Il convitato di pietra di questo approfondimento è principalmente l’agente patogeno. Il batterio per intenderci. In realtà tra i responsabili delle infezioni correlate agli ambienti sanitari ci sono funghi, virus o altri agenti patogeni meno comuni, contratti durante l’assistenza sanitaria, che possono generarsi e moltiplicarsi in qualsiasi contesto assistenziale. In questi ambienti i rischi di contaminazioni microbiologiche, le cosiddette “infezioni nosocomiali” sono molto elevati. Tutto ruota attorno al concetto di prevenzione. Uno dei fattori essenziali è quello di adottare misure preventive per evitare la contaminazione microbiologica nel processo di lavaggio. La “quadratura del cerchio” si ha attraverso lavatrici a barriera sanitaria che essendo “incasellate” in una parete fisica che separa il lato di carico da quello di scarico consentono un’igiene ottimale che evitando il contatto tra la biancheria pulita e disinfettata e quella sporca impedisce qualsiasi tipo di contaminazione. Quali sono le caratteristiche tecniche di queste macchine? Quali le potenzialità?

Inauguriamo questo approfondimento incontrando Vittorio Maglione, Country Manager Italia di Alliance Laundry Systems. “Per questa linea di prodotto (lavatrici a barriera sanitaria) abbiamo una grande varietà di modelli che rispondono ai bisogni che vanno dalla lavanderia industriale, all’ambito ospedaliero fino alla casa di riposo. Bisogna necessariamente affrontare l’intera questione facendo una premessa. La normativa europea UNI EN 14065 “Tessili trattati in lavanderia – Sistema di controllo della biocontaminazione” prescrive che nell’ambito sanitario è obbligatorio installare una lavanderia asettica. L’Italia al momento non l’ha ancora recepita, a differenza di Francia e Germania, per cui tutto è lasciato alla discrezionalità dell’utilizzatore. Il primo veicolo di trasmissione batteriologica e infettiva è appunto la biancheria. Noi come Alliance consigliamo nel medio e lungo periodo di effettuare l’investimento per tutelare la struttura sanitaria e/o assistenziale e la propria utenza.

Qual è la caratteristica della macchina? È una macchina a doppia porta su due alberi con cesto a pullman. Tutta in acciaio inox, affidabile e durevole. Programmabile, garantisce un sistema efficiente di tracciatura, essenziale soprattutto in ambito sanitario. In che cosa consiste la tracciabilità? Consiste nel controllare la macchina in modo completo: consumi di acqua, energia e detergenza. Che temperature dell’acqua hai utilizzato durante il lavaggio… la cosa più interessante per i direttori sanitari è la tracciabilità del lotto di biancheria che permette di conoscere nei minimi particolari, come l’hai lavato, quando, con quali caratteristiche, con quale operatore, quanto è durato il ciclo. Il mercato più florido in Europa è sicuramente quello francese in quanto in questo paese la normativa europea è pienamente applicata ma anche per la cultura e la piena consapevolezza dei rischi che si devono affrontare. In Italia non essendoci un’imposizione normativa nazionale è lasciato oltre che alla discrezionalità delle singole gestioni sanitarie anche alle diverse regolamentazioni regionali. Temperatura e chimica fanno la parte del leone in questo ambito. Disinfettanti come cloro, iperacetico vanno per la maggiore, anche se ultimamente l’ozono sta prendendo piede.

Come Alliance abbiamo realizzato e realizziamo delle camere bianche cioè una camera autonoma per il trattamento di materiale chirurgico, dotata all’interno di autoclave, macchine per il lavaggio, essiccatoio e termodisinfettori professionali. Siamo in presenza di un “mondo di professionalità” è un mercato specifico con le sue logiche e le sue dinamiche. La lavatrice asettica a cavallo di parete ha lo scopo di dividere le stanze per cui il materiale da trattare non deve incrociarsi con ciò che è pulito e disinfettato. L’operatore che deve passare dalla parte in cui c’è materiale da trattare e potenzialmente contaminato a quella in cui è lavato e incontaminato deve almeno osservare un paio di accortezze: attraversare un tappeto igienizzante che trattenga le impurità ma anche lavarsi accuratamente le mani. Il rispetto delle procedure e l’osservanza delle regole sono essenziali per ridurre il rischio di proliferazione batterica”, conclude Maglione.

