Lavaggio a secco e lavaggio ad acqua, due tecniche di lavaggio differenti, due mondi diversi anche se per molte aziende il confine è molto più sottile e più labile, esistendo nella sostanza un rapporto più stretto, anzi, una continuità. Ci catapultiamo nell’universo del lavaggio, secondo filosofie, punti di vista diversi delle differenti realtà aziendali che compongono l’arcipelago del settore. Dietro a queste idee ci sono macchine, tecniche e tecnologie di lavaggio differenti tra loro. Nel lavaggio ad acqua il risultato è dato dal sistema di lavaggio, cioè da una sinergia tra abilità dell’operatore, efficacia dei prodotti chimici e la bontà dell’impianto di lavaggio. Il sistema di lavaggio ad acqua enfatizza l’effetto virtuoso delle componenti di azione meccanica, chimica, termica e del tempo di trattamento. Il lavaggio a secco, invece, è una particolare tecnica che prevede l’utilizzo di un solvente organico al posto dell’acqua. Una macchina che funziona a circuito chiuso, dotata di una botte, serbatoi, filtri e solitamente un sistema di distillazione. In questo virtuoso meccanismo di lavorazione l’azione dei solventi fa il resto. Un sistema di lavaggio, quest’ultimo, che è stato, negli ultimi anni, semplificato ed affinato con tecnologie e tecniche sempre più scrupolose e innovative. Aziende, prodotti, tecniche di lavaggio per ottenere un risultato che garantisca pulito ed igienizzazione, una visione ad ampio raggio sul lavaggio ad acqua e a secco.

Mirco Mongillo, Sales Manager di Firbimatic S.p.A. afferma, “il nostro core business è legato al lavaggio a secco e le nostre tecnologie sono legate a questa tecnica di lavaggio, non ultima la messa a punto della certificazione della sanificazione dei nostri impianti. Macchine a solventi alternativi che permettono di farci raggiungere valori di detergenza e sanificazione ad un costo molto contenuto. Tutto ciò permette di esaltare la professionalità del nostro cliente in lavanderia, ma allo stesso tempo proporre alla sua clientela finale una soluzione alternativa di detergenza con un impatto ambientale ecologicamente compatibile (essendo un circuito di lavaggio totalmente a circuito chiuso). Lavare risparmiando è un grande successo anche per l’economia di una lavanderia. È il lavaggio che crea valore. Negli ultimi mesi abbiamo posto l’attenzione sulla certificazione relativa alla sanificazione dei nostri impianti. Abbiamo fatto uno studio con laboratori dedicati, seguendo le linee guida dell’Università di Bologna per poter determinare la sanificazione dei nostri cicli produttivi. Questo ci permette di abbattere oltre 99% nei lavaggi, delle cariche microbiche, spore e funghi. Abbiamo esaminato tutto il processo produttivo in ogni sua parte e siamo dovuti intervenire con degli accorgimenti per garantire che le macchine possano assicurare le stesse prestazioni nel tempo anche a distanza di anni.

Gabriele Cuppini, Direttore Commerciale di Union S.p.A. ci dice, “noi siamo un‘azienda che lavora per il mercato italiano ma prevalentemente per il mercato internazionale e in particolare per gli Stati Uniti”. Focalizziamo l’attenzione sul secco. “Siamo costruttori di macchine che utilizzano solventi differenti che possono dare un risultato eccellente se messi nelle condizioni di lavorare in modo ottimale. La grande divisione è tra il lavaggio ad acqua e quello a secco e per il trattamento di determinati capi, l’uno non è sostituibile con l’altro. Per quanto riguarda le tecniche di lavaggio, come costruttori noi dobbiamo considerare molteplici esigenze in un mercato che è sempre più frammentato, dovendo essere in condizione di rispondere a bisogni differenti. Un accenno
particolare va fatto ai consumi, che tra secco ed acqua sono molto diversi e il costruttore deve essere in grado di fornire le giuste linee guida al cliente in relazione alle sue esigenze. Per continuare ad essere leader del mercato e continuare ad avere nel portafoglio alcuni tra i clienti più importanti al mondo, abbiamo dovuto sviluppare una gamma di prodotti molto ampia che realizzi delle tecniche di lavaggio quasi personalizzate. Abbiamo capi che non si lavano né con acqua né con solventi, ed abbiamo, così, sviluppato una macchina ibrida che si avvale di una tecnologia molto particolare che usa un vapore secco a bassa temperatura, che con l’ausilio di detergenti permette di trattare capi costosi e delicati. Pensi che anche i produttori di detergenti chimici, ormai, producono solventi sempre più personalizzati. Il mercato europeo e nord americano (in cui la spinta verso solventi alternativi negli Stati Uniti è nata molto prima rispetto all’Europa) sono molto diversi sia per sensibilità ambientale sia per le dimensioni dei negozi che hanno volumi di produttività differenti rispetto a quelli europei (la macchina più venduta negli Stati Uniti è quella da 25 kg mentre in Europa lo standard di vendita si attesta sulla macchina intorno ai 15 kg) differenze di base essenziali che spingono il mercato in direzioni diverse”.

Matteo Gerosa, National Sales Manager presso JENSEN Italia sottolinea come, “qualche anno fa si pensava fosse più opportuno sfruttare l’elevata temperatura nel lavaggio, poi, negli ultimi anni c’è stato l’avvento di una tendenza più green, che privilegiasse la bassa temperatura ricercando una compensazione nell’azione chimica. Con l’avvento della pandemia virale (COVID-19) si è verificata un’altra svolta a 180°, con un ritorno alle elevate temperature di processo per allinearsi ai protocolli anti COVID. Il futuro, sarà caratterizzato dal ritorno alle basse temperature (ma anche ad un minor impatto di gestione delle acque di scarico e al potenziamento del riutilizzo delle acque) che poi determinano anche un allungamento della durata dei tessuti. In questo periodo abbiamo introdotto un nuovo sistema, che abbiamo denominato “UV Clean” che è una sanificazione della macchina, in particolare delle doppie camere della lavacontinua per prevenire la creazione di strati batterici. Un sistema che abbiamo certificato e che funziona indipendentemente dal funzionamento della macchina, lavorando in modo permanente. Questo sistema può essere applicato anche ad impianti più vecchi. Nell’ambito del processo di lavaggio, al di là delle fasi di prelavaggio e lavaggio, che sono definite, rimane l’alternativa tra risciacquo statico o risciacquo controcorrente. Nel primo tutto avviene all’interno della singola camera, carico e scarico di acqua con maggiori possibilità di risparmio dell’acqua stessa. Quello controcorrente, più classico, si avvale di un’azione meccanica con una qualità di risciacquo superiore. Nella configurazione di un lavacontinua non esiste uno standard ma si tratta sempre di un vestito su misura secondo le necessità specifiche del cliente”.

Marco Niccolini Direttore Commerciale della Renzacci S.p.A. rileva, “Non c’è dubbio che il lavaggio a secco oggi più che mai è diventato sinonimo di semplicità d’uso, rapidità e biocompatibilità al punto da essere ormai sempre di più noto a livello mondiale con il termine di biolavaggio a secco. Le nostre macchine di ultimissima generazione per esempio sono disponibili anche in versione con nuovi esclusivi sistemi di filtrazione ottimizzata “NO FLEX SYSTEM”, che sono in grado di sostituire i gruppi di distillazione a tutto vantaggio non solo della semplicità ma anche dei sensibili risparmi sui costi di esercizio. Una macchina di lavaggio a secco ha una grande interazione con l’abilità e la professionalità dell’operatore, creando una sinergia feconda che influenza in modo determinante il risultato finale come d’altra parte è importante che sia in una attività dove la professionalità di chi opera rappresenta un valore aggiunto imprescindibile. Noi pensiamo, partendo dalle esigenze di mercato, che ci sia un forte interazione tra lavaggio ad acqua e lavaggio a secco. I nuovi sistemi di lavaggio che sono quelli del natural cleaning con i natural solvent, dialogano molto bene con il lavaggio ad acqua permettendo tecniche che consentono trattamenti particolarmente accurati. Riassumendo la fotografia della realtà di un centro di lavaggio professionale di successo per noi si basa su questi pilastri:
– Il primo pilastro è il biolavaggio a secco con tecniche di natural cleaning che permettono di avere un lavaggio di altissima qualità, in particolar modo sui nuovi materiali che costituiscono i capi, biodegradabile, ipoallergenico con un consumo ed un inquinamento
ridotto ai minimi termini (incluso quello delle microplastiche), certificato ed avvalorato da molti studi universitari, ma che corrisponde per altro, anche alla sensibilità dei consumatori.
– Il secondo è il lavaggio professionale ad acqua, con le tecnologie Renzacci attraverso il sistema Oceano che avvalendosi del sistema EcoCare System, permette una riduzione del 40% di consumo d’acqua ed una consistente diminuzione di rilascio delle micro plastiche.
Entrambi i sistemi permettono un’azione sinergica consentendo il trattamento di una gamma completa di capi. Il lavaggio a secco ed il lavaggio ad acqua non sono due tecniche che devono essere considerate in antitesi ma che al contrario si combinano portando
a risultati eccellenti”.

“Per noi di Kannegiesser le parole d’ordine sono: qualità del lavaggio e redditività dell’impianto”, afferma Alessandro Rolli, Managing Director per l’Italia della multinazionale tedesca Kannegiesser. “Nell’ultimo periodo abbiamo fatto dei grandi passi in avanti, in particolare ponendo l’attenzione alla parte del processo che non è parte attiva del lavaggio. Ci sono fasi passive del lavaggio, di riempimento, di passaggio da una camera all’altra, di trasferimento verso la pressa, tutte fasi a cui abbiamo ridotto i tempi dedicando invece attenzione al tempo attivo del lavaggio. Il target di un impianto moderno è quindi, quello di aumentare i tempi attivi riducendo quelli passivi. Come abbiamo fatto a ridurre
i tempi passivi? Aumentando la velocità con la quale si svuota una camera, entrando con un risciacquo in quota, che ha un effetto più importante dal punto di vista meccanico, potendo controllare le pompe non più a tempo, ma applicando dei sensori che rilevino
in tempo reale quando si sia conclusa la fase di svuotamento di una camera. Intervenendo con questi accorgimenti tecnici si può arrivare ad un incremento di produttività che oscilla tra il 20% e il 25% in una giornata, confermando la qualità di lavaggio. Nella redditività dell’azienda e del processo produttivo è essenziale analizzare a parità di tempo quanti kg di biancheria in più riesco a processare. Per le nostre macchine, poi, continuiamo a considerare essenziale avere camere divise senza alcuna promiscuità dei bagni, un controllo accurato dell’alcalinità e un’attenzione particolare alla chimica di lavaggio, tutto ciò consente una migliore gestione dell’impianto. Essenziale per noi è la semplicità di gestione della macchina da parte dell’operatore. Per quanto riguarda l’attenzione nei confronti della sanificazione le nostre macchine hanno tutte le condizioni ideali perché i processi chimici, meccanici, di temperatura e di tempo siano efficaci per ottenere un processo e un prodotto finale sanificato”.

Per Eugenio Boni, Direttore Commerciale di Italclean S.r.l. “Un tempo il lavaggio a secco e quello ad acqua erano mondi molto più separati: in sintesi il cotone veniva trattato ad acqua mentre la lana a secco. L’affinità tra l’operatore e il produttore di macchine permette di rendere i programmi di lavaggio sempre più calzanti ed efficaci. Noi trattiamo sia macchine ad acqua sia macchine a secco. Le indicazioni sulle etichette dei capi lasciano il tempo che trovano. È l’abilità dell’operatore che fa la differenza. Tra le diverse differenze tra l’acqua e il secco consideriamo anche i tempi di stiratura: un capo trattato ad acqua ha un tempo di stiratura molto più lungo rispetto ad uno trattato a secco. Una lavanderia modello dovrebbe tenere nel proprio negozio macchine ad acqua e macchine a secco. L’affermazione secondo la quale si riuscirebbero a trattare tutti i capi con acqua e che il secco non serva più, è una colossale falsità perché orientata da interessi di bottega”.

“Noi come Girbau trattiamo esclusivamente macchine ad acqua”, ci dice Massimo Scatto, Direttore Generale Girbau Italia. “Abbiamo sviluppato un trattamento speciale ad acqua, che abbiamo definito Professional Wet Cleaning, in collaborazione con alcune aziende chimiche partner. È un sistema di lavaggio ad acqua alternativo al lavaggio a secco anche per capi delicati, lana e capi spalla. In particolare, la scelta dei prodotti chimici deve essere oculata e conforme ai cicli di lavaggio e asciugatura. Abbiamo sviluppato, inoltre, tre sistemi specifici con tre aziende chimiche diverse di primario livello (Seitz, Büfa, Proquimia) e con altre stiamo definendo sistemi analoghi (Ecolab, Johnson Diversey). Con Girbau, il cliente potrà scegliere in relazione alle proprie esigenze tra i diversi nostri partner con i quali abbiamo già un rapporto di fiducia. Insieme alle macchine, offriamo alla clientela un pacchetto iniziale dove ci sono le nostre apparecchiature, le pompe esterne di dosaggio dei prodotti chimici e un kit iniziale di prodotti chimici che consigliamo. Abbiamo, inoltre, messo a punto un sistema di finissaggio con un nostro partner storico da utilizzare a seguito del lavaggio Wet Cleaning”.

“I sistemi di lavaggio più richiesti in questo momento sono quelli con acqua ozonata”, ci dice Andrea Rotondi, Vice Presidente presso Rotondi Group S.r.l. “Il vecchio sistema di iniettare semplicemente l’ozono nell’acqua non ha, in Italia, nel passato, riscontrato un grande successo in quanto presentava diversi svantaggi. Da qualche anno proponiamo un sistema in cui non iniettiamo l’ozono nell’acqua ma la trasformiamo in acqua ozonizzata con una costante concentrazione e stabilità nel tempo, fornendo un maggiore potere pulente e sanificante. Questo ci permette di offrire un servizio garantito per la sanificazione dei capi. Il nostro sistema è composto da un apparecchio autonomo che viene applicato su tutte le nostre macchine ad acqua IPSO Rotondi di qualsiasi portata. L’ozono nell’acqua ha tre vantaggi, l’utilizzo di una minore temperatura dell’acqua, minor consumo dei detergenti e una più puntuale sanificazione. Quest’ultimo fattore, al momento, è quello trainante, tanto è vero che anche dalle lavanderie self service abbiamo avuto un consistente aumento degli acquisti di queste macchine con questo sistema di lavaggio”.

Passiamo all’azienda svedese Electrolux e ci confrontiamo con Marco Oleoni, Sales Area Manager Laundry, referente Italia di Electrolux Professional per le tinto lavanderie. “Ci occupiamo di lavaggio ad acqua e in questo ambito Electrolux Professional ha sposato da almeno 20 anni questo sistema di lavaggio, come alternativa ecologica per il trattamento dei capi delicati, rispetto al lavaggio a secco. Conoscenza dei tessuti, programmi di lavaggio ad hoc abbinati a detergenti specifici e attrezzature all’avanguardia sono importanti per ottenere ottimi risultati su tutti i tipi di tessuti, e in particolare su quelli più delicati Il nostro rivoluzionario sistema lagoon® Advanced Care ha un approccio eco sostenibile in quanto non utilizza solventi chimici che possono essere dannosi per i dipendenti e i clienti, ma detergenti specifici per lana, seta e fibre sintetiche, delicati sui tessuti e rispettosi dell’ambiente. Un sistema facile, veloce ed efficiente grazie all’azione combinata delle nostre macchine di lavaggio, asciugatura e finissaggio. Nella fase di lavaggio, l’esclusiva funzione Prov’tex permette un’azione idraulica molto efficace ed ultra delicata, consentendo un maggiore fattore di carico rispetto a qualsiasi altro sistema tradizionale di lavaggio ad acqua. Il sistema lagoon® prevede anche la dotazione di dosatori per il dosaggio in automatico dei detergenti nella lavatrice. Il vero valore aggiunto, è stato quello di accorciare i tempi del processo di lavaggio. Non più di un’ora, dal momento in cui ricevo il capo fino alla consegna (servizio espresso): 5 minuti di pre smacchiatura, 25 minuti di lavaggio, 20 minuti di asciugatura e infine 5/7 minuti di finissaggio. I programmi per la lana nel sistema di lavaggio ad acqua lagoon ® sono stati approvati da Woolmark sin dal 2004 per il lavaggio di capi in pura lana vergine con l’etichetta “solo lavaggio a secco”. Inoltre, abbiamo ottenuto la Certificazione dall’Hohenstein Institute che ha condotto test comparativi sui risultati sia di lagoon® Advanced Care che del lavaggio con solventi su capi delicati. Dopo più di 10 cicli di lavaggio, i test hanno mostrato risultati equivalenti in termini di resistenza del tessuto, variazione di forma e perdita di colore”.

Infine, Marco Boccola, Direttore commerciale di iLSA S.p.A. dichiara, “tra lavaggio ad acqua e a secco non vedo alcun genere di conflitto, sono tecniche assolutamente integrabili e integrate per ottenere risultati apprezzabili sia dal punto di vista della pulitura che sotto il profilo della disinfezione/igienizzazione. Per le lavasecco, essendo un sistema a ciclo chiuso, il tema della disinfezione è fondamentalmente legato alla corretta gestione della manutenzione della macchina e all’osservanza di alcune linee guida di buon senso. Stiamo infatti mettendo a punto un semplice “protocollo” con degli elementi che permettano, ciclo dopo ciclo, le parti potenzialmente contaminate della macchina vengano pulite e disinfettate adeguatamente, in modo da evitare al meglio possibili fermentazioni batteriche.
Fino ad oggi abbiamo insistito nei confronti di tutti i nostri clienti a che facessero la corretta pulizia della macchina per garantire l’efficienza dell’impianto, oggi, questo concetto deve essere esteso anche alla disinfezione. I solventi hanno un certo grado di efficienza ma è anche essenziale una corretta pulizia della macchina nei punti critici. È essenziale predisporre dei protocolli per le diverse tecnologie: macchine a bagno con distillazione, macchine a bagno senza distillazione e la tecnica Jet Clean presente nella nostra macchina brevettata iPURA a nebulizzazione. Stiamo affinando tutte le tecniche di lavaggio e le nostre macchine saranno dotate di un programma che dovrà essere attivato periodicamente per gestire la disinfezione.

di Marzio Nava

DETERGO

SETTEMBRE 2020