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Talento Italiano — Tutto è possibile alla Lava e Cuci Anche acquistare camicie su misura

In soli sei anni la formazione manageriale del titolare, Franco Marinelli, ha fatto sì che questo negozio di Granarolo dell’Emilia diventasse un centro multi-service a cui il cliente si affida per tutto quanto concerne il proprio “outfit”: non solo capi d’abbigliamento (che può trovare nuovi in esposizione), ma anche borse, scarpe e accessori.

Una realtà apprezzata da importanti gruppi aziendali del territorio, e resa altamente competitiva da una vocazione per la formazione permanente.

Lo stesso Marinelli l’ha avviata dopo avere frequentato un corso di sartoria 

Quando si parla di “talento italiano” applicato al mondo della lavanderia, da anni oggetto di questo spazio fisso di Detergo, è difficile immaginare un testimonial più azzeccato di Franco Marinelli. Foggiano di Torremaggiore, 49 anni, dal 2013 Marinelli è il titolare di “Lava e Cuci”, lavanderia artigiana diGranarolo dell’Emilia, provincia di Bologna. Sei anni di attività sufficienti ad aprire un secondo negozio nella vicina Minerbio, ad acquisire servizi di lavanderia per il Gruppo Unipol e per la sede bolognese della multinazionale francese Up-Day leader nel mondo dei servizi buoni-pasto, oltre a entrare fra gli sponsor di una gloriosa società quale è la Granarolo Basket.

Non male come impresa che sa connettersi in tempo reale alle eccellenze e alle tradizioni del territorio in cui opera. Cosicché, quando Franco Marinelli inizia a raccontare la propria avventura, non ci vuole molto per imbattersi in esempi molto illuminanti della sua visione di lavanderia dei nostri giorni. E’ il caso delle camicie. “Confermo, rappresentano un buon business per un’attività come la nostra – ci spiega – perché nell’abbigliamento casual della vita quotidiana restano i capi più difficili da lavare e stirare a casa propria. Tanto che, a forza di vedere arrivare camicie sul bancone, mi sono chiesto se non fosse il caso di farne trovare di nuove a questi clienti-uomini che le usano in modo così intensivo. In fondo, chi meglio di un lavandaio, che maneggia ogni giorno centinaia di camicie, può garantire sulla qualità di questo capo?”.

Quella domanda ha avuto dunque la più virtuosa delle risposte, ovvero le camicie che, perfettamente confezionate ed esposte, si trovano in vendita alla Lava e Cuci. “La nostra è ovviamente una proposta molto semplice – chiarisce il titolare – basata su pochi modelli classici di camicia bianca, azzurra, a righine, però ci basta offrire al cliente la possibilità di una prova e poi questo, una volta constatato che la sua taglia esiste, inizia quasi sempre a ordinarne. C’è chi ne ha già acquistate una sessantina perché, evidentemente, è soddisfatto non solo dalla qualità del prodotto, ma anche dalla comodità di trovarlo più o meno sotto casa”.

Da qui si capisce la visione “multi-service” che ispira l’attività di Lava e Cuci, dove, assieme al titolare, lavorano cinque dipendenti, giovandosi all’occasione dei servizi prestati da una decina di collaboratori. “Per dirla con un termine inglese molto esauriente, qui ci occupiamo dell’outfit – rivela Marinelli – ovvero di quanto compone tutto il look di un cliente, comprese le scarpe e le borse, che noi curiamo con appositi trattamenti. L’offerta comprende anche quei servizi sartoriali di base, tipo cuciture, rattoppi o sistemazione di cerniere, di cui tutte le famiglie hanno periodicamente bisogno senza quasi mai sapere dove rivolgersi. Io stesso, quando ho intrapreso quest’attività, ho frequentato un intero corso di sartoria, in modo da avere la possibilità di essere il primo garante del servizio per chi lo richiede”.

Quest’ultima testimonianza mette a fuoco più di altre quello che si rivela essere l’identikit di un imprenditore della manutenzione del tessile del XXI secolo. Ritratto in cui spiccano due qualità peculiari: formazione manageriale e profonda conoscenza del mercato. Marinelli conferma: “Mi sono fatto le ossa nel settore automobilistico, fino a diventare direttore commerciale di una concessionaria da duecento dipendenti.

Quando poi ho sentito che era giunto il momento di mettermi in proprio, ho colto, fra i vari settori, tutte le potenzialità oggi espresse, e non sempre raccolte, della lavanderia, attività destinata a diventare sempre più multi-service, coerentemente con le trasformazioni in corso nella nostra società riguardo alle composizioni familiari, ai consumi, alla domanda di servizi”.

“Al giorno d’oggi – continua il titolare di Lava e Cuci – per l’italiano medio l’acquisto di un paio di scarpe equivale a un investimento in un bene che deve essere affidabile, nonché duraturo. Da qui il ritorno della domanda di un servizio di calzoleria non sempre reperibile nel proprio territorio. Ragione per cui delle scarpe dei nostri clienti ci occupiamo noi riparando tacchi, scollamenti di suole e macchie di vario genere”.

Occorre a questo punto sottolineare come questo approccio dinamico al servizio di lavanderia sia permanente e sostanziale, e non legato a episodici screening del mercato. “Alla Lava e Cuci la formazione è pane quotidiano – sottolinea Marinelli – tanto è vero che posso contare su due dipendenti costantemente impegnati su questo fronte, in grado quindi di recepire in tempo reale input esterni e nostre attitudini a sfruttarli nel modo più virtuoso”.

“E’ un approccio culturale che trovo indispensabile per tutto il nostro settore – aggiunge l’imprenditore – tanto è vero che personalmente sono favorevole a confronti periodici anche con altri titolari di lavanderia, assieme ai quali condividere soluzioni per il bene di tutti. Eliminare macchie di biro, notoriamente brutte bestie per chi fa questo lavoro, è un obbiettivo che ci accomuna tutti, dalla Sicilia al Tirolo, perché non scambiarci informazioni sul tema? Così da diventare tutti più attrattivi per l’utenza”.

“Io, nel frattempo, continuo a muovermi, a informarmi – chiarisce in proposito Marinelli. – Ogni settimana, dalle 6,30 alle 9 del mattino, partecipo agli incontri organizzati dal Capitolo Pareto di BNI, un network globale creato per lo scambio di esperienze di impresa e di management. Inoltre, mi piace sottolineare la scelta di operare esclusivamente con lavatrici a idrocarburi, fatta da Lava e Cuci per essere competitiva senza rinunciare a dare un contributo alla sostenibilità ambientale oggi indispensabile in ogni settore”.

Artigianato e marketing, spirito creativo e business plan. Nulla si cancella e tutto si intreccia nel “talento italiano” espresso da Lava e Cuci. Come possono cogliere anche i tifosi della Granarolo Basket, molto attiva a livello giovanile oltre che in Serie C e D. “E’ una società che non solo serve il territorio – commenta Franco Marinelli – ma contribuisce a migliorarlo, esprimendo così un proprio talento. Esattamente come cerchiamo di fare noi di Lava e Cuci”.

di Stefano Ferrio

Rivista Detergo Gennaio 2019

 

 

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