“La macchina a barriera sanitaria è richiesta per bisogni specifici ed è necessario creare contesti idonei per installarla. Essenziale costruire una barriera attorno a queste macchine per separare due ambienti, quello con il materiale sporco potenzialmente infetto e quello pulito, per evitare che la biancheria infetta possa contaminare quella pulita. In questi casi a Miele Professional abbiamo un approccio consulenziale per la progettazione dello spazio. Quante persone sono assistite all’interno della struttura? Quanta biancheria è necessario trattare? Sono le domande che più comunemente vengono poste ai clienti per aiutarli nella scelta della macchina giusta. Mappatura dello spazio e dimensionamento, da qui è necessario partire”, sottolinea Egizia Maria Felice, Marketing Manager, Miele Professional. “Sono macchine con un volume di cesto da 160 a 320 litri, che possono trattare un carico da 16 a 32 kg.” Negli ambienti sanitari e nelle case di riposo il carico della macchina deve seguire delle linee guida particolari e specifici protocolli. Partiamo dall’ergonomia della macchina. Le nostre macchine sono caratterizzate da sportelli a ribalta rivolti verso l’alto con un’ampia apertura che consentono di caricare e svuotare la lavatrice con semplicità, anche in caso carichi voluminosi.

Inoltre, l’altezza di carico è tale da consentire di posizionare un carrello direttamente sotto lo sportello. L’elemento fondamentale è la sanificazione. Una disinfezione sicura è il presupposto per il trattamento dei tessuti provenienti da ospedali e case di cura. Speciali programmi di disinfezione termica e termochimica, che tra l’altro rispettano le indicazioni dell’istituto Robert Koch di Berlino, sono la base per garantire la necessaria sicurezza in termini d’igiene. I tessuti da lavare vengono introdotti nella macchina all’interno di sacchi idrosolubili che non permettono il contatto del materiale con l’ambiente circostante nella fase di preparazione al lavaggio. Ci sono inoltre linee guida sull’abbigliamento per operare queste macchine, in quanto un lato sarà da trattarsi come contaminato – e quindi con le appropriate precauzioni quali guanti e mascherine – e l’altro come incontaminato. Le nostre macchine hanno una grande varietà di programmi con un ampio margine di personalizzazione. Tramite i comandi si possono adattare tutti i parametri di lavaggio all’utilizzo e alle diverse esigenze. Con questi comandi si è attrezzati per qualsiasi tipo di esigenza relativa alla cura professionale della biancheria.

C’è una caratteristica tecnica della macchina che vorrebbe sottolineare? Il controllo elettronico di sbilanciamento. L’elevata resa in centrifugazione della lavatrice riduce la durata di lavaggio ponendo le basi per una rapida asciugatura finale. In questo caso il controllo elettronico anti-sbilanciamento garantisce valori di umidità residua costanti al termine di ogni ciclo di centrifugazione. Si riduce inoltre la sollecitazione del sistema di ammortizzazione e dei cuscinetti del cesto: un contributo utile per la lunga durata delle macchine. Infine una curiosità, avete un’installazione particolare da menzionare? Le nostre macchine sono presenti in case di cura e ospedali in tutta Europa. Recentemente in Olanda, all’interno di una caserma dei vigili del fuoco, ne abbiamo installate ben otto per il trattamento delle divise, dei caschi e delle divise ignifughe”.

