Per pensare a come evolverà il mercato dello stiro industriale è necessario astrarsi da questi mesi di crisi sanitaria mondiale e pensare a come potranno cambiare i ritmi di vita, le abitudini e le dinamiche sociali a seguito del periodo di emergenza. Pensare ad esempio che lo smart working possa esaurirsi a seguito della pandemia è pura illusione.
Secondo uno studio della società di ricerche di mercato Nomisma del mese di marzo, nel caso le aziende scegliessero di fare mediamente nel 2021, 3 giorni a settimana di lavoro agile, i pubblici esercizi potrebbero perdere 5,1 miliardi di incassi. I più penalizzati potrebbero essere i ristoranti (meno 2,6 miliardi), seguiti dai bar (meno 1,4 miliardi) e da fast food e pizzerie (meno 1,1 miliardi).
Un altro dato eloquente è rappresentato dal mercato dei canoni degli uffici nelle grandi città: la domanda è in netta flessione in tutti i grandi centri urbani ed è in corso una rimodulazione degli spazi da destinare a usi diversi. Alcuni grandi alberghi nell’area centrale di Milano hanno riconvertito alcuni spazi, ospitando postazioni di coworking: la domanda per questo tipo di utilizzo sta crescendo negli ultimi mesi nelle grandi città.
È verosimile pensare che a regime ci possa essere una convivenza tra il lavoro in presenza e il lavoro agile ed è quindi necessario cercare di capire come il mercato dello stiro professionale e quello delle tintolavanderie possano  adottare delle contromisure per rilanciare la domanda di mercato.

Incontriamo Corinna Mapelli, comproprietaria di Trevil, la cui azienda si trova a Pozzo D’Adda alle porte di Milano.
“Partiamo dalla considerazione che già la realtà e gli stili di vita precedenti alla pandemia erano cambiati poi dal febbraio dello scorso anno tutto ha subito un’accelerazione. Negli ultimi 20 anni abbiamo riscontrato un maggior utilizzo del casual, una maggiore incidenza dei tessuti sintetici e tecnici per lo sport e il tempo libero che non hanno necessità di una manutenzione professionale ma che possono essere trattati in casa.
Su questa lunghezza d’onda si inserisce anche la tendenza all’acquisto di capi a basso prezzo e di brevissima durata che non vanno a finire di certo in lavanderia. Cercando di immaginarci in una fase post pandemica la compresenza del lavoro da casa e del lavoro in ufficio nell’arco della settimana, riteniamo che tutto ciò non inciderà su una differenza delle tecniche dello stiro, quanto ad una diminuzione del lavoro tout court. Tutto ciò ci porta a pensare che avremmo una spinta ulteriore della razionalizzazione del mercato delle tintolavanderie nella direzione di una diversificazione e di una specializzazione dei servizi offerti. Dal punto di vista dello stiro si consolideranno alcune innovazioni, già per altro in corso: macchine sempre più sofisticate che consentono una alta produttività e che possono essere utilizzate anche da personale non specializzato. Definire un orizzonte temporale è sempre complicato, ma come Trevil avevamo in cantiere dei progetti di sviluppo a cui in questo periodo abbiamo posto l’attenzione e che vanno comunque tutti nella direzione dell’automazione dei prodotti. In questo senso abbiamo ampliato le funzioni del software sulle singole macchine, ma ci siamo concentrati anche per quanto riguarda la realtà italiana allo sviluppo dei prodotti rientranti in industria 4.0 a cui sono collegati alcuni vantaggi fiscali.
“Paese che vai usanza che trovi e tutto il mondo è paese. A prima vista può sembrare un ossimoro, però riassume perfettamente il concetto di stiro in tutto il mondo, ci dice Michele Battistella, Sales Manager della Battistella B.G. di Rossano Veneto in provincia di Vicenza. Ogni Paese ha le sue esigenze derivanti da richieste diverse, per esempio un tavolo da stiro in un paese caldo richiede meno potenza rispetto ad un tavolo da stiro in un paese freddo (Russia, Siberia…).
Tutte queste esigenze però convergono in due semplici concetti: qualità dello stiro e durata nel tempo dei macchinari. A rivoluzionare il mondo dello stiro è stato l’avvento della tecnologia, del digitale, della comunicazione veloce. Al cliente serve il video HD del macchinario, il tutorial di come va utilizzato ed una rapidissima risposta in termini di assistenza nel caso ci fossero problemi.
Battistella B.G. installa su tutte le macchine industriali e semi industriali, un pannello elettronico di controllo, il quale permette a tutti i clienti di avere la situazione costantemente monitorata. Infatti, oltre a controllare i classici parametri tecnici, il pannello permette una diagnosi di qualsiasi tipo di problema in tempo reale.
Questa velocità è ovviamente sempre unita alla qualità che da sempre contraddistingue i nostri prodotti” aggiunge Michele Battistella.
La Ghidini Benvenuto Srl, di San Giuliano Milanese, nell’area metropolitana di Milano, si occupa di realizzare macchine per lo stiro industriale per diversi settori che spaziano dal lavaggio a secco alla lavanderia, dalla confezione agli alberghi/comunità.
Parliamo con Roland Fleischmann, Responsabile Vendite, “abbiamo messo a punto alcuni nuovi prodotti: ad esempio uno stira camice più performante, appartenente ad una gamma alta di qualità che corrisponde alle esigenze delle lavanderie che vogliono sempre più specializzarsi sulla manutenzione delle camice.
Inoltre, abbiamo pensato ad un nuovo sistema di regolazione dell’altezza dei tavoli da stiro, corrispondendo ad una necessità di mercato che va nella direzione del rispetto dell’ergonomia delle macchine. Un’esigenza molto sentita soprattutto nei Paesi del Nord Europa, pensi che stiamo allestendo una lavanderia industriale nella Svizzera Francese, nata attraverso l’erogazione di contributi pubblici al fine di recuperare ragazzi con difficoltà sociali e stiamo fornendo proprio a loro questi nuovi tavoli. Un tavolo il cui movimento inizialmente era solo meccanico, poi gli abbiamo aggiunto un movimento automatico ad aria compressa, oggi lo proponiamo anche nella versione industriale. Il modello del tavolo si chiama Tornado e di base è aspirante e soffiante ma può essere dotato anche di vaporizzazione”.
Come vede la Rotondi Group, azienda situata nell’hinterland Milanese che produce macchine da stiro ad alta tecnologia per giacche, pantaloni, jeans e camicie, la fuoriuscita da questo periodo di crisi e il rilancio del mercato?
Per Andrea Rotondi, Vice Presidente della Rotondi Group, ciò che sta facendo la differenza ma che la farà ancora di più in futuro è la messa a punto del servizio. In questi mesi di lockdown abbiamo assistito ad uno sviluppo della consegna a domicilio dei capi da parte delle tintolavanderie. Le lavanderie dovranno attrezzarsi con macchine più veloci e riservare parte della giornata lavorativa alla consegna. Le lavanderie anche sullo stiro si doteranno sempre di più di macchine automatizzate, visto che il lavaggio e l’asciugatura avvengono in modo automatico già da molto tempo Questa pandemia ha accelerato questo processo di richiesta di automatizzazione dello stiro per altro già in atto. Stiamo cercando di offrire ai nostri clienti il progetto lavanderia automatizzata e quindi una “ lavanderia 4.0” che consenta a chi abbia voglia di rilanciarsi in vista della ripartenza di farlo intercettando le agevolazioni messe a disposizione dal legislatore. Nel futuro ci potrebbe essere meno lavoro ma una richiesta maggiore di specializzazione dei servizi quindi sono necessarie macchine più veloci e versatili che rispondano ai nuovi bisogni. La lavanderia 4.0 è il progetto e l’obiettivo a cui si dovrà tendere”.
