REPORTAGE – Nuove macchine e sistemi tecnici di lavaggio

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Lavanderia industriale e laboratori artigianali, grandi e piccole dimensioni. Lavaggio ad acqua e a secco. Quali le tecniche di lavaggio utilizzate? Per le lavanderie industriali soprattutto nell’ambito sanitario ci sono rigidi protocolli da seguire, qualche margine di libertà maggiore per le lavanderie che si occupano di turismo e settore alberghiero. Per le lavanderie di prossimità dipendono naturalmente dal capo da trattare ma anche dal modo di vestire che negli ultimi anni ha subito una vera e propria metamorfosi. La dinamica del turismo, dopo l’infausta parentesi della crisi pandemica, ha ripreso a pieno ritmo: le città si sono ripopolate e anche il turismo stagionale nonostante qualche difficoltà dovuta all’impennata dei prezzi e alla spirale inflazionistica ha avuto e sta avendo un riscontro piuttosto positivo. Tutto ciò lascia più ampio spazio alla crescita economica delle realtà aziendali e apre ad opportunità di investimento a tecnologie di lavaggio innovative. Quali proposte, quali innovazioni?

Inauguriamo l’approfondimento di questo mese sulle tecniche di lavaggio incontrando Carlo Miotto CEO di Imesa SpA. Il quale sottolinea come “il lavaggio ad acqua è il presente e il futuro della lavanderia: acqua e detergenti garantiscono pulizia e igiene nel rispetto dell’ambiente. La combinazione acqua più detergente, nel contesto di un ciclo di lavaggio nel quale temperatura, meccanica e tempo vengono scrupolosamente calibrati, garantisce il risultato e allo stesso tempo si prende cura dei tessuti e rispetta i colori. La possibilità di lavare ad acqua molteplici tipologie di tessuti e la crescente attenzione all’ecologia e al rispetto dell’ambiente, spostano intensamente l’interesse verso questo sistema di lavaggio. Le persone si informano, prediligono sempre più spesso tecniche innovative a bassissimo impatto ambientale e, se possono, scelgono di gestire in prima persona il servizio di lavanderia portandolo all’interno della propria attività.

IMESA si rivolge a tutti questi utenti proponendo loro un sistema di lavaggio completo che va oltre la lavatrice e che include detergenti e formule di lavaggio su misura. Negli anni abbiamo elevato la nostra gamma di lavatrici a strumenti intelligenti completi di interfaccia digitale e collegamento internet dietro ai quali c’è IMConnect, un ambiente di programmazione e raccolta dati completamente a disposizione dell’utente. Come tutte le tecnologie digitali, i nostri strumenti sono in costante aggiornamento per migliorare la “user experience” ed è così che nasce l’app Laundry for You e Laundry for You PAY destinata al mondo del self-service e la tecnologia Tap.Tech NFC destinata al service e alle operazioni di manutenzione.

Completa la tecnica di lavaggio IMESA la neonata linea detergenti OPTIWASH® by IMESA. La volontà di offrire al cliente un sistema di trattamento tessuti completo, ci ha spinti ad integrare le nostre soluzioni di lavaggio con detergenti professionali che ci consentono di studiare e testare in prima persona cicli di lavaggio specifici per ogni esigenza, focalizzandoci sui consumi di acqua, di detergente e di energia. Il lavaggio ad acqua IMESA è oggi un sistema completo a disposizione di ogni tipologia di cliente. Non basta garantire l’affidabilità della lavatrice, i clienti chiedono di essere affiancati nelle loro attività e consigliati da esperti che con esperienza e conoscenza facilitino il loro lavoro”.

Tra i fornitori delle lavanderie industriali non poteva mancare Kannegiesser Italia e in particolare Alessandro Rolli, Amministratore delegato dell’azienda. “Quando si parla di lavaggio, ci sono diverse variabili che entrano in gioco. Non esiste una tecnica di lavaggio ma esistono variabili e condizioni mutevoli che generano approcci diversi da una situazione all’altra. Come costruttori, dobbiamo garantire che la macchina svolga un’azione meccanica adeguata, che i rapporti di volume dei tamburi rispetto al peso caricato siano corretti, che la geometria del tamburo sia efficace per assicurare uno “sbattimento” opportuno della biancheria, che le temperature siano mantenute costanti quando inizia il processo di lavaggio e che i volumi d’acqua che vengono scaricati dalla macchina e poi reimmessi siano corretti rispetto ai valori di impostazione, senza contare che il fattore tempo è un elemento determinante nel processo produttivo. Altri elementi importanti sono, ad esempio la chimica di processo, la tipologia del tessuto e il suo impiego. Siamo di fronte a impianti di lavaggio molto complessi. Sono dieci anni che costruiamo macchine con camere separate e questo le rende semplici nella gestione e più funzionali proprio per adattarsi alle diverse situazioni del mercato. Normalmente la tecnica di lavaggio è il risultato di azione meccanica, chimica, temperatura e tempo. Di queste quattro variabili, tre sono controllate da noi: temperatura, meccanica e tempo, i cosiddetti fattori macchina. Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito ad una rivoluzione nell’evoluzione delle macchine: si pensi al design ma anche all’idraulica. La valutazione tecnica di tutte le variabili di cui abbiamo parlato deve essere effettuata in modo scrupoloso al fine di ottenere un risultato ottimale. La nostra società da anni è impegnata nella ricerca e sviluppo per poter offrire delle soluzioni tecnologiche avanzate nell’ottica di soddisfare ogni esigenza del mercato”, conclude Rolli.

 

Incontriamo Gabriele Cuppini, Direttore Commerciale di Union SpA, importante player del lavaggio a secco. “In un’epoca nella quale è cruciale ottimizzare i costi, i consumi e un maggior rispetto dell’ambiente, in UNION abbiamo lavorato per offrire tecnologie di lavaggio innovative in grado non solo di offrire una qualità migliore ma anche tecnologie sostenibili, riducendone drasticamente i costi di esercizio. L’esperienza maturata nel corso di oltre 40 anni di lavoro ci ha permesso di acquisire competenze su tematiche ambientali e sostenibilità, che ampliamo continuamente per poter rispondere al meglio ai nuovi bisogni dei nostri clienti: tra le altre cose da tempo stiamo affrontando e tenendo molto in considerazione il tema della cosiddetta “impronta di carbonio” (carbon footprint) sia per quanto riguarda le nostre macchine, sia per quanto riguarda la nostra azienda, dove tra l’altro da alcuni anni sono stati installati pannelli fotovoltaici al punto da rendere l’azienda praticamente autonoma dal punto vista del consumo energetico.

La parola d’ordine è ottimizzazione dei costi, perché il modo migliore per incrementare i guadagni è quello di contenere i costi. Facendo tesoro di molti anni di esperienza abbiamo realizzato un nuovo progetto di un nuovo concetto di macchina, dotata di sistema di distillazione, che permette il lavaggio di qualsiasi tipo di indumento, aggredendo qualsiasi tipo di sporco. Per questo progetto rivoluzionario ci siamo concentrati sulla riduzione dei consumi: realizzando il sistema “Eco Concept”, riducendo anche il minimo la dissipazione energetica per mantenere il più possibile l’energia all’interno della macchina senza inutili dispersioni. Ma anche una consistente riduzione del solvente utilizzato grazie alsistema di lavaggio a “nebbia” mantenendo costante l’azione meccanica gestendo proficuamente tutto il volume del cesto. Attraverso una centrifuga liberiamo il solvente che porta il 90% dello sporco, che viene distillato riducendo la quantità di energia utilizzata.

Poi avviene la fase di risciacquo in cui viene perfezionato il ciclo di lavaggio. Infine, per la fase di asciugatura non c’è più bisogno dell’energia dissipata dal distillatore, per cui abbattiamo per più della metà il consumo elettrico della macchina ottimizzando la distillazione e il ciclo di asciugatura. Abbiamo su queste macchine ripreso l’esperienza maturata, come dicevo, sui frigoriferi relativa agli impianti ad aria che ci hanno portato oggi a ridurre i consumi per l’acqua di raffreddamento. Con 8/10 cicli di lavaggio non si supera mai il consumo di circa 1 metro cubo di acqua; inoltre non andiamo mai oltre il consumo di energia di circa 8KW/h. Il risultato ottenuto è molto gratificante in quanto combinato in un’ottica di elevata qualità di pulizia. Abbiamo sviluppato un concetto, un metodo nuovo, “Eco Concept” con il quale vengono variati alcuni parametri e alcuni volumi che applichiamo alle macchine per ora solo a riscaldamento elettrico. Questo metodo è compatibile con la quasi totalità dei solventi di pulizia come ad esempio, Sensene, Intense, idrocarburi ecc.

Stiamo definendo alcune collaborazioni con produttori di detergenti per combinare al meglio la sinergia macchina/detergente. Sempre nel tema della riduzione dei consumi ricordiamo i modelli UNION della serie NOVA, da anni sul mercato, particolarmente adatti a piccole lavanderie essendo semplici da installare e da usare anche grazie alla bassa manutenzione richiesta da questi modelli. NOVA lavora con la tecnica della filtrazione del solvente, senza bisogno di un sistema di distillazione. Il consumo energetico è particolarmente basso e nella versione con raffreddamento ad aria, da installare in locali che offrano un ricambio d’aria sufficiente, non necessita di acqua di raffreddamento offrendo un ulteriore risparmio. Risparmio energetico, ma anche sostenibilità ambientale perché le nostre macchine non hanno scarichi all’esterno e quindi non rilasciano microplastiche o altre sostanze inquinanti. Tutti i residui del lavaggio vengono conferiti a sistemi di riciclo”.

La parola ora passa a Marco Niccolini General Sales and Mkt Director di Renzacci SpA che produce macchine per il lavaggio ad acqua e a secco. “Come Renzacci puntiamo su alcuni elementi imprescindibili e di indubbia efficacia. Nell’ambito del lavaggio ad acqua e in particolare in quello che potremmo chiamare Wet cleaning, noi crediamo nel nostro sistema Oceano, che è più performante in quanto mette il lavaggio ad acqua nella sua giusta dimensione. Il lavaggio ad acqua, infatti, non deve essere visto come alternativa al biolavaggio a secco, in quanto sono due tecnologie che si completano vicendevolmente. Entrambe, infatti, consentono al professionista della lavanderia di dare un servizio a 360° alla clientela.

Il sistema Oceano offre un lavaggio di alta qualità e permette di lavare in un’ottica di sostenibilità e di circolarità. Come? Con due tecniche molto importanti: la prima permette attraverso il sistema EcoCare di risparmiare nell’utilizzo di acqua attraverso un sistema di recupero che non determina un’occupazione aggiuntiva di spazio rispetto all’ingombro della macchina stessa. Il sistema di recupero è posto sotto la macchina stessa e questo le permette anche un buon assetto ergonomico conferendole stabilità e assenza di vibrazione. Sempre in linea con la tutela dell’ambiente c’è poi l’esclusivo filtro di microplastiche Plastic guard che è ormai previsto nella maggior parte dei modelli Renzacci in commercio.

La lavanderia oggi non può che combinare pulito, salute e benessere in una realtà virtuosa. Sul fronte del lavaggio a secco abbiamo ulteriormente potenziato i modelli della serie di Bio lavasecco che utilizzano solventi biodegradabili, ipoallergenici e biocompatibili che associati alle tecniche di natural cleaning permettono di combinare qualità a rispetto dell’ambiente. Le nostre bio lavatrici a secco sono inoltre equipaggiate con il sistema Sentinel che permette una notevole disinfezione e un’opportuna igienizzazione dei capi”.

“Miele Professional supporta il settore turistico con soluzioni create per ogni esigenza”. Così inaugura la nostra conversazione Egizia Maria Felice, Marketing Manager, Miele Professional. “Una consulenza iniziale gratuita permettono di identificare le macchine e i programmi ideali per il buon funzionamento della struttura in base al numero di posti letto, ore di lavoro del personale addetto alla lavanderia, e ai cambi di spugne e biancheria settimanali. È questo il nostro approccio. Questi dati permetto ai consulenti Miele di calcolare i chili da lavare ogni giorno e in quante ore, così permettendo la progettazione di lavanderie a misura di cliente. Per strutture con bisogni particolari, Miele offre macchine programmabili con tecnologia avanzata. Per l’installazione di queste, Miele scrive e installa programmi unici appositamente studiati sui bisogni del singolo cliente. Nelle macchine Miele, infatti, vengono lavati e trattati ogni giorno tessuti tecnici, ma anche caschi, boccagli e maschere usati per attività al mare e in montagna.

Questi programmi specifici non solo garantiscono standard elevatissimi di igiene, sempre apprezzati dai clienti e dai loro ospiti; sono bensì studiati per assicurare anche maggior longevità ai materiali sottoposti al lavaggio. Infine, per strutture turistiche con lavanderie comuni come campeggi e villaggi, Miele ha creato appWash, un sistema di pagamento digitale che riduce a zero l’investimento iniziale per il cliente, migliora l’esperienza per l’utente finale, e assicura continuità di servizio grazie alla proverbiale qualità delle macchine Miele. Grazie ad un sistema completamente online, appWash permette agli utenti di prenotare, monitorare e pagare i cicli di lavaggio da remoto, e di ricevere assistenza immediata in caso di errore”, conclude Egizia Maria Felice.

“La nostra gamma di macchinari ci permette di soddisfare il mercato in modo trasversale, partendo dalla lavanderia industriale a quelle artigianali, alle lavanderie interne nel settore Ho.Re.Ca., sanitario o nelle lavanderie self service”. Ne parliamo con Vittorio Maglione, Country Manager Italia di Alliance Laundry Systems. “Oggi la tendenza che vediamo in tutti i settori è l’evoluzione della chimica nel poter lavare a base temperature, con una drastica riduzione dei consumi energetici. Inoltre il mercato si sta focalizzando sul risparmio di acqua e sistemi di recupero e ottimizzazione dei cicli produttivi. Inoltre il mondo ha bisogno di una lavanderia più veloce, semplice e migliore.

Negli ultimi anni, a questo proposito, abbiamo investito moltissimo in ricerca e sviluppo. La nostra attenzione e presenza su diversi mercati internazionali ci permette di poter dedicare risorse e soluzioni efficaci alle sfide del futuro. Una lavanderia commerciale è un luogo complesso. È necessario calibrare con precisione acqua, sostanze chimiche, energia, tessuti e una consistente forza meccanica con la quantità minima di rumore, vibrazioni e calore. La sicurezza è fondamentale. Risultati di qualità e affidabilità sono parte essenziale dell’intero processo”, conclude Maglione.

In conclusione di questo reportage, dialoghiamo con Gabriele Giotto, Sales and Product Manager di Grandimpianti, azienda che realizza apparecchiature per il lavaggio ad acqua (e non solo). “Vorrei porre l’attenzione su due elementi diversi ma di grande importanza relativi al lavaggio. Il primo è il wet cleaning e il trattamento dei capi sagomati, quindi vestiario in generale, mentre l’altro è relativo al lavaggio dei moci lavapavimenti utilizzati dalle imprese per la pulizia degli ambienti. Quando si parla di lavaggio, impropriamente ci si riferisce alla sola fase del trattamento in lavatrice, mentre è necessario parlare di un processo che includa anche l’asciugatura. Nell’ambito del wet cleaning la tecnica di lavaggio Gentlewash®, brand di Grandimpianti, consente una grande flessibilità di programmazione. Questo sistema permette, infatti, una duplice possibilità.

In primo luogo, possiamo impostare un rapporto di carico differente in relazione al capo da trattare, evitando fenomeni di infeltrimento e frizione eccessiva, adattando tutte le caratteristiche della macchina: azione meccanica, detergente, acqua, energia e durata del ciclo. Il “diagramma di Sinner” modellato, quindi, sul capo trattato. Il secondo elemento importante è il sensore 3D per il rilevamento degli sbilanciamenti, che previene movimenti eccessivi della macchina e preserva la durata meccanica degli elementi mobili. Nel caso in cui venisse caricato all’interno del cesto anche soltanto un capo leggero, grazie al sensore 3D, si verificherebbe una distribuzione uniforme del peso senza il pericolo di uno sbilanciamento che potrebbe compromettere le componenti meccaniche della macchina. Una soluzione simile è presente anche nei nostri essiccatoi che, tra l’altro, seguono anch’essi uno specifico diagramma di asciugatura.

Per quanto riguarda le imprese di pulizia, invece, uno dei problemi per il trattamento dei moci lavapavimenti è che solitamente sono molto sporchi e necessitano spesso di un prelavaggio, prima di caricarli in lavatrice. La macchina di Grandimpianti evita tutto questo perché prevede un pre-trattamento specifico dei moci: quando inizia il ciclo e viene caricata l’acqua, la valvola di scarico rimane aperta creando una sorta di effetto doccia che permette l’eliminazione dello sporco in eccesso. Successivamente, la valvola di scarico si chiude e inizia il ciclo di lavaggio vero e proprio, secondo un preciso diagramma. Questo specifico processo di lavaggio può prevedere sia una fase in cui il mocio viene “impregnato” di detergente sia di una fase in cui si utilizza una centrifuga calibrata in modo che il prodotto sia pronto per l’utilizzo con il giusto grado di umidità”, conclude Giotto. •

di Marzio Nava
DETERGO Magazine # Dicembre 2023