Parliamo di sicurezza nell’ambito della lavanderia artigianale. L’esposizione al rischio non è inferiore rispetto a ciò che abbiamo evidenziato qualche mese fa per la lavanderia industriale: è differente il contesto lavorativo, i macchinari, la logistica, l’esposizione ad agenti chimici e molto altro. Essenziale, come presupposto, il rispetto della normativa prevista per i servizi di Tintolavanderia. Necessario rispettare, durante l’intero processo di lavoro, il corretto utilizzo di macchine, tutte le prescrizioni relative alle sostanze chimiche impiegate, allo smaltimento dei rifiuti speciali, alla formazione e all’aggiornamento informativo del personale. In ogni Paese ci sono normative specifiche che ogni produttore deve necessariamente rispettare se vuole esportare i propri macchinari o prodotti in una determinata nazione. Un’attenzione particolare deve essere riservata all’uso in sicurezza dei macchinari e delle apparecchiature, all’utilizzo dei sistemi di aspirazione e areazione, alle modalità e ai rischi di utilizzo di prodotti, solventi e sostanze chimiche. Ecco perché è essenziale affidarsi ad aziende che combinino qualità a professionalità garantendo un monitoraggio periodico della sicurezza di attrezzature e macchinari anche nel corso degli anni. Oltre a macchine e prodotti che vengono realizzati in ciascuna azienda, quale attenzione viene riservata alla manutenzione ordinaria e straordinaria?

Inauguriamo questo reportage incontrando Corinna Mapelli, Comproprietaria di TREVIL S.r.l., azienda che progetta e realizza apparecchi per la stiratura professionale e generatori di vapore elettrici per uso industriale. “Partiamo dal presupposto che come produttori dobbiamo attenerci alle normative obbligatorie. Da questo punto di vista ci avvaliamo del supporto di laboratori professionali esterni che ci permettano di tenerci aggiornati con tutte le certificazioni. È un lavoro essenziale, una sorta di fiume carsico che non da un vantaggio competitivo ma che costituisce un presupposto di qualità.” Cosa vuol dire avere un bollino CE? “Vuol dire che l’azienda deve programmare ed investire per garantire sempre il massimo della qualità. Non è banale. Se parliamo di caratteristiche che potremmo definire più soft ma sempre attinenti alla sicurezza, come Trevil prestiamo attenzione in particolare all’usabilità e all’ergonomia delle macchine. L’operatore deve trovarsi bene a lavorare con le nostre macchine ed è quindi necessario prevenire aspetti di insoddisfazione che possono generare anche potenziali conflitti con il datore di lavoro. È necessario avere prodotti che siano facili e comodi da usare. Pensi ai nostri prodotti dotati di schermo touch screen: tutte le interfacce sono intuitive e di facile utilizzo.”

Producendo macchine da stiro, cosa fate per prevenire il rischio di scottature? “Le direttive europee prevedono che sia eliminato questo rischio. Tutte le parti calde sono protette e, dove non sia possibile, oltre ad essere opportunamente segnalate intervengono in ausilio alcuni dispositivi di sicurezza.” E per quanto riguarda i rischi elettrici? “Anche in questo caso siamo all’interno di ciò che è prescritto dalle norme. Si utilizza una tecnica costruttiva che protegga l’operatore. Per esempio: all’interno della macchina le connessioni elettriche devono essere tali per cui non è possibile per l’operatore andare accidentalmente a toccare le parti in tensione come nel caso di pulizia della macchina. Progettualità e protezione. Nel cosiddetto “dito di prova” che viene utilizzato da chi certifica i prodotti c’è proprio una simulazione pratica in cui la mano, o meglio il dito, si infila in tutti i punti della macchina per scongiurare il rischio elettrico. L’obiettivo è la conformità della macchina. Un altro aspetto importante è che ci devono sempre essere isolamenti doppi, cioè non deve essere possibile che un filo, ad esempio per usura, si rompa e metta la carrozzeria sotto tensione. La prevenzione si ha attraverso le buone regole costruttive. Pensiamo ad un semplice tavolo da stiro: la resistenza che riscalda il piano ha due termostati, quella relativa all’accensione/spegnimento e l’altra con termostato di sicurezza. Sono prescrizioni imposte dalle norme ma è bene che si conoscano”.