Dott. Niccolini (Marco Niccolini, General Sales and Mkt Director di Renzacci SpA) come Renzacci di quale gamma di macchine a barriera sanitaria disponete? Abbiamo a disposizione una nuova gamma di macchinari la serie WB con tre capacità WB 25 Kg, WB 35 Kg e la WB 70 Kg. Rispondono in pieno alle virtù delle macchine a barriera sanitaria e dispongono del sistema computerizzato che permette di seguire tutto il ciclo a vantaggio della precisione e del flusso di informazioni tra parte sporca e parte pulita a seguito del lavaggio. Qual è la caratteristica che vorrebbe mettere in luce di queste macchine? La gamma si avvale di battitori all’interno del cesto la cui azione meccanica è molto rilevante in quanto pensata per distendere completamente le fibre dei tessuti e permettere che le sostanze disinfettanti possano penetrare capillarmente nel tessuto. In questo modo si esplica un’azione omogenea e diffusa evitando una disinfezione a “macchia di leopardo”.

La precisione di queste machine ma soprattutto il valore aggiunto è dato dall’azione meccanica nell’ambito della correlazione tra battitori e diametro del cesto. L’elettronica contribuisce a monitorare in modo capillare le “rampe di salita della temperatura dei livelli di bagno” con una precisione millimetrica per ottenere disinfezione e qualità del lavaggio. Dunque non è solo importante il raggiungimento della temperatura a determinati standard ma è necessario che la temperatura non cresca né in modo troppo lento né in modo troppo rapido per evitare di causare stress termici al tessuto. Non ultimo per importanza è che la crescita della temperatura di cui abbiamo detto incide sulle molecole e quindi sui principi attivi del detergente. Queste macchine vengono studiate e realizzate appositamente per strutture nosocomiali, sia case di riposo ma anche strutture ospedaliere in cui ospiti e degenti sono in una condizione immunodepressa. L’azione della macchina e le sue prestazioni contribuiscono in questi ambiti particolari a tutelare la salute degli ospiti. È questa la vera partita”.

Con Carlo Miotto, CEO di Imesa SpA oltre ad addentrarci nei meandri di questo settore ci soffermiamo anche su qualche caratteristica tecnica delle macchine. “Quando si parla di lavatrice a barriera asettica, si parla innanzitutto di igiene e di sicurezza. Nate per soddisfare le esigenze di lavaggio di strutture sanitarie e case di riposo, nelle quali vengono trattate quotidianamente importanti quantità di biancheria contaminata da batteri e residui organici, le lavatrici a barriera asettica vengono oggi scelte anche da lavanderie industriali e grandi strutture alberghiere per la garanzia del risultato. La crescente richiesta del mercato ci spinge a perfezionare continuamente la linea D2W da noi prodotta in quattro modelli: 18 – 23 – 30 e 55 Kg. Gli interventi di innovazione recentemente messi in atto hanno lo scopo preciso di aumentare le performance della linea e di conseguenza creare maggior valore e maggiori benefit per l’utilizzatore delle nostre lavatrici.

Ci siamo focalizzati su quattro obiettivi traino: – Incrementare la stabilità nelle fasi di centrifuga; – Incrementare l’efficienza della fase di centrifuga evitando condizioni di eccessivo sbilanciamento; – Facilitare gli interventi di manutenzione tecnica riducendo i tempi di lavoro e uniformando ed ottimizzando i componenti per l’intera linea: vantaggio finale è una manutenzione decisamente più economica; – Elevare la qualità del lavaggio. A partire dalla produzione 2024, le lavatrici a barriera asettica D2W presenteranno le novità tecniche frutto dell’intervento di innovazione che ci ha impegnato nella seconda metà dello scorso anno. I field test eseguiti hanno consegnato risultati eccellenti e clienti decisamente soddisfatti. Fiore all’occhiello della linea D2W è l’interfaccia IM11 montata su tutte le lavatrici prodotte da IMESA. Posizionata sul lato “infetto”, dove avviene il carico della biancheria sporca, consente la programmazione dei cicli di lavaggio e il totale controllo dei programmi in wi-fi grazie alla connessione costante con il portale IMConnect e l’App Laundry for You by IMESA”.

