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GUIDA PER LA LAVANDERIA — Bolle di rilassamento nei capi: è colpa del tessuto, del lavaggio o della stiratura?

 

In questo articolo tratteremo la problematica legata alla presenza di bolle di rilassamento del tessuto di un pantalone elasticizzato, a partire da un caso di difettosità concreto studiato in laboratorio.

1 foto Documento6-001
Immagine del capo difettoso

Il pantalone nell’immagine è stato consegnato al laboratorio per il suo aspetto “difettoso”

In particolare viene lamentata la presenza di bolle di rilassamento localizzate in corrispondenza del bacino, in prossimità delle cuciture. Il difetto viene dettagliato a seguire.

Lo studio della difettosità inizia dall’analisi delle caratteristiche del tessuto. Si tratta di un tessuto misto cotone, poliestere, elastan.

2 foto 05_difetto stretch-001
Particolare del difetto

L’elasticità di un pantalone viene conferita normalmente dalla presenza dell’elastan, fibra sintetica in grado di estendersi fino a tre volte la sua lunghezza e di ritornare alla dimensione iniziale non appena cessa la forza di trazione.

L’elastan si presenta come filamento continuo e molto sottile all’interno del filato, che, assume una forma arricciata. Al contrario, in assenza dell’elastan, il filato si presenta a tratti disteso, come documentato nell’immagine a seguire.

1 TABELLA bassaDEF_DETERGO_Aprile2016-001Per tornare al caso concreto del pantalone in esame la prima verifica eseguita è stata la ricerca dell’elastomero in corrispondenza delle bolle, in modo da capire se esse siano causate proprio dall’assenza dell’elastan e quindi al rilassamento del filato e di tutta la struttura.

Ipotesi n. 1: assenza dell’elastomero

Il filato estratto dal tessuto ed analizzato allo stereo microscopio si è presentato regolare, arricciato, con la bava elastomerica integra. Si è quindi potuto stabilire che il difetto non è legato alla rottura dell’elastomero, a causa ad esempio di problemi di cucitura/confezione. L’ipotesi n. 1 non è confermata.

Ipotesi n. 2: trattamento di lavaggio aggressivo

La seconda fase della ricerca si è concentrata sulla verifica del trattamento di lavaggio che ha subito il capo in modo da mettere in luce se esso sia stato troppo aggressivo e abbia compromesso la performance elastica del tessuto. Per poter fare questa verifica si è posta a confronto l’elasticità del pantalone difettoso con quella del tessuto greggio di partenza lavato con un ciclo regolare a 60°C. Dal confronto tra le prestazioni si può capire se il trattamento di lavaggio che il capo ha subito sia stato regolare, e quindi escludere o confermare che esso sia stato la causa della difettosità riscontrata.

I risultati della prova di laboratorio “Determinazione dell’ elasticità dei tessuti – parte 1: prove su striscia  in larghezza – UNI EN 14704-1” sono riportati a seguire.

2 TABELLA bassaDEF_DETERGO_Aprile2016-001

3bassaDEF_DETERGO_Aprile2016-001

Il confronto dei risultati ha permesso di affermare che le proprietà stretch del capo e del tessuto lavato in laboratorio sono sostanzialmente le medesime e quindi il trattamento del capo non è la causa del difetto. L’ipotesi nr. 2 non è confermata.

Ipotesi nr. 3: condizioni di stiratura troppo aggressive

Una volta verificato che l’elastomero è regolarmente presente nel tessuto e non si riscontra né rottura né scivolamento all’interno del filato, e che il trattamento di lavaggio si è svolto in modo regolare, è stato possibile indirizzare l’indagine verso l’ultima fase della lavorazione dei capi, cioè la stiratura. In questa fase il tessuto subisce due tipi di sollecitazioni: il calore e la trazione meccanica.

Come già sottolineato l’elastan è una fibra caratterizzata da elevatissima estensibilità sotto trazioni moderate, con un recupero elastico, cioè un rientro alla condizione iniziale, praticamente del 100%. Ciò significa che le fibre elastomeriche praticamente non si deformano quando sono sottoposte ad allungamenti anche considerevoli per brevi periodi di tempo.

Tuttavia se il carico di trazione è eccessivo la bava di elastan non è in grado di tornare alle dimensioni iniziali perché la struttura del polimero viene deformata.

Questo fenomeno è particolarmente significativo se alla trazione si combina una fonte di calore, in quanto la fibra elastomerica è molto sensibile alle sollecitazioni termiche.

E quindi ragionevole che, nel caso del pantalone difettoso, le bolle del tessuto si siano create in fase di stiratura del capo, a causa di una trazione meccanica eccessiva, combinata alla somministrazione di calore, che ha “fissato” l’elastomero nella posizione estesa. La conseguenza visibile sul capo è il rilassamento del tessuto e la formazione di bolle. Si ritiene l’ipotesi nr. 3 ragionevolmente esatta.

4 foto Documento6-001A= filato elastomerico senza trazione

B= filato elastomerico sotto trazione

 

 

 

 

 

 

 

RIVISTA DETERGO

APRILE 2016

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