“La Renzacci ha da molti anni una presenza significativa anche nel mercato delle calandre da stiro fornendole ad una clientela che va dalla lavanderia industriale alle lavanderie di medie dimensioni senza tralasciare il settore Ho.Re.Ca e di comunità, ci ricorda Marco Niccolini, General Sales and Mkt Director, dell’azienda Renzacci SpA, di Città di Castello (PG). La Renzacci nella produzione di calandre ha una gamma di versioni dalla più piccola con 1,4 metri di superficie di stiro sino a quella più grande di 3,2 metri. Queste calandre hanno una tecnica autoasciugante, ossia il processo di stiratura avviene contestualmente a quello di asciugatura. È una calandra che si distingue per una notevole produttività, in quanto non avendo necessariamente bisogno dell’asciugatura distinta dalla stiratura permette un risparmio energetico ma anche una velocizzazione del processo produttivo. Sono calandre computerizzate nelle quali temperatura e velocità di stiratura possono essere scelte secondo le esigenze del cliente”, aggiunge Niccolini.
Dell’azienda Macpi di Palazzolo sull’Oglio, vicino a Brescia, intervistiamo Enrico Cartabbia, Responsabile Commerciale dell’azienda. “Macpi è felice di annunciare il lancio in Italia della macchina per stiro camicia mod. 291. Da tempo in uso in Europa, questa innovativa tecnologia approda finalmente sul mercato italiano per semplificare le operazioni di stiro camicia delle lavanderie industriali ed è programmabile in base alle necessità del cliente per un’esperienza altamente personalizzata.
La camicia al giorno d’oggi è il capo che più spesso si porta in lavanderia in quanto richiede tempo e precisione per essere stirato.
Per questi motivi sempre più persone nella vita frenetica di oggi preferiscono affidare questo indumento alle lavanderie che grazie alla nuova macchina Macpi potranno ridurre considerevolmente i tempi di stiro riuscendo a raggiungere lo stiro di 150 capi ora.
Organizzata in quattro stazioni di lavoro (carico – vaporizzazione – soffiaggio – scarico automatico), la macchina per stiro camicia restituisce capi perfettamente finiti e senza pieghe. Molto semplice da utilizzare, grazie al sistema di soffiaggio attivo anche durante la rotazione dei manichini la tecnologia è progettata per ottimizzare ogni fase di lavoro garantendo un aumento della produttività e il drastico abbattimento dei tempi di fermo.
Tra i vantaggi evidenziamo:
– carico automatico degli appendini;
– quattro manichini rotanti che soffiano aria calda anche durante la rotazione;
– vaporizzazione del manichino per una sanificazione approfondita e un perfetto risultato finale;
– pinze a tensione regolabile appositamente studiate per distendere delicatamente le maniche così da evitare il formarsi di pieghe;
– recupero dell’aria calda che viene riutilizzata per il soffiaggio;
– pulizia semplificata del filtro d’aria;
– scarico automatico delle camicie direttamente sugli appendini.
Oltre al carico e allo scarico automatico sono molte le funzionalità che semplificano l’operatività dell’addetto macchina. Tra queste, la presenza di manichini con altezza più bassa rispetto alla concorrenza per rendere il lavoro dell’operatore meno usurante nei movimenti, pratici comandi a pedale e il touch screen per impostare il ciclo di lavoro in base alle proprie necessità, conclude Enrico Cartabbia.
Dialogando con Alessandro Rolli, Amministratore delegato di Kannegiesser Italia con sede ad Opera (Mi), azienda che si occupa della progettazione e dello sviluppo professionale di tutta la tecnologia nell’ambito della lavanderia industriale, emerge in modo chiaro, come stia cambiando profondamente il modo di lavorare durante questo lungo anno pandemico. “Tralasciando le lavanderie industriali che lavorano con il turismo e la ristorazione, che stanno vivendo da più di un anno gli effetti dirompenti della chiusura delle attività, vorrei mettere l’accento sulle lavanderie che operano nell’ambito della sanità. L’assedio del Covid ha avuto un riflesso che potremmo definire di carattere psicologico sugli operatori sanitari, i quali cambiano molto più frequentemente giacca, pantaloni, divise ecc. Abbiamo aziende che solo dopo due anni che avevano investito sull’ammodernamento dei macchinari, oggi, ridisegnano la lavanderia per corrispondere alle nuove necessità. Un’attenzione molto accentuata all’igiene, e pensiamo che questa tendenza possa estendersi anche in altri settori, come l’industria o il food. Per quanto riguarda la stiratura – sia che si tratti di dispositivi di protezione individuale sia di altri indumenti – i tessuti e le fibre sono prodotte per lo più in cotone e poliestere che possono essere trattati con ottima qualità con i tunnel Kannegiesser di finissaggio XMT. La vecchia pressa è stata sostituita dai tunnel che con la forza dell’aria e del vapore stirano le fibre. La convenienza dell’ammodernamento degli impianti sta nel fatto che con un tunnel di questo tipo, quattro persone sono in grado di stirare fino a 1000 pezzi l’ora, mentre con le vecchie presse a parità di forza lavoro non si va oltre i 200 pezzi, una produttività decisamente inferiore. Il tunnel XMT può avere diversi moduli (da 1 a 6), esiste nella versione a gas o a vapore, ed è dotato di un sistema brevettato di ventilazione che viene soffiata controcorrente rispetto al flusso dei capi. Questo sistema permette l’eliminazione di un bruciatore, in relazione ai moduli del tunnel, e consente il recupero di energia con un consistente risparmio,” conclude Alessandro Rolli.
