lavaggio che deve rispondere alle esigenze di pulito ma anche di salute e benessere della persona. Una necessità, quest’ultima, che ha subito un’accelerazione durante la crisi sanitaria degli ultimi anni. Il lavaggio deve coniugare pulito a salute.

E il sentiment del consumatore è indirizzato verso la sostenibilità, la biocompatibilità, l’ipoallergenicità. La nostra risposta è la serie EXCELLENCE e la tecnica di lavaggio utilizzata è quella del biolavaggio a secco. Questi macchinari consentono una consistente riduzione di energia e di acqua. Inoltre con la tecnologia SENTINEL in dotazione alle nostre macchine è possibile un’efficace azione battericida e virucida all’interno della macchina. Per quanto riguarda, invece, le nostre macchine ad acqua, con la serie Oceano, abbiamo anche in questo caso risposto alla mission mark dell’economia sostenibile e della necessità di una riduzione dei consumi. Il nostro lavaggio ad acqua dialoga perfettamente con il biolavaggio a secco, l’uno è un completamento dell’altro. Due tecniche che si compendiano e che offrono un servizio a 360°.

Inoltre con la nuova serie Eco Care le nostre macchine risparmiano energia dal 12% al 16% in relazione al ciclo di lavaggio impostato dal cliente, e con il sistema Eco Care recuperiamo l’acqua in modo tale da ridurre gli sprechi e l’inquinamento. Infine a EXPOdetergo International 2022 abbiamo presentato il sistema plastic guard con il quale equipaggiamo le nostre macchine, che permette una efficace lotta al rilascio delle microplastiche nell’ambiente. Consideri che gli ultimi dati scientifici ci dicono che il consumatore introduce nel corpo l’equivalente di due carte di credito di microplastiche all’anno…”

Di Christeyns Italia incontriamo Ruggero Sammarco, Technical and Business Development Supervisor, il quale mette in luce l’evoluzione della detergenza e dei metodi di lavaggio nella prospettiva di Christeyns, “la chimica è uno degli aspetti preponderanti su cui il servizio di lavanderia basa la propria qualità. Le prospettive di mercato della chimica in lavanderia sono concentrate sull’implementazione di composti sempre più green e volti ad integrarsi meglio in una logica di economia circolare. Le soluzioni per impattare sempre meno sull’ambiente e dare valore aggiunto alla vita utile del prodotto sono molteplici e si compenetrano in diversi campi di applicazione: – Certificazioni Ecolabel e/o affini ISO 14024; – riduzione consumi energetici; – riduzione packaging; – riduzione consumi idrici.

Sul fronte dello sviluppo dei prodotti chimici, cuore del servizio erogato, ambientalmente meno impattanti sul sistema di smaltimento globale, come non citare tutte le possibilità offerte dalle liste delle componenti bandite dalle varie etichette ISO 14024. Quasi tutte le etichette in questione prevedono limitazioni importanti di materie prime, ed esempio quanto espresso nei requisiti dei detergenti Nordic Swan. Materie prime che svolgevano un ruolo preponderante nell’inquinamento delle acque (che fossero di falda, superficiali o marine). Christeyns da almeno una decina d’anni propone una gamma ampia di prodotti e sistemi certificati secondo tali etichette (Puresan EU Ecolabel, Nordic Swan labelled products, Green’r EU Ecolabl ecc.) ponendosi all’avanguardia in tale contesto. Sul fronte logistico, la riduzione del packaging avviene mediante: – possibilità di consegna in cisterne che riducono il packaging da smaltire; – possibilità del vuoto a rendere per riutilizzare il packaging usato nel confezionamento prodotti.

Essendo, oltretutto, prodotti nati più concentrati come formule, consentono anche una riduzione delle consegne in sé grazie ai dosaggi inferiori che richiedono nei lavaggi applicati. Le materie prime utilizzate permettono di ridurre le temperature richieste in lavaggio in diversi campi di applicazione; ecco quindi che i vecchi 70-80°C, su molte tipologie di destinazione d’uso, si sono tramutati nei 40-60°C portando ad una richiesta calorica energetica decisamente inferiore. Tutto questo senza tralasciare l’ultimo aspetto fondamentale nella tecnologia odierna di lavaggio: la riduzione dei consumi idrici. Questi prodotti, quindi, uniti alle più avanzate conoscenze applicative, hanno portato allo sviluppo di sistemi di lavaggio che concedono riduzioni sensibili delle acque giungendo fino a 4 l/kg di acqua fresca in continua o meno di 10 l/kg in centrifuga”.

