Ciò che permette alle aziende di costruire un vantaggio competitivo è la capacità di saper innovare il proprio business, per affrontare i cambiamenti repentini, le frenetiche oscillazioni della domanda di mercato e, come in questo complicato e maledetto periodo, essere in grado di affrontare le situazioni di emergenza.
L’emergenza sanitaria del COVID-19 ha imposto nuove sfide per imprenditori e manager del settore manifatturiero (e non solo) che devono mettere a punto nuove strategie per garantire la continuità operativa degli impianti produttivi e per affrontare i cambiamenti dei prossimi anni. Ma gli imprenditori non possono solo mettersi sulla difensiva devono rilanciare e lo fanno attraverso investimenti. Negli ultimi anni Industria 4.0 è stato uno dei pochi provvedimenti di incentivazione produttiva e di innovazione tecnologica che abbia funzionato.
In questa pandemia economica le risorse sono scarse e a maggior ragione vanno impiegate in modo oculato.
Ecco perché è necessario non perdere la bussola. In questi anni abbiamo preso familiarità con termini quali, iperammortamento, superammortamento e patent box, che hanno portato una boccata d’ossigeno alle imprese che se ne sono avvalse: risorse essenziali per entrare dalla porta principale di quella che è stata battezzata la Quarta rivoluzione industriale. Certo dal 2016 al 2020 Industria 4.0 è stata depotenziata rendendola meno attrattiva. Ma si può e si deve rilanciare. I dati messi a disposizione sul tema dall’osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano sono eloquenti. Il mercato di prodotti e servizi in Italia, di Industria 4.0, si calcola in 3,9 miliardi di euro. Dal 2016 al 2019 l’incremento di valore è stato superiore al 300%.
Le certezze del passato si scontrano con le incognite del 2020, ma la ripartenza passa anche dagli investimenti.
Non possiamo dimenticare che come in una evoluzione della specie, dalla fine del ‘700 ai giorni nostri siamo passati dalla meccanizzazione alla elettrificazione, per arrivare alla digitalizzazione che sta permeando la nostra civiltà industriale e tutti gli anfratti della nostra esistenza. Cosa significa portare internet in fabbrica?
Vuol dire creare processi di automazione, vuol dire dotare le macchine di software che consentano alle macchine stesse di aggiornarsi da sole, ma anche di poter dialogare, di informare la clientela sino ad attivare un processo di automanutenzione. È questa la realtà che abbiamo di fronte ed è questa la grande frontiera davanti a noi.
Come diceva nella prima metà del ‘900 il noto economista britannico John Maynard Keynes, “investire con successo significa anticipare le anticipazioni degli altri”.

di Marzio Nava – Direttore Responsabile Rivista Detergo

Detergo Luglio/Agosto 2020