“La pandemia legata al Covid-19 ha comportato implicazioni di varia natura soprattutto nel mercato della lavanderia sia tradizionale che industriale. Entrambe hanno visto ridurre i propri volumi di fatturato come conseguenza dello smart working e del calo dei settori alberghiero e della ristorazione”, precisa Paolo Fumagalli, Presidente di Pony SpA, azienda che realizza macchine per lo stiro professionale a Inzago alle porte di Milano.
“Come tutte le medaglie, anche la pandemia ha due facce. Finora abbiamo conosciuto solo quella negativa, mentre si comincia già a intravvedere quella positiva per il nostro settore. Riteniamo infatti che la pandemia abbia portato le persone e le famiglie a una maggiore consapevolezza e attenzione verso l’igiene personale, degli ambienti dove si vive e degli abiti e accessori che vengono utilizzati tutti i giorni.
Ci aspettiamo quindi, al più presto, una ripresa dei consumi ed un aumento dei servizi di igiene e sanificazione.
Pony in questo periodo di calo del lavoro, dovuto alla pandemia, non ha smesso di sviluppare e migliorare i propri prodotti. Ha introdotto modifiche per ridurre il consumo energetico, ha inserito nuove linee per il servizio dell’igiene degli ambienti e della sanificazione dei capi.
Per aiutare i suoi clienti ad affrontare le nuove sfide del mercato, PONY ha allestito la propria sala esposizione con tutti i nuovi modelli per offrire l’opportunità di valutare direttamente e più precisamente:
– stiracamicie dotati di sistema brevettato per il recupero del calore;
– Topper per lo stiro di tutti i pantaloni, classico, jeans, velluto, elasticizzati soprattutto se lavati ad acqua;
– Manichini con tensionatori frontali, posteriori, laterali e in altezza per un ottimo risultato di stiratura su giacche, cappotti lavati ad acqua e a secco.
La più ampia gamma di presse da stiro per ogni esigenza e necessità da quelle con i piani vaporizzanti fino a quelle con i piani lucidi per il settore industriale.
Prodotti per la sanificazione a vapore o con l’ozono per indumenti e ambienti.
Questo e tanto altro è presente presso la sala esposizione della nostra azienda ad Inzago (Milano)”, sottolinea in conclusione Paolo Fumagalli.

In conclusione, possiamo sottolineare come la pandemia abbia determinato in relazione ai settori presi in esame, tendenze opposte: nell’uso personale dei capi si è verificata una riduzione dei trattamenti che ha in primis determinato una riduzione del lavoro delle lavanderie artigianali, tendenza opposta, si è riscontrata, invece, nell’ambito delle lavanderie industriali, ma solo e unicamente per quelle che lavorano con la sanità e abiti da lavoro, per cui la sanificazione, l’igienizzazione e la pulizia in generale, hanno moltiplicato le esigenze di cambio delle divise del personale addetto, in alcuni casi determinando qualche criticità per le lavanderie stesse.•

di Marzio Nava Direttore Responsabile Rivista Detergo
Aprile 2021