“Electrolux Professional ha da poco lanciato la nuova serie di lavatrici a barriera ad alta capacità, “Linea 6000 Pullman” una combinazione unica di ergonomia, intuitività, alta produttività e programmi igienici affidabili. Grazie a queste caratteristiche, la nuova serie di lavatrici a barriera è in grado di supportare le esigenze più rigorose in una varietà di applicazioni sanitarie, come ospedali, cliniche e strutture per anziani, ma anche lavanderie industriali, industrie farmaceutiche ed alimentari”. È Marco Oleoni, Sales manager Laundry di Electrolux Professional, che ci illustra le potenzialità di queste macchine. Ma addentriamoci un po’ più nei particolari. “La Linea 6000 Pullman, disponibile nelle versioni di capacità da 70, 90 and 110 Kg, ha ottenuto la prestigiosa valutazione a 4 stelle per l’interazione operatore-macchina da parte di ErgoCert, il primo Ente per la Certificazione Ergonomia accreditato a livello internazionale. Tutti i modelli sono dotati di un cesto a doppia partizione che, alla fine di ogni ciclo, si posiziona automaticamente per lo scarico sicuro di elevati volumi di biancheria.

Inoltre, l’innovativo meccanismo di apertura delle porte del cesto interno le pre-apre automaticamente alla fine del ciclo di lavaggio. La nuova serie Line 6000 Pullman consente un approccio sicuro, efficace e ripetibile alla gestione del ciclo di lavanderia. Tutte le unità sono progettate per essere posizionate a filo parete con una parte anteriore piatta facile da pulire e sono dotate di doppio display touchscreen ClarusVibe a colori HD per controllare la lavatrice dal lato sporco e accedere a importanti informazioni sul ciclo del lato pulito. Il sistema Hygiene Watchdog evita la contaminazione incrociata, assicurando il completamento dei cicli di lavaggio per biancheria igienizzata e decontaminata a fondo. Massima igiene ed ergonomia sono i punti di forza della linea 6000 Pullman, aggiunge Oleoni, la quale beneficia anche di molti vantaggi legati al risparmio e sostenibilità diventati un segno distintivo del più ampio portafoglio della Linea 6000 di cui fanno parte anche i modelli Evolution. La linea di lavatrici a barriera sanitaria Evolution è stata, per esempio, la protagonista dell’installazione presso la nuova sede della “Lega del filo d’Oro” ad Osimo nei pressi di Ancona nel 2023; un progetto importante che si è sviluppato nel tempo e che ci ha visti impegnati per renderlo un esempio di efficienza e sostenibilità per il settore Care”, conclude Oleoni.

“Le rigide norme igienico-sanitarie in ospedali, case di cura, industrie farmaceutiche, cosmetiche e luoghi simili, richiedono macchine efficienti dalle caratteristiche ben precise”, ne parliamo con Marzio Klos, Direttore Commerciale di Brentareno. “La configurazione delle lavatrici a barriera garantisce una completa separazione durante il carico della biancheria sporca/infetta in una stanza, e quelle di scarico della biancheria pulita nella stanza limitrofa, evitando pertanto qualsiasi contaminazione tra la biancheria sporca/infetta e biancheria pulita. Per garantire il controllo della massima igiene le macchine sono dotate di un computer estremamente evoluto, ed automatico con TOUCH SCREEN a colori da 7”. Semplice ed intuitivo con ben 37 lingue disponibili. Questo eccezionale sistema è corredato inoltre di una funzione IoT che permette di avere un controllo completo delle macchine anche da remoto, in qualunque momento e in qualunque luogo ci si trovi. Consente di gestire completamente i programmi di lavaggio, centrifuga e le varie fasi di lavoro.

