FORUM – Lavaggio a secco in epoca COVID-19, un confronto costruttivo tra le associazioni di settore

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Il periodo, che ormai da tre mesi stiamo vivendo, di crisi biologica e sanitaria, è anche uno stress test per l’economia e la società, che ci impone un cambiamento della mappa mentale, meno viaggi frenetici da una parte all’altra e più lavoro da remoto. In poche parole, meno movimento materiale e più movimento immateriale.

Da questo punto di vista la tecnologia ci viene in aiuto. Il 15 maggio la nostra rivista Detergo ha organizzato un incontro Webinar dal titolo, “Fase 2, fase 3 per i produttori e gli operatori del lavaggio a secco”.

Un’occasione per mettere insieme intorno ad un tavolo virtuale tutte le maggiori Associazioni di rappresentanza del mercato dei produttori e degli operatori del mercato del lavaggio a secco. Un confronto che si è sviluppato su tre principali filoni: il lavaggio professionale e la sanificazione al tempo del COVID-19, il ruolo delle Associazioni e soprattutto il comportamento da tenere nei confronti del legislatore e, in particolare, la negoziazione con il Ministero dello sviluppo economico, e ultimo, ma non per importanza, la valutazione sulle misure prese dal Governo a seguito del fuoco di fila di provvedimenti approvati tra marzo, aprile e maggio nei confronti delle imprese per affrontare le conseguenze economiche della pandemia.

Il confronto è stato moderato dal sottoscritto (in qualità di direttore della rivista Detergo) mentre gli onori di casa sono stati fatti dal Presidente di Assofornitori  – Associazione Fornitori Aziende Manutenzione dei Tessili, Giuseppe Conti. Nel suo intervento Giuseppe Conti tratteggia la mappa dell’Associazione, “ho l’onere e l’onore di rappresentare un arcipelago di più di 60 aziende, tutte afferenti al mercato della manutenzione tessile. Il settore della manutenzione tessile ha un indotto economicamente importante la cui offerta spazia dal lavaggio a secco, comparto che rappresenta una vera e propria eccellenza italiana, a quello ad acqua. Da non dimenticare tutto l’ambito della stireria, dei detergenti professionali, sempre più performanti e green, le linee complete e automatizzate, che prevedono anche il confezionamento e l’imballaggio.

Completano la filiera le proposte del tessile (bedding e tovagliato), i sistemi gestionali e le soluzioni 4.0. Oltre a Detergo rivista storica del settore e strumento di comunicazione dell’Associazione un occhio di riguardo e fiore all’occhiello della nostra organizzazione è EXPOdetergo international la fiera del settore che organizziamo ogni quattro anni e che catalizza interesse ed espositori da tutto il mondo. Conti sottolinea l’importanza di raccogliere idee anche e non solo attraverso un forum come questo (webinar) per potere definire e organizzare la fiera “EXPOdetergo International 2022” in sintonia con le aspettative di tutti. Il Presidente di Assofornitori, inoltre, non ha perso l’occasione per mettere l’accento sull’importanza della collaborazione che si è sviluppata tra le diverse Associazioni (presenti all’incontro digitale) e come sia necessario affrontare un periodo così critico dal punto di vista economico facendo squadra a difesa delle nostre imprese, dei nostri prodotti e del nostro mercato”.

Carlo Zanin, Presidente nazionale di Confartigianato Anil, illustra, invece, la ricerca realizzata in collaborazione con CNA e commissionata a due Centri di Analisi Ritex e Laboratorio Fratini, “abbiamo dimostrato che tutti i principali metodi di lavaggio professionale hanno un’elevata efficacia di abbattimento per i più diffusi ceppi microbici.

In poche parole, le pulisecco artigiane tradizionali, garantiscono l’igienizzazione e la quasi sanificazione dei capi” il COVID-19 in quanto virus, riprende Zanin, “è avvolto da uno strato lipidico quindi è sensibile all’ETERE, al CLOROFORMIO, e ai SOLVENTI e visto che la gran parte delle lavanderie tradizionali sono dotate di almeno una macchina da lavaggio che utilizza dell’idrocarburo clorurato se ne deduce che: l’azione di lavaggio con queste macchine rende inattivo il virus rendendo il lavaggio a secco e le lavanderie tradizionali, elementi significativi nella lotta alla diffusione del COVID-19. E’ in questa ottica che la figura del pulitintore subisce una vera e propria metamorfosi in un vero “professionista del pulito” e sarà questa la vera mission, anzi, la “posta in gioco” per tutti gli imprenditori del lavasecco.

Gabriella Platè Presidente di Assosecco – Confcommercio, sottolinea “la necessità di definire coralmente con le altre Associazioni un progetto, dimenticando vecchi rancori, da presentare al Ministero dello sviluppo economico per contribuire a delineare un nuovo profilo delle nostre aziende. Non sarà facile, aggiunge, ma l’unità d’azione è essenziale”.

La Platè si rivolge ai molti colleghi “senza casacca associativa”, “anche voi dovete fare la vostra parte, smettere di essere critici senza conoscere e mettervi in gioco, associarsi significa dare forza al settore e dare maggiore potere negoziale alle Associazioni perché le battaglie si possono vincere solo stando insieme”.

La Responsabile di CNA Servizi alla Comunità, Antonella Grasso, prende la parola affermando che, “lo scorso 24 aprile, CNA e il Governo hanno sottoscritto il “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro” che resta il punto fermo sul cui contenuto si incardinano le riflessioni della nostra Confederazione. Il Protocollo è auto-applicativo e non necessita di ulteriori accordi sindacali. Ciascun datore di lavoro è chiamato ad attuare le misure indicate nel Protocollo “tenendo conto della specificità di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali. Per tale motivo, CNA sta definendo, assieme alle proprie sedi territoriali, dei Codici di Autoregolamentazione articolati per ogni mestiere sulla base di uno schema comune.

Al di là delle considerazioni sulla sicurezza l’esponente di CNA rilancia sottolineando come ad esempio “alcune norme che ci hanno permesso di rimanere aperti come tinto lavanderie, da un lato, possiamo considerarle motivo di orgoglio (come peraltro ribadito anche da Gabriella Platè di Assosecco), in quanto il nostro settore è stato indicato come indispensabile derogando alla chiusura generalizzata, in virtù del Dpcm 11 marzo, all. 2, servizi alla persona; dall’altro, però, rientrando tra i servizi essenziali e avendo la possibilità di rimanere aperti, i conduttori delle attività, pur avendo subito un crollo verticale dei ricavi, non potranno, al momento, beneficiare del credito d’imposta del 50% sugli affitti. Antonella Grasso, poi conclude, osservando come a seguito del lockdown, dalle ricerche effettuate si può tratteggiare un quadro a tinte fosche: per le imprese afferenti al nostro settore si prevede una contrazione media del fatturato del 42% per il 2020 rispetto a quanto effettuato nel 2019”.

Non sappiamo se molte imprese riusciranno a rialzarsi con le proprie gambe. Ecco perché rilancio un appello, prendendolo in prestito da Il sole 24 Ore del 10 novembre 2011 che in piena crisi economica titolò a caratteri cubitali: FATE PRESTO! Infatti, per le piccole e medie imprese il fattore tempo è una condizione essenziale. Ricordiamo sempre quello che disse il grande economista inglese, John Maynard Keynes, che in risposta ai liberisti che sostenevano che la “mano invisibile” del mercato, a lungo andare avrebbe risolto tutto, diceva: “nel lungo periodo siamo tutti morti”.

di Marzio Nava
Direttore Responsabile
Rivista Detergo Maggio 2020