La crisi, conseguente alla pandemia, che da un anno sta colpendo l’intero settore del turismo e di conseguenza quelli ad esso collegati, fra cui il comparto dei servizi tessili, sia alberghieri che per la ristorazione, lascerà certamente tracce indelebili a livello economico, industriale e sociale.
I cambiamenti in atto sono notevoli e non è possibile prevedere completamente in quale modo potranno condizionare il futuro delle aziende coinvolte.
Certamente uno degli effetti della pandemia è stato quello di costringere l’industria a mettere in atto soluzioni particolari per affrontare l’emergenza sanitaria.
Fra le aziende che hanno reagito rapidamente vi sono state quelle del comparto chimico, che comprende anche quelle del settore della chimica tessile. Molteplici gli sviluppi relativi a prodotti antivirali applicabili ai prodotti tessili di varia natura.
La rapidità dei tempi di risposta dimostra che il sistema industriale, a fronte di necessità specifiche, è in grado di reagire e di mutare la propria proposta, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di sostanze chimiche.
Non sappiamo per quanto tempo vi sarà, ad esempio, la richiesta di adottare prodotti antivirali nel trattamento di lavaggio industriale di biancheria letto e di indumenti sanitari, ma ora questa tecnologia è disponibile e potrà essere ulteriormente sviluppata ed applicata.
E’ uno degli aspetti collaterali della pandemia: l’emergenza comporta cambiamenti, mettersi in discussione, valutare nuove prospettive. Le aziende potranno e dovranno valutare la possibilità di innovarsi, lasciandosi “contaminare” da proposte e soluzioni applicate in altri settori, usando anche un po’ di fantasia, ampliando le prospettive e le conoscenze. Non è facile e non ci sono soluzioni scontate, ma il futuro può riservare sviluppi inaspettati.
Gli spunti non mancano.

Oggi troviamo fibre sintetiche, come la poliammide Meryl Skinlife Force proposta da Nylstar, ottenute con processi di estrusione che consentono di addittivare sostanze chimiche che rendono le fibre intrinsecamente antibatteriche e antivirali: sostanzialmente si tratta di prestazioni permanenti, che non risentono dei trattamenti di lavaggio, anche industriali. Nel caso di Meryl Skinlife la fibra è additivata con Viroblock Permanent di HeiQ. I tessitori potrebbero realizzare strutture composte da un insieme di filati naturali e da questi fili sintetici o completamente in fibre sintetiche, realizzando tessuti destinati, ad esempio, alla biancheria per il settore ospedaliero ed alberghiero.
Sempre per quanto riguarda le capacità antibatteriche ed antivirali, la tecnica più diffusa è data dall’uso di prodotti chimici applicati ai tessuti attraverso processi di finissaggio. In questo caso le problematiche da considerare per ottenere risultati ottimali sono molteplici. In particolare l’efficacia dell’azione del trattamento viene valutata secondo la norma ISO 18184:2019 “Determination of the antiviral activity of the textile products against specified viruses. Due to the individual sensitivities, the results of one test virus cannot be transposed to other viruses. The textile products include woven and knitted fabrics, fibres, yarns, etc.” Come evidenziato nella descrizione generale della norma, i risultati ottenuti su uno specifico virus (ad esempio il SARS CoV-2) non possono essere corrispondenti per altri virus.
La società svizzera Sanitized AG ha sviluppato un prodotto brevettato, Sanitized® T 99-19, che si basa su composti di ammonio silano quaternario. I test eseguiti hanno evidenziato una efficacia antivirale del 99,84% nei confronti del SARS CoV-2, con applicazione del prodotto su tessuti in fibra di poliestere. Occorre sempre considerare che le condizioni di applicazione e le caratteristiche del prodotto tessile possono influire sulla prestazione complessiva del trattamento: comunque i risultati ottenuti rappresentano un importante contributo nello sforzo di contenere la diffusione del virus. L’impiego del trattamento può avvenire sia durante il finissaggio dei tessuti che nelle successive fasi di lavaggio nelle lavanderie industriali: in questo modo l’efficacia può essere rinnovata dopo ogni utilizzo del tessile. Inoltre Sanitized® T 99-19 è certificato Oekotex Standard 100 classe I.

La proposta di prodotti chimici è alquanto articolata. Ne è un esempio la capacità termoregolante di XReflex, prodotto sviluppato da Heiq. Una tecnologia brevettata che consente di formare una barriera radiante che combinata con quella costituita dal tessuto, permette di ottenere buone prestazioni isolanti. La tecnologia sfrutta la radiazione termica emessa dalla pelle e la riflette verso il corpo anziché rilasciarla verso l’esterno. Una particolare tecnica di deposizione, crea una superficie ultra sottile sul tessuto, che permette di ottenere, oltre alla riflessione del calore irraggiato dalla pelle, l’aumento della resistenza termica senza alterare la permeabilità all’aria propria del tessile. Questa tecnologia può essere applicata ad esempio nei piumini da letto, trattando le piume o l’ovatta di imbottitura ed il tessuto che costituisce il lato esterno. Il trattamento consentirebbe di ridurre la quantità di piume o lo spessore dell’ovatta da inserire nel piumino, con evidenti risparmi di materiale. A fronte di una minore quantità di materiale, grazie al trattamento XReflex, la capacità termica del manufatto rimane invariata e si ha un maggiore comfort all’uso, dato dal minore peso e volume del copripiumino. Il minor volume del manufatto porterebbe vantaggi nei processi di lavaggio, permettendo di trattare una maggiore quantità di pezzi ad ogni ciclo e quindi riducendo la quantità di acqua necessaria per processare il singolo piumino. La durata del trattamento è indicata, in generale, in un numero di 20 lavaggi: la durata effettiva deve comunque essere validata da prove specifiche.
Molto diffusi anche i trattamenti idrorepellenti. La richiesta oggi è quella di avere a disposizione prodotti che non si basino sull’impiego di sostanze fluoro carboniche (PFC).  Grazie ad una tecnologia combinata, basata su micro capsule che svolgono l’azione di idrorepellenza ed agenti chimici che permettono il legame delle micro capsule con le fibre, i prodotti Archroma della famiglia Smartrepel® Hydro consentono di ottenere un effetto idrorepellente unito ad una buona traspirabilità e ad una durata di almeno 20 lavaggi. La componente chimica di legame con le fibre tessili, ha portato alla diversificazione del prodotto proprio in funzione delle caratteristiche delle fibre che compongono il prodotto tessile: Smartrepel® Hydro CMD è specifico per tessuti di cotone e misti di cotone, mentre Smartrepel® Hydro TS è destinato all’impiego per tessuti in fibre sintetiche. L’assenza di formazione di degradazioni dovute ad ingiallimento, il mantenimento della mano morbida, la riduzione dell’effetto di pilling, sono fra le prestazioni ottenibili sui tessuti trattati, oltre al rispetto dei parametri previsti negli standard ZDHC MRSL e Oeko-Tex® riferiti alla presenza di PFC. L’applicazione più diffusa di trattamenti idrorepellenti è riferita all’abbigliamento sportivo, quali giacche a vento, il che ne rende possibile l’estensione anche a dispositivi di protezione individuale dello stesso genere.
Una tecnologia di recente diffusione è quella che si riferisce al grafene. L’italiana Directa Plus, leader europeo nella produzione di grafene, detiene numerosi brevetti in questo campo. Grazie a processi di produzione che si basano esclusivamente su processi di natura fisica, Directa Plus produce un grafene privo di sostanze chimiche pericolose e caratterizzato da dimensione laterale (assi X e Y) micrometrica e da uno spessore (asse Z) di dimensione nanometrica: questa particolare conformazione del grafene G+® ha permesso all’azienda di ottenere 27 certificati che ne attestano l’assenza di interazione biologica.
Il prodotto denominato G+® Graphene Plus, è un composto a base di nanopiastrine che possono essere applicate sui supporti tessili per ottenere proprietà che si differenziano in funzione della costruzione del materiale tessile: dalla conduttività termica, con dissipazione e distribuzione del calore, alla conduttività elettrica, con dissipazione delle cariche elettrostatiche, alle proprietà batteriostatiche, agli effetti tribologici, con riduzione degli attriti superficiali, alle proprietà di traspirazione e di impermeabilizzazione.
Nel settore tessile il grafene trova applicazione in capi di abbigliamento sportivi, nei tessili tecnici, nei dispositivi di protezione, nelle calzature, nel tessile casa. L’applicazione può avvenire sia tramite stampa, che tramite membrana G+® Membranes.
Quelle esposte sono solo alcune delle nuove tecnologie che si possono applicare alle superfici tessili per conferire prestazioni in grado di risolvere delle problematiche o soddisfare dei bisogni e che possono trovare applicazione anche in settori diversi da quelli tradizionali.
Vogliono rappresentare degli stimoli a guardare verso il futuro, con la consapevolezza che attorno ad ogni azienda esiste un mondo in cambiamento ed in continua evoluzione, che porta con sé nuove opportunità.

di Ezio Molinari
LT S.R.L.
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Rivista Detergo Maggio 2021

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