“Tra tutte le attrezzature che fanno parte di una tintolavanderia, la macchina lavasecco indubbiamente è quella più complessa, infatti integra molte tecnologie come ad esempio la termodinamica, la meccanica, la chimica, l’elettronica e altro. Ne parliamo con Gabriele Cuppini, Direttore Commerciale di UNION S.p.A., azienda che produce machine per il lavaggio a secco. “Da sempre Union progetta le macchine tenendo ben presente la sicurezza dei prodotti, infatti occorre seguire norme ben precise in vigore da diversi anni. Le norme tecniche armonizzate che noi applichiamo sono quelle della raccolta ISO 8230, che raccolgono “i requisiti di sicurezza per macchine per lavaggio a secco”, in particolare i requisiti generali, quelli per le macchine che utilizzano percloroetilene e anche per quelle che utilizzano solventi combustibili. Come costruttori abbiamo anche partecipato al Comitato Tecnico che ha elaborato le suddette norme tecniche. In generale comunque progettiamo le macchine in modo tale che sia garantita sia la rispondenza a tutte le Direttive Europee pertinenti, sia ai decreti italiani relativi a salute, sicurezza sui luoghi di lavoro ed ambiente (come ad esempio, direttiva macchine, compatibilità elettromagnetica, bassa tensione, protezione da rumore, limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici e in generale, norme in materia ambientale e per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tutte queste norme hanno lo scopo di garantire la sicurezza, sia dell’operatore che dell’ambiente. Cercando di semplificare le normative, di seguito alcune caratteristiche che nella pratica soddisfano i requisiti di sicurezza. Le macchine sono progettate per essere costruite all’interno di una vasca di contenimento che ha lo scopo di evitare che eventuali fuoriuscite, anche accidentali, di solvente entrino in contatto con il suolo. Per proteggere l’operatore, tutti i portelli sono bloccati da sistemi di sicurezza controllati dal computer della macchina, il doppio controllo si effettua tramite micro interruttori che si attivano mettendo in sicurezza la macchina in caso di apertura di un portello; inoltre tutti i portelli sono protetti da chiusure pneumatiche, che sono controllate da questi micro interruttori via computer, che bloccano e sbloccano l’accesso e l’apertura dei portelli della macchina. Come misure di sicurezza ambientali, le macchine sono progettate per avere dei controlli indiretti sulla concentrazione del solvente, sistemi di sicurezza che permettono, in pratica, durante le operazioni di carico e scarico degli indumenti, una concentrazione di solvente in ambiente, inferiore alle norme vigenti. Una particolare attenzione viene posta al sistema di distillazione, al quale sono applicati dei sistemi multipli di sicurezza, sia per quanto riguarda l’accesso in caso di manutenzioni che per il corretto funzionamento in sicurezza.

Anche le manutenzioni sono state pensate per essere effettuate in sicurezza, infatti, una particola attenzione è stata dedicata allo sviluppo di una manualistica chiara ed esaustiva che l’operatore è chiamato a leggere con attenzione al momento dell’acquisto per conoscere in profondità il corretto modo di utilizzo della macchina. La macchina è anche pensata per venire in aiuto all’operatore quando sono necessarie alcune manutenzioni ordinarie, infatti sul display del computer di controllo appaiono dei richiami, quando richiesto, per ricordare la necessità di un intervento di manutenzioni, importante per il corretto funzionamento della macchina. Al termine di questo sintetico riepilogo sulla sicurezza delle macchine, possiamo affermare che le macchine Union sono progettate per soddisfare i più severi requisiti di sicurezza richiesti dalle normative vigenti”.

“Nel mondo dinamico delle tintolavanderie artigianali, la sicurezza sul luogo di lavoro è una priorità imprescindibile”, ci dice Michele Battistella, Direttore Commerciale di BATTISTELLA B.G. S.r.l., azienda che si occupa di stiro professionale. “Le sfide e le esigenze di questo settore richiedono soluzioni innovative e affidabili per garantire un ambiente di lavoro sicuro ed efficiente. In questo contesto possiamo considerarci pionieri nell’integrazione di tecnologie avanzate e pratiche ergonomiche nei nostri prodotti, rivoluzionando il modo in cui le tintolavanderie artigianali affrontano quotidianamente le sfide della sicurezza e della produttività. Con una storia che risale al 1975 e un’esperienza decennale nel settore, ci distinguiamo per la produzione di macchinari per lo stiro 100% made in Italy, con un focus particolare sull’alta qualità, le persone coinvolte, e sull’adozione di tecnologie all’avanguardia. Tra i nostri prodotti di punta spicca il modello GIUNONE, caratterizzato da un design ergonomico con altezza regolabile che garantisce la sicurezza e il comfort dei lavoratori durante l’utilizzo quotidiano. Ma cosa ci rende davvero unici nel panorama delle tintolavanderie artigianali? Oltre alla produzione di macchinari di alta qualità, ci impegniamo a garantire standard elevati di sicurezza attraverso una serie di accorgimenti tecnici e pratici.

Tutti i nostri prodotti industriali sono dotati di schede elettroniche di controllo, che consentono agli operatori di monitorare e regolare le operazioni delle macchine in tempo reale. Questi pannelli di controllo non solo forniscono un controllo preciso delle attività, ma anche notifiche immediate in caso di guasti o problemi, consentendo agli operatori di intervenire prontamente e prevenire situazioni di rischio. Inoltre sfruttiamo appieno le potenzialità della tecnologia digitale per promuovere la sicurezza e la consapevolezza tra i clienti. Attraverso i nostri canali social e il sito web, forniamo informazioni dettagliate sui tutti prodotti e sul loro corretto utilizzo, riducendo così il rischio di incidenti o danni causati da utilizzi impropri dei macchinari. Il nostro costante impegno per l’innovazione e la sicurezza nel settore delle tintolavanderie artigianali si riflette anche nel rispetto rigoroso delle normative di sicurezza e nella ricerca continua di soluzioni avanzate per migliorare l’esperienza degli operatori e garantire la massima efficienza delle attività di lavaggio e stiro. In conclusione, come Battistella B.G. pensiamo di essere un punto di riferimento nel settore, in quanto offriamo soluzioni all’avanguardia che integrano tecnologie avanzate e pratiche ergonomiche per garantire un ambiente di lavoro sicuro ed efficiente”.

Per IMESA S.p.A. produttore di impianti per lavanderia incontriamo Carlo Miotto, CEO & Sales Director, al quale facciamo subito una domanda. Quali sono le accortezze che usate in termini di sicurezza quando progettate le macchine per il lavaggio e per lo stiro? “La nostra è un’azienda che si occupa di realizzare soluzioni per il lavaggio ma in questo caso specifico focalizzerei l’attenzione sulle nostre macchine per lo stiro. Le operazioni di stiro in lavanderia richiedono la manualità dell’operatore e non sempre gli addetti alla lavanderia sono persone formate o di lunga esperienza. È quindi fondamentale affidarsi ad apparecchiature affidabili che garantiscano la massima sicurezza anche in caso di errato uso o errata manovra dell’operatore. Quando progettiamo una macchina Imesa, la voce “dispositivi di sicurezza” richiama una grande attenzione da parte del nostro staff di ingegneri; il risultato sono tre linee stiro piano, mangani FI, calandre MCA e calandre MCM, altamente sicure. Entriamo nello specifico della gamma mangano FI.

I nuovi modelli mangani FI, sia Easy Line che Smart Line, sono dotati di un nuovo dispositivo di sicurezza che soddisfa i requisiti delle norme di riferimento, le quali prevedono che la macchina sia completa di un sistema di sollevamento della conca che funzioni anche in assenza di alimentazione elettrica per poter rimuovere il capo in stiratura ed evitare che si rovini. Consiste in un sistema a leva intuitivo e facilmente accessibile dall’esterno dell’apparecchiatura. Il mangano Imesa è sicuro anche per altre caratteristiche. Lo spazio per l’introduzione del tessuto rispetta le predisposizioni date dalle norme di riferimento in merito alla sicurezza per l’operatore il quale, in condizioni di funzionamento ordinario, può gestire l’avvicinamento e l’allontanamento della conca attraverso l’apposita pedaliera. La macchina è dotata anche di un fungo di emergenza che, quando attivato, blocca immediatamente il ciclo di stiratura e fa sollevare la conca. La barra salvamani è un ulteriore sistema di sicurezza: quando entra in contatto con le mani dell’operatore, per un eventuale errore di movimento, il ciclo di stiro viene interrotto e la conca viene sollevata. Questi ultimi due sistemi di protezione sono gestiti da una centralina di sicurezza certificata”.

“La sicurezza è un aspetto fondamentale per PONY S.p.A., sia per quanto riguarda l’ambiente di lavoro che la fabbricazione delle macchine stesse”, è così che inizia il nostro colloquio con Paolo Fumagalli, Presidente dell’azienda di Inzago (Milano) specializzata in macchine per lo stiro professionale “Tutti i prodotti Pony pensati per la lavanderia artigianale rispettano le direttive comunitarie e le norme specifiche del settore a livello globale. Fin dalla progettazione, le macchine Pony sono pensate per garantire la massima sicurezza sul luogo di lavoro, prendendo in considerazione anche possibili utilizzi impropri accidentali così come gli eventuali rischi durante la fase di manutenzione post installazione. Pony ha adottato soluzioni di sicurezza per ridurre i potenziali rischi e pericoli dal punto di vista meccanico, elettrico, termico e dei sistemi in pressione così come quelli che riguardano l’ergonomia.

