Quando i clienti entrano in lavanderia valutano il prodotto o il servizio, ma soprattutto valutano il valore percepito rispetto al prezzo richiesto. La ricerca di questo valore oggi non è più legata a fattori come la qualità, l’efficienza, ma sta virando verso la sostenibilità. Gli esperti di marketing hanno generalmente concentrato gran parte del loro tempo e delle loro energie sulla fase di pre-vendita e si sono focalizzati sulla gestione del “prezzo” di tale equazione, poiché l’aumento dei prezzi può immediatamente aumentare i profitti.

Ma questa è la parte facile: la determinazione dei prezzi di solito consiste nella gestione di un insieme relativamente piccolo di numeri e l’analisi e le tattiche dei prezzi sono altamente evolute in ottica di revenue marketing. Ciò che i consumatori apprezzano veramente, tuttavia, può essere difficile da definire e psicologicamente complicato. I team di leadership fino ad oggi hanno gestito attivamente il valore o hanno escogitato alcuni modi per fornirne di più, attraverso aspetti funzionali (risparmio del tempo, riduzione dei costi) emotivi (riduzione dell’ansia, intrattenimento), attraverso aspetti emozionali (motivazione, auto realizzazione) per arrivare alla sfera sociale e quindi all’auto-trascendenza.

Oggi a distanza di quasi 10 anni dalla creazione della piramide degli elementi del valore le scelte dei consumatori hanno subito delle variazioni anche in lavanderia. In particolare, sembra che quegli aspetti funzionali che determinavano le scelte per i clienti, sono ormai dati per acquisiti e quindi oggi per i manager è stato necessario elaborare nuovi concetti per anticipare cos’altro le persone potrebbero considerare prezioso. Naturalmente, la quantità e la natura del valore di un particolare prodotto o servizio dipendono sempre dagli occhi di chi guarda. Eppure esistono nuovi elementi costitutivi universali di valore, che creano opportunità per le aziende di migliorare le proprie prestazioni nei mercati attuali o di penetrare in nuovi. Un modello rigoroso di valore per il consumatore consente a un’azienda di elaborare nuove combinazioni di valore che i suoi prodotti e servizi potrebbero offrire.

Il valore della sostenibilità in lavanderia, secondo la Generazione Z
Negli ultimi anni, si è assistito a una crescente consapevolezza tra i giovani della Generazione Z riguardo all’importanza della sostenibilità. Questa tendenza ha influenzato in modo significativo le loro scelte e comportamenti, dando vita a un movimento che va ben oltre il semplice interesse ambientale. La Generazione Z, composta principalmente da individui nati tra la metà degli anni ’90 e il 2010, si trova ad affrontare sfide globali senza precedenti, come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. Questi giovani sono cresciuti in un’epoca caratterizzata da notizie costanti riguardo agli impatti ambientali e sociali delle azioni umane, e questo ha plasmato la loro prospettiva sul mondo. La sostenibilità è diventata una sorta di faro guida per la Generazione Z, che sta cercando attivamente modi per ridurre l’impatto negativo sull’ambiente e contribuire a un futuro più equo e sostenibile. Questo si riflette nelle loro scelte di consumo, nelle preferenze lavorative e nelle attività di attivismo sociale. Dal punto di vista del consumo, la Generazione Z privilegia sempre più prodotti e servizi a basso impatto ambientale.

Cosa comunicare in lavanderia
In lavanderia per esempio è importante comunicare quanta acqua è impiegata nei processi di lavaggio, le temperature, l’energia impiegata e la sua provenienza se da fonti rinnovabili, la CO2 prodotta per ogni ciclo di lavaggio o ancora l’impatto green dei detergenti, il sistema di riutilizzo delle acque di scarico, la digitalizzazione dei processi, e tanto altro ancora. Importante può essere anche il sistema di confezionamento o i materiali utilizzati se plastic-free o ancora il tipo di fibra del tessuto scelto se allunga la vita del prodotto, la riciclabilità o la riutilizzabilità del tessuto. Alcune aziende del settore tessile per esempio usano realizzare borse da scarti di lavorazione impiegando nei processi produttivi lavoratori “speciali” con alcune disabilità generando un maggior valore sostenibile dei prodotti.

La consapevolezza ambientale guida le loro decisioni di acquisto, spingendoli a preferire marchi che adottano pratiche sostenibili e responsabili. Ciò ha influenzato le strategie di marketing delle aziende, che si sono adattate per rispondere a questa domanda crescente di sostenibilità. I giovani della Generazione Z partecipano a proteste, campagne di sensibilizzazione e iniziative comunitarie per promuovere la sostenibilità e affrontare le sfide ambientali. La loro voce si fa sempre più forte, richiedendo azioni concrete da parte delle istituzioni e delle aziende.

L’Agenda 2030 e i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stanno assumendo una sempre maggiore legittimazione quale framework di riferimento e guida per lo sviluppo di un approccio strategico alla sostenibilità nel management e sono alla base del modello di frugal management. L’Agenda presenta 17 Obiettivi articolati in 169 target e oltre 240 indicatori sulla base dei quali ciascun Paese verrà monitorato periodicamente in sede ONU e dalle opinioni pubbliche internazionali e nazionali. Si tratta di obiettivi trasversali e complessi che includono problematiche come il cambiamento climatico, il consumo sostenibile, l’innovazione in tutti i campi e l’importanza di assicurare pace e giustizia a tutti. •

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ALESSANDRO MARTEMUCCI – Lean Marketing Manager

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