“Grandimpianti ha scommesso, sin dal 2020, sulle potenzialità del lavaggio ad ozono –gas naturale dal forte potere igienizzante- ad oggi, uno dei metodi di lavaggio più efficaci contro batteri, muffe, virus e spore, capace di garantirne l’eliminazione fino al 99,98%”. Ne parliamo con Gabriele Giotto, Sales and Product Manager di Grandimpianti, che aggiunge, “A contatto con l’acqua, infatti, l’ozono, ossidandosi, diventa ossigeno ed agisce disgregando per ossidazione le sostanze organiche: nel caso specifico dei virus, li rende inattivi agendo direttamente sulla membrana lipidica che li ricopre. Efficace, ecologico e circolare, l’ozono non richiede stoccaggio, ma è prodotto al momento dell’uso tramite un piccolo generatore che utilizza l’ossigeno presente nell’ambiente e una scarica elettrica. Alla fine del processo, poi, non sono necessari nemmeno scarichi particolari, dato che si tratta di semplice ossigeno.

Collegare una lavatrice Grandimpianti al suo generatore di ozono GO3 o G03MAXI è semplice e rapido: tutte le lavatrici, infatti, sono nativamente predisposte per il collegamento diretto in vasca e, grazie al sistema compressore/iniettore, immettono, nebulizzandolo, il gas direttamente nel bagno di lavaggio, senza alcun problema meccanico-strutturale. Il lavaggio ad ozono, nel suo complesso, oltre a garantire ottimi risultati di pulizia e igiene, assicura anche un ridotto impatto ambientale: grazie al suo funzionamento, è possibile salvaguardare l’ambiente pur mantenendo standard di pulizia molto elevati. Questo gas, infatti, è attivo a basse temperature (oltre i 35 gradi decade) e, grazie alla sua azione ossidante e districante, riduce la quantità di detergente necessario ed evita l’uso di ammorbidenti. Infine, soprattutto se usato nell’ultimo risciacquo, agevola anche le successive fasi di asciugatura e stiratura con una virtuosa reazione a catena.

“Produciamo detergenti e disinfettanti innovativi per ogni tipo di lavanderia, il settore richiede performance di lavaggio sempre più efficienti, soprattutto in termini di riduzione dei dosaggi ed è per questo che Examina, il nostro laboratorio interno di ricerca e sviluppo, aggiorna costantemente le formulazioni dei prodotti che immettiamo sul mercato”, è quanto ci racconta, Antonio Ciccarella, Laundry Division Manager di ÈCOSÌ. “Uno degli obbiettivi fondamentali per il nostro laboratorio Examina è quello di mantenere costantemente aggiornate le formulazioni, le performance di lavaggio devono sempre migliorare e le nuove tecnologie ci consentono di utilizzare dosaggi inferiori a beneficio del cliente. Lo abbiamo espresso chiaramente anche a EXPOdetergo International 2022: l’acqua è l’essenza, l’elemento principale del lavaggio e per questo abbiamo studiato nuove formulazioni in grado di detergere in qualsiasi condizione.

AQUIMATIC è una gamma completa composta da un detergente, un alcalino e un booster di lavaggio. I tre prodotti sono stati sviluppati in sinergia, utilizzando nuove tecniche e materie prime innovative. La caratteristica predominante è quella di riuscire a prelevare dall’acqua le sostanze non desiderate e fare in modo che non si depositino sulle fibre. Dopo i test di lavaggio effettuati, supportati anche da un laboratorio esterno che ha verificato e confermato scientificamente i nostri risultati, possiamo dire che riusciamo ad offrire le medesime performance della nostra linea tradizionale anche utilizzando acque di falda non particolarmente trattate. Il lavaggio a basse temperature per noi è sempre stato un obiettivo.

Con l’ausilio di AQUOXIL, disinfettante a base di acido peracetico per il quale noi siamo anche officina di produzione PMC – Presidi Medico-Chirurgici – leader in Italia, abbiamo abbassato mediamente di 20°C le temperature di lavaggio. Lo step successivo è stato poi quello di introdurre un nuovo prodotto che riesce ad attivare AQUOXIL anche a freddo, raggiungendo ottimi risultati di lavaggio a 30°C. La perfetta sinergia che abbiamo raggiunto con questi nuovi formulati garantisce l’eliminazione delle macchie di unto anche alle basse temperature indicate. Investire sul futuro per noi significa fare ricerca costante e migliorare sempre. Rimanere al passo non basta, bisogna innovare”, conclude Ciccarella. •

di Marzio Nava
Rivista Detergo Numero 12, Dicembre 2022

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