Pony si impegna per garantire la conformità di tutte le macchine alle Direttive EMC e LVD per la sicurezza dell’impianto elettrico, nonché un’adeguata protezione contro contatti accidentali. Tutte le caldaie sono conformi alla Direttiva 2014/68/UE per la sicurezza delle attrezzature a pressione, e sono inclusi dispositivi di sicurezza come valvole, pressostati e termostati. Dal punto di vista meccanico, le macchine sono dotate di vari sistemi di sicurezza, come comandi a due mani, telai salvamani, arresto e ripristino di emergenza, ecc. L’azienda si impegna anche per l’ergonomia delle macchine, ad esempio attraverso il recupero di aria calda, mediante il sistema H.A.R.S., per limitare calore e rumore, e l’accessibilità studiata per mantenere una posizione di lavoro comoda oltre che sicura. Infine, le macchine dotate della tecnologia PONY TOUCH LOGIC, EASY ACCESS 2.0 e PONY CLOUD includono sistemi di manutenzione programmata e gestione degli allarmi per garantire il massimo controllo in caso di emergenza. Pony offre supporto e consulenza tecnica dettagliata attraverso la propria rete di vendita ed assistenza certificata nel mondo, garantendo sicurezza non solo nel funzionamento delle macchine ma anche nell’ambiente di lavoro in generale”.

“Ci sono due livelli sui quali il tema sicurezza si può approfondire” ci dice Marco Niccolini, General Sales and Mkt Director di Renzacci S.p.A.. “Il primo è quello relativo alla rispondenza dei macchinari alle regolamentazioni a cui tutti come produttori nella realizzazione di macchine dobbiamo attenerci scrupolosamente. E noi come Renzacci essendo presenti in 124 Paesi abbiamo da sempre investito ingenti risorse per garantire la corrispondenza dei nostri macchinari alle norme più severe vigenti oggi a livello internazionale nel nostro settore, tra le quali, a solo titolo di esempio vorrei qui ricordare i marchi ETL (USA), CSA (CANADA), NF (FRANCIA), WRAS (UK). L’altro livello a cui teniamo molto è quello relativo alla tecnologia che deve essere messa al servizio della sicurezza sia dell’operatore e più in generale del contesto ambientale per minimizzare rischi e insicurezze. Quando parliamo, ad esempio del lavaggio a secco ed in particolare delle biolavasecco che utilizzano del natural solvents, non possiamo dimenticare che anche sotto il profilo della sicurezza questi nuovi mezzi di lavaggio rappresentano un passo in avanti notevole per la salvaguardia della salute dell’operatore in ambito lavorativo. Parliamo infatti di mezzi di lavaggio biodegradabili, ipoallergenici e biocompatibili che salvaguardano al massimo la salute dell’operatore e dell’ambiente che ci circonda.

Passando al contributo che il digitale può fornire alla sicurezza, il sistema Intellectus applicato alle macchine ad acqua e il sistema I Brain applicato alle macchine a secco permettono una reale interattività tra operatore e macchina che consente di avere a disposizione tutta una serie di informazioni necessarie a prevenire operazioni sbagliate che spesso espongono l’operatore a rischi elevati. La gestione dei comandi che l’operatore impartisce alla macchina da remoto, quindi, senza effettuare alcuna manovra manuale permette lo svolgimento di un lavoro più sicuro. Tali sistemi guidano l’operatore e lo accompagnano nell’esecuzione di una prestazione, che oltre a semplificare l’attività, impedisce l’errore e quindi previene il rischio di infortuni sul lavoro. Il sistema Sentinel consente, inoltre, un’azione di disinfezione che contribuisce alla tutela della salute degli operatori e non solo. In una concezione della sicurezza lato sensu anche il nostro sistema Plastic Guard, contro le microplastiche, di cui andiamo orgogliosi come azienda, è ascrivibile alla salvaguardia della sicurezza in quanto lo riteniamo, in un contesto in cui la tutela ambientale è una priorità (si dice che mangiamo l’equivalente in plastica di tre carte di credito all’anno) un vero valore aggiunto”, conclude Marco Niccolini. •

di Marzio Nava
DETERGO Magazine # Maggio 2024