Ma questa puntuale e accurata digitalizzazione della macchina consente anche qualche funzione supplementare? Permette ad esempio di stilare delle statistiche dei cicli effettuati, dei ricavi, dei report di produzione, dei report dei consumi di acqua, prodotti chimici ed energetici, dei carichi di lavoro ecc… Potete analizzare in maniera completa la telemetria, con memorizzazione ed accesso a tutti i dati e segnali delle macchine, con analisi dei tempi, temperature, livelli di acqua, livello dei prodotti, velocità ecc… Le macchine sono dotate di dispositivo automatico di allineamento porta per agevolare le operazioni di carico e scarico. Dotate di chiusura a doppia anta con funzioni di auto-bloccaggio e anti-allentamento per garantire sicurezza e facilità d’utilizzo. Tutte le macchine sono dotate di Inverter elettronico a garanzia di alta efficienza e bassi consumi. In chiusura vorrei sottolineare l’importanza di garantire un’assistenza tecnica professionale e programmata in tutta Italia”.

In conclusione di questo reportage interloquiamo con Eugenio Boni, Direttore Commerciale di Italclean. “Il settore delle lavanderie industriali sta vivendo una trasformazione significativa con l’introduzione delle lavatrici a barriera sanitaria, una risposta innovativa alle esigenze di ospedali, cliniche e strutture sanitarie in generale. ITALCLEAN condivide la visione rivoluzionaria di queste nuove lavatrici, progettate per impedire il rischio di contaminazione da agenti patogeni. Le lavatrici a barriera sanitaria della serie BM di ITALCLEAN rappresentano un passo avanti nella separazione dei capi puliti e sporchi. Dotate di tecnologia a doppio portello ed alta velocità e progettate per essere installate in una parete divisoria tra due aree di lavanderia, una settica e una asettica, queste macchine offrono prestazioni di altissimo livello. Qual è il valore aggiunto di queste macchine? Ciò che distingue le lavatrici ITALCLEAN sul mercato è l’implementazione delle tecnologie più moderne e sofisticate in termini di gestione e controllo della sicurezza. I sistemi di controllo avanzati garantiscono risultati impeccabili e sicuri, assicurando al contempo igiene e qualità di lavaggio superiori. Inoltre il nuovo computer TOUCH, schermo touch screen, progettato appositamente per ITALCLEAN è un vero aiuto per gli operatori grazie alla sua intuitività e semplicità che tuttavia garantisce il pieno controllo in ogni singolo istante dei cicli di lavaggio e di centrifuga.

La serie BM offre tre diverse capacità principali: 25 Kg, 35 Kg e 70 Kg, rispondendo così alle varie esigenze delle strutture sanitarie. Tra le caratteristiche salienti di queste lavatrici, la conformità alle normative più recenti, il computer Touch Screen programmabile, e le due porte di carico extra large, una per il lato pulito e una per il lato sporco. Le porte di carico sono dotate di un blocco di sicurezza, impedendo l’apertura durante l’esecuzione dei programmi per evitare contaminazioni accidentali. Il sistema di posizionamento automatico del cesto riduce ulteriormente il rischio di contaminazione, collocando il cesto prima che l’utente possa aprire la porta di carico. La versione da 70 Kg presenta un cesto a due scomparti per un carico e scarico più efficienti, mentre il telaio e il cesto in acciaio inossidabile garantiscono durata nel tempo. Con riscaldamento elettrico o a vapore, queste lavatrici a barriera sanitaria ITALCLEAN si pongono all’avanguardia nel settore delle lavanderie industriali, offrendo un contributo essenziale per garantire la massima sicurezza e igiene nelle strutture sanitarie, ospedali, cliniche e case di riposo. L’innovazione è il motore del progresso, e ITALCLEAN sta guidando la strada verso un futuro più pulito e sicuro nel settore delle lavanderie industriali”, conclude Eugenio Boni. •

di Marzio Nava
DETERGO Magazine # Gennaio 2024