Fra i difetti più frequenti, oggetto di contestazione da parte degli utilizzatori a seguito del lavaggio, ha assunto un ruolo di primaria importanza il pilling. Per pilling si intende la formazione di peluria e pallottoline di fibre che si manifestano con l’uso e la manutenzione e che danno al capo un aspetto invecchiato “di cosa già portata” e normalmente rifiutato dal cliente.

 

 

 

 

Se consideriamo l’avvento di nuove fibre di finezza sempre più ridotta (basti pensare alle microfibre), alle nuove tecnologie sempre più utilizzate (garzatura, smerigliatura, ecc.), e alla tendenza moda che vuole i capi morbidi e leggeri (tutti elementi che intervengono in senso negativo sulla resistenza al pilling) è quanto mai opportuno:

– dare la giusta importanza a tale grandezza;
– controllare i capi al momento della ricezione, spesso il difetto è poco evidente (pelo schiacciato) e si rileva solo con il lavaggio;

Non confondere il pilling con lo snagging: formazione di pelo, fili tirati e pills che si originano sui capi a causa del lavaggio di capi in filo continuo ed elasticizzati.

snagging

 

 

 

 

fuoriuscita elastan

I tessuti a maglia e a navetta possono essere realizzati impiegando sia i filati che i fili continui. Il filato è un insieme di fibre discontinue di lunghezza limitata da qualche mm (ad esempio il cotone) a 10-15 cm (ad esempio il mohair e le fibre sintetiche a taglio laniero), legate assieme dalla torsione, mentre il filo è un insieme di filamenti di lunghezza illimitata di diverse centinaia di metri senza soluzione di continuità.

filato

 

 

 

 

filo

Il pilling si manifesta solo su tessuti realizzati con filato, determinando una fuoriuscita delle fibre corte dal filato. Lo snagging si verifica, invece, solo sui tessi in filo continuo o in misto filato e filo.

Pilling
Queste pallottoline o pills non sono altro che gruppi di fibre formatesi in seguito a pressioni e sfregamenti avvenuti sulla superficie del capo. Con l’agitazione meccanica provocata dal lavaggio e dall’indosso, una parte di fibre migra sulla superficie del tessuto, successivamente tali fibre tendono ad allungarsi e ad aggrovigliarsi fino a formare delle palline che via-via si ingrossano e rimangono legate al fondo della maglia da alcune fibre; se le fibre sono fragili, si spezzano e le palline già formatesi, cadono, altrimenti esse si ingrossano sempre più.

Quanto abbiamo appena detto è rappresentato schematicamente nel disegno sotto indicato.

Nelle foto successive invece è rappresentata la dinamica fotografica del pilling:

fuoriuscita di alcune fibre dal tessuto

 

 

 

 

 

le fibre si aggrovigliano

la parte terminale delle fibre tende ad arrotolarsi a forma di piccola palla

 

 

 

 

 

 

la pallina o pills si è
completata ed è ancorata al
substrato tessile da alcune
fibre e il pills sta per cadere
a causa della rottura delle
fibre che lo tengono legato
al tessuto

 

 

 

 

 

il pills non si stacca dal tessuto e si ingrossa sempre di più

Variabili qualitative da cui dipende il pilling e di cui la lavanderia deve tenerne conto nell’accettazione del capo
Innanzitutto si deve valutare il tipo di fibra. Le fibre più interessate al difetto sono la lana, il cotone, le fibre sintetiche e artificiali a taglio cotoniero e soprattutto le miste naturali e artificiali, ad esempio lana/cotone, poliestere/lana, acrilico/lana ovvero la “mescolanza” di due fibre di cui una che facilmente tende a fuoriuscire dal filato e una molto tenace che trattiene il pelo e i pills in superficie che via vi si trasforma in grossi pills. La seconda valutazione è relativa alla finezza della fibra, più la fibra è sottile e maggiore sarà la tendenza al pilling: come ad esempio cashmere, lane pregiate, microfibre. Si passa poi alla lunghezza della fibra. Più la fibra è corta e maggiore sarà la formazione di pilling: le fibre corte sono lana, cotone e fibre sintetiche e artificiali a taglio cotoniero. Un occhio di riguardo ai finissaggi (cimatura, bruciapelo, trattamento enzimatico, trattamenti a base di resina e ammorbidenti ecc.) che possono determinare la formazione di pilling. Infine, il sudore sotto le ascelle favorisce la fuoriuscita del pilling.

aspetto di un piumino in poliestere in ordito e cotone in trama per
fuoriuscita del pelo bianco di cotone molto corto

 

 

 

 

 

controllare l’aspetto dei capì sotto le ascelle

Come si misura il pilling
Indipendentemente dal metodo utilizzato la resistenza al pilling si esprime con un numero che va da 1 pessimo a 5 ottimo utilizzando una scala di riferimento universale. Si può utilizzare anche una scala fotografica di riferimento che riporta 5 campioni di tessuto con vari effetti di pilling contrassegnati con valori di giudizio che variano da 1 (campione con molto pills) a 5 (campione senza pills). Si assegna al campione esaminato dopo la prova di laboratorio, che simula le sollecitazioni di sfregamento, un giudizio numerico da 1 (pessimo) a 5 (ottimo) in base alla scala fotografica di riferimento. Vi sono due scale: una per i tessuti a maglia ed una per i tessuti a navetta. Le fotografie riportate di seguito rappresentano la scala fotografica di riferimento che ci consente di dare una valutazione dei testimoni dopo le varie prove riportate in tabella.

 

esempio di scala fotografica per valutare il pilling – scala di giudizio

Apparecchio ICI box (ISO 12945-1/02)

 

 

 

 

 

risultati del test

Apparecchio Martindale (IWS TM 196/80)

risultati del test

Apparecchio Martindale modificato (UNI EN ISO 12945-2/02)

 

 

 

 

 

risultati del test

 

di by ING. VITTORIO CIANCI
Direttore LART – Laboratorio Analisi e Ricerca Tessile

LART
Laboratorio Analisi e Ricerca Tessile
Textile Research and Analysis Laboratory
Via Vasco de Gama 2 41012 CARPI (MO)
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