Coniugare esperienza, qualità e affidabilità. Sono queste le coordinate che hanno permesso a Macpi di diventa re grande e solida. Dagli albori, all’inizio degli anni ’60, quando negli scantinati di Milano si progettavano macchine per la confezione, fino al modello dell’azienda di oggi, con molte sedi nel mondo, estremo oriente incluso.

Una favola che si dipana da molti decenni e che richiama alla memoria storie di altri grandi innovatori che hanno fatto la storia dell’industria nel mondo partendo dal nulla. Sessant’anni di vita che hanno permesso all’azienda di Palazzolo sull’Oglio (BS), di farsi apprezzare in oltre 100 Paesi disseminati in ogni latitudine. Un’azienda senza confini e non solo dal punto di vista geografico. Il biglietto da visita dell’impresa è piuttosto eloquente: MACPI produce e realizza presse da stiro, macchinari per lavanderia, macchinari per la termosaldatura per abbigliamento e accessori e macchinari per la logistica per abbigliamento.

L’azienda di Palazzolo è una megamacchina, all’interno ci si occupa di tutte le fasi del prodotto, perché come dice il responsabile dell’azienda, Paolo Cartabbia, “in questo modo riusciamo a controllare minuziosamente tutte le fasi della produzione ed essere sicuri della qualità del prodotto finale. Tutto ciò ci consente di mettere al centro il cliente. Progettiamo macchinari personalizzati in base alle esigenze dell’azienda, offrendo consulenza, assistenza e servizio post-vendita. La nostra organizzazione ma soprattutto il team di ingegneri che abbiamo a disposizione ci permette di affiancare il cliente per l’ottimizzazione di impianti e la realizzazione di fabbriche ex novo”.

Eleonora Cartabbia, responsabile dell’area marketing, ci accompagna nel tour all’interno dell’azienda. “Il fiore all’occhiello della produ zione Macpi è la nuova Supermacchina D 321 che lavora sulle for me da stiro in base alle necessità millimetriche del cliente. Il cliente viene da noi con la sua giacca, ci dice, io voglio fare la spalla in questo modo, e noi riproduciamo minuziosamente la forma adeguata.

La D 321 è una macchina che lavora su 7 assi. Siamo gli unici sul mercato ad avere investito in Italia su una macchina di questo tipo che ci permette di avere un elevato grado di flessibilità nella customizzazione con il cliente”. Eleonora Cartabbia ci conduce, poi, nel magazzino forme nel quale sono stipate migliaia di forme in legno che segnano 60 anni di lunga attività.

“Siamo presenti da sempre nell’ambito dell’abbigliamento ma ormai da molti anni presidiamo sia con il marchio Macpi che con il marchio Fimas, sia l’ambito delle lavanderie artigianali sia quello delle lavanderie industriali”. A fianco della realtà produttiva a Palazzolo sull’Oglio c’è una graziosa guest house dove alloggiano clienti, tecnici, rivenditori italiani ed esteri, “è molto utile aggiunge Eleonora Cartabbia, in particolare, per i tecnici che vengono da noi a fare corsi di formazione e di aggiornamento, possono tranquillamente pernottare qui”.

Ritorniamo nel cuore della produzione e passiamo in rassegna la parte dell’azienda dedicata ai test cioè la parte relativa ai prodotti che non sono ancora sul mercato, in particolare, i macchinari che realizzano capi senza cucitura, spesso magliette o body per lo sport. Tutte le macchine in fase sperimentale stazionano qui. La specializzazione anche della manodopera è un vero valore aggiunto, e la si raggiunge attraverso l’esperienza on the job ma anche attraverso specifici corsi di formazione. Un’azienda che combina l’esperienza sessantennale con la straordinaria capacità di innovare, che è rappresentata, in particolare, dall’ufficio tecnico e di progettazione nel quale si trova un’equipe di ingegneri all’avanguardia.

Enrico Cartabbia che è responsabile per i rapporti con l’estero di MACPI, ci illustra tutti i partner dell’azienda nel mondo, rappresentati in un grande mosaico che campeggia nell’area accoglienza, nel quale si trovano tutti i più grandi brand mondiali della moda, i brand sportivi ma anche grandi e importanti lavanderie industriali che svolgono un servizio essenziale soprattutto nell’ambito ospedaliero.

Simone Cominardi, responsabile commerciale dell’area Laundry, ci accompagna alla visita di tutte le macchine per lo stiro. Avete una gamma straordinaria di macchine per lo stiro, in vista di EXPOdetergo International 2022 su quali punterete in particolar modo? “Partiamo da due strumenti di lavorazione necessari per il trattamento delle camicie e dei pantaloni. Il modello 291 rappresenta l’eccellenza dello stiro delle camicie in quanto coniuga la qualità dello stiro con la capacità di processare fino a 150 camicie l’ora con un solo operatore”. Siamo alla quadratura del cerchio.

