Home » TALENTO ITALIANO » TALENTO ITALIANO — A Mugnano la svolta si chiama Biolavanderia

TALENTO ITALIANO — A Mugnano la svolta si chiama Biolavanderia

Perché, in questo comune della cintura di Napoli, il negozio della famiglia De Laurentis non si è solo trasferito di qualche centinaio di metri.

Ha nello stesso tempo cambiato anche macchine e “filosofia” del lavaggio, optando per solventi a idrocarburi nel “secco”, e per un emancipato uso del Wet Cleaning nel lavaggio ad acqua.

In questo modo l’azienda offre un servizio completo, evoluto e sostenibile

Come si fa a diventare “la lavanderia di riferimento” per un intero territorio? Offrendo al cliente del XXI secolo un servizio finalizzato al suo “benessere”, e non solo al “pulito” dei capi che indossa?

Questo si legge e si apprende nella home page del sito della “Biolavanderia De Laurentis” di Mugnano di Napoli, e basta molto poco per accorgersi che risultano parole radicate nella storia dell’azienda.
Storia che è innanzitutto di un’idea, dove le altre due parole chiave sono “famiglia” e “territorio”.
“Tutto comincia dal negozio di lavanderia che mia madre Angelina Sepe gestiva a Napoli-città quando io ero bambino” racconta Mario De Laurentis, 40 anni, