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Reportage — Il tessuto, qualità e rispetto per l’ambiente le chiavi vincenti

La soddisfazione del servizio relativo alla sanificazione, consegna, ritiro e noleggio del tessile è una delle ultime ricerche che Assosistema ha commissionato circa due anni fa all’istituto di ricerche Isnart ed è da qui che è essenziale ripartire in modo consapevole e responsabile. La consapevolezza è data dalla conoscenza dei dati che questa e altre ricerche ci forniscono e ci permettono di delineare un quadro della situazione. La responsabilità deve essere attuata concretamente con azioni mirate volte ad agevolare i produttori sul mercato del tessile nella lavanderia. E i dati che abbiamo a disposizione sono piuttosto eloquenti. Nell’ambito dei servizi dati in outsourcing dalle imprese turistiche il 70,9% di queste aziende italiane affida a terzi il ruolo della igienizzazione e della sanificazione. E in questo mercato le imprese di sanificazione mettono a disposizione ad alberghi e ristoranti la fornitura per il cambio dei letti (87,3%), asciugamani (78,4%), tovaglie (70,9%). Particolarmente elevato e degno di sottolineatura è il livello di soddisfazione delle imprese turistiche rispetto ai servizi di sanificazione, pari a 8,3% (in una scala di valutazione da 1 a 10). Circa il 21%, quindi 1 impresa turistica su 5, ha avviato progressivamente un processo di sostituzione del tessile con la carta, e questo dato è più consistente nei villaggi turistici e in particolare laddove si privilegia il vantaggio economico a discapito, naturalmente, della bellezza e dell’eleganza.

Negli ultimi anni tuttavia si sta mettendo in luce anche un altro aspetto essenziale nel confronto tra i due tipi di tovagliato (tessuto – carta) sul fronte del risparmio ambientale e della sostenibilità. L’utilizzo del monouso nei ristoranti e negli alberghi contribuisce ad incrementare l’inquinamento ambientale e ad appesantire in modo consistente la filiera dello smaltimento dei rifiuti. E la partita è tutta a vantaggio del tessuto. Basti considerare che il risparmio riguarda il consumo d’acqua, il riscaldamento globale, l’assottigliamento della fascia di ozono, l’acidificazione, l’eutrofizzazione e i rifiuti pericolosi. Noi avevamo fatto la nostra parte con l’eccellente azione promossa da Detergo, Assofornitori ed EXPOdetergo, con la campagna intitolata “Notate la differenza?” e il cui successo ci permette di auspicare un rilancio del messaggio promozionale chiedendo che anche le istituzioni facciano la loro parte.

Ma interpelliamo gli operatori del tessile nell’ambito della lavanderia che oltre ad avere un’esperienza maturata sul campo ci permettono di capire come e dove si stia orientando questo segmento di mercato. Maurizio Paleari, direttore vendite, di Parotex di Busto Arsizio (Varese), ci illustra l’attività di Parotex. “l’azienda, di proprietà della famiglia Rovea, fu fondata nel 1976. L’eccellenza della produzione di Parotex si basa sul controllo dell’intera filiera tessile, su competenze nello sviluppo del prodotto e sulla continua innovazione tecnologica che permette di soddisfare sempre di più il cliente. Ogni fase del ciclo produttivo è compiuto in Italia, dall’arrivo delle materie prime fino alla spedizione del prodotto confezionato. La sala tessitura vanta un parco macchine tecnologicamente avanzato, strutturato per tessere in diverse altezze, fino ad offrire tessuti alti 350 cm. Siamo sempre alla ricerca delle migliori materie prime, accuratamente selezionate e controllate. I coloranti dei filati sono esclusivamente Indanthrene selezionati per la resistenza ai lavaggi industriali. La tessitura e il finissaggio utilizzano prodotti conformi al regolamento REACH.
Tutti i tessuti vengono accuratamente controllati dopo la tessitura, dopo il finissaggio e dopo la confezione, per garantire al cliente un prodotto di alta qualità. Seguiamo il cliente nella progettazione, nello sviluppo e nella personalizzazione dell’articolo scelto”.

Incontriamo Giancarlo Rossi responsabile di Telerie Gloria di Lesmo (Monza e Brianza). “Siamo partiti con l’attività del candeggio e tintoria dei tessuti. Poi, l’azienda si è evoluta fino a diventare telerie Gloria nel 1980, nata sulle ceneri di altre aziende del settore, tutte di proprietà della famiglia. La fotografia del nostro mercato è molto chiara: a differenza di qualche anno addietro è diventato molto più complesso e c’è il rischio che la ricerca spasmodica dell’abbassamento del prezzo porti inevitabilmente ad una riduzione della qualità del prodotto, fiore all’occhiello del made in Italy. Come azienda abbiamo sempre pensato che non fosse opportuno verticalizzare la produzione occupandoci di tutto e quindi ci avvaliamo di aziende esterne che ci forniscono i semilavorati in modo specializzato. Oggi il tallone d’Achille del nostro settore è la scarsa unione tra i produttori che porta ad un impoverimento del mercato. Consideriamo che fino a qualche anno fa, in cui primeggiava la produzione standard, con colori e finiture classiche, per ogni ordine di tovaglioli, la richiesta in media era di 100 mila pezzi, oggi al massimo ne richiedono 5 mila. Ai tempi i telai producevano ininterrottamente per 24 ore, oggi al massimo arrivano a coprire le 16 ore. Noi ci focalizziamo prevalentemente sul mercato italiano e il nostro valore aggiunto è rappresentato dal pronto magazzino e dal prodotto fatto su misura”.

Ho ancora scolpita nella memoria l’immagine dei 18 telai che producono a pieno ritmo con un effetto cromatico unico, senza dimenticare il magazzino colmo di accessori tessili per la tavola la cui straordinarietà è rappresentata dalla qualità e dalla ricerca dei particolari.

Roberto Littamè di TessilTorre, azienda di Dairago alle porte di Milano, precisa: “abbiamo riscontrato come negli ultimi anni le lavanderie siano orientate (nostro referente di mercato principale) a un processo di meccanizzazione del processo produttivo e a consistenti investimenti per lo sviluppo tecnologico.  Essendo cambiata la situazione, rispetto al recente passato, cerchiamo di mettere a disposizione prodotti sempre più performanti caratterizzati da un maggior grado di resistenza, di duttilità e di praticità. Ci occupiamo prevalentemente di tessitura mentre per quanto riguarda la tintoria e il finissaggio facciamo ricorso a dei terzisti specializzati. Principalmente produciamo tovagliato di qualità e la nostra filiera è unicamente italiana, cosa che possiamo considerare il nostro punto di forza. Pensiamo che le quote di mercato si acquisiscano con articoli nuovi e di qualità. Siamo particolarmente attenti ai coloranti che abbiano una ricetta testata e che possano essere resistenti ai lavaggi in lavanderia”.

Marco Gastaldi di Industria tessile Gastaldi, azienda di Merone in provincia di Como, nata nel 1893, ci tiene in prima battuta a precisare: “la mia presenza in azienda connota la quinta generazione di un’impresa storica del settore delle forniture alberghiere e della ristorazione. Inizialmente il prodotto veniva fornito agli alberghi e alla ristorazione direttamente, poi negli anni ’60 con l’avvento delle lavanderie industriali ci sì è orientati unicamente sul lavanolo nei confronti di alberghi, compagnie aeree, navi da crociera, ristoranti e case di riposo. Il nostro ciclo di produzione è totalmente verticale, la tessitura, la nobilitazione, la tintoria e la confezione, vengono fatte in azienda. Siamo presenti in Italia per circa il 60% mentre il rimanente 40% è dato dall’ export. Dopo la crisi decennale che ha investito anche il nostro settore, negli ultimi anni siamo riusciti a recuperare fette di mercato e ad incrementare l’indice di produttività grazie anche al fatto che il turismo quando c’è un incremento della congiuntura economica è uno dei settori più reattivi. In particolare sul mercato italiano la vera ripresa si è avuta, con Expo 2015 a Milano ed auspichiamo che la domanda di mercato spinga, con ancora più vigore, in vista delle Olimpiadi invernali di Milano/Cortina del 2026. Stiamo investendo in modo consistente su linee di prodotto che siano realizzate con fibre riciclate provenienti da coltivazioni biologiche come il cotone ma anche il poliestere derivato dalle bottiglie di plastica riciclate. La sostenibilità ambientale, anche dei tessuti, pensiamo sia la vera scommessa per il futuro anche per il nostro settore”.

Infine, interpelliamo la Responsabile del settore lavanderie industriali Marisa Miravalle di Emmebiesse, azienda di Casale Monferrato in provincia di Alessandria, “operiamo dal 1990 nel settore delle lavanderie industriali italiane e per adeguarci alle richieste del marcato abbiamo cambiato più volte le nostre strategie di produzione e di vendita. Nel corso degli ultimi 20 anni abbiamo consolidato produzioni con fornitori esteri altamente specializzati e abbiamo fatto joint-venture commerciali e industriali con Partner Egiziani, Pakistani e Cinesi. Ci avvaliamo di produzione esclusivamente italiana solo per l’alta gamma o su richiesta del cliente. Dal 2010 il nostro core business è diventato quello delle forniture di biancheria a navi da crociera. Diversamente dall’Italia, in cui prevale la richiesta del 100% cotone, sulle navi da crociera, specialmente quelle di proprietà americana, si predilige biancheria da letto in policotone e spugne da 600g che da noi solitamente sono riservate solo agli alberghi stellati. La forza della nostra azienda è proprio quella di poter realizzare prodotti in linea con le specifiche necessità dei clienti.Il nostro volume di affari è costituito per il 70% dalle commesse estere quasi esclusivamente di compagnie navali che oltre a richiedere volumi importanti, specialmente nel settore cruise americano, garantisce pagamenti puntali in tempi brevissimi. Oltre ai settori dedicati a lavanderie industriali italiane e navi da crociera abbiamo mantenuto anche una nicchia di mercato made in Italy lingeria in spugna di alta gamma e una collezione fashion con marchi Luna di Giorno e Caterina D. con le quali difendiamo la nostra presenza e le lavorazioni in Italia”.

di Marzio Nava

 

DETERGO

SETTEMBRE 2019

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