Ma entriamo nei particolari con la descrizione di Eleonora Cartabbia: “Si tratta di un carosello a 4 stazioni per lo stiro di camicie umide. La macchina è completa di 4 manichini posizionati su una tavola rotante a 4 stazioni di cui una per il carico e l’ultima completa di carico e scarico automatico dei capi. Dotata di vaporizzazione e soffiaggio entrambi regolabili e personalizzabili.

 

 

Il soffiaggio è funzionante anche durante le fasi di rotazione. Si avvale di 2 pinze per bloccare i polsi delle camicie a maniche lunghe e 2 pinze per camicie a maniche corte con sistema automatico di tensionamento regolabile. La pala centrale è riscaldata elettricamente per permettere l’asciugatura e con possibilità di regolazione della pressione. Carico automatico della gruccia nei manichini, completo di alimentatore a vite continua motorizzato. La macchina è gestita e impreziosita da un programmatore touch screen NX7. La macchina può essere predisposta per essere interconnessa ad allacciamento software 4.0″.

“Il mod. 291
è un carosello
a 4 stazioni per
lo stiro di camicie”

Sul versante del pantalone abbiamo lo stiro senza piega e quello con piega. Il pantalone senza piega viene trattato sulla macchina topper mod. 320 che, come per la macchina capispalle, ha un importante recupero energetico con una elevata qualità dello stiro. Vapore, aria calda e aria fredda, sono questi i tre step che garantiscono una stiratura di qualità. L’aria fredda fissa la qualità dello stiro. La stessa macchina è dotata di un accessorio per lo stiro del capo elasticizzato e del capo standard, essenziale per i pantaloni informali che potrebbero rientrare nella così detta “moda comoda”.

Tutto ciò non cambiando i parametri della macchina, ma solo con un click, senza alcuna perdita di tempo ma semplicemente attraverso un controllo dei sensori elettropneumatico della macchina. Grazie all’area fredda il pantalone può essere subito imbustato senza che si creino condense o alla lunga eventuali muffe. Il pantalone con piega viene, invece, montato sulla macchina orizzontale mod. 553, che è una macchina che stira contemporaneamente le due gambe del pantalone.

È l’unica macchina in produzione orizzontale che permette una pressione che va dal basso verso l’alto con il piano inferiore che si muove verso quello superiore con una pressione regolabile. La pressa non è a forbice in quanto la pressatura essendo verticalizzata determina una qualità della stiratura elevatissima. L’ergonomia per ottenere il comfort dell’operatore e massimizzare la produttività è il filo conduttore di tutte le macchine Macpi.

“Il pantalone
con piega
è trattato
sulla macchina
orizzontale
mod. 553″

Altro elemento fondamentale è il risparmio energetico: il surriscaldatore all’interno della macchina non è elettrico ma a vapore e questo porta ad un taglio dei kilowatt utilizzati. Tutte le nostre macchine sono predisposte per ottenere i benefici legati a Industria e Transizione 4.0. Cominardi ci conduce poi, alla scoperta del tunnel Macpi per lo stiro industriale modulare.

“Il Tunnel
Macpi 534,
permette un
ricondizionamento
dei capi di qualità”

Il tunnel modello 534, “è un tunnel modulabile in questo caso ne illustriamo uno a cinque camere, due camere vaporizzanti e tre camere soffianti. Il tunnel di nostra produzione è un tunnel di ricondizionamento capi, cioè permette di ricondizionare il capo modulando sia l’umidità del vapore sia l’intensità del soffiaggio. La particolarità è l’ingresso nel tunnel del capo, che si definisce spalla a spalla, e l’indumento viene processato singolarmente. Il capo entra, attraversa due teli gonfiabili che permettono di mantenere nelle stesse camere vapore e calore ma anche di poter dividere la camera soffiante da quella vaporizzante.

I due gonfiabili permettono anche di pressare i capi donando loro una forma. Come tutte le nostre macchine anche il tunnel è predisposto per avere gli incentivi statali di industria 4.0 e quindi ha la possibilità di essere connesso a tutti i sistemi di imbustatura, di trasporto e anche di appendi abiti. Il Tunnel c’è nella versione più piccola a due camere fino ad un massimo di dieci camere”, conclude Simone Cominardi. •

 

MACPI SpA
Via Piantada 9/d – 25036 Palazzolo sull’Oglio (Bs) – italy
Tel/Ph +39 030 74 03 611
info@macpi.com www.macpi.com

Di
Marzio Nava
Rivista Detergo, Numero 7/8, Luglio/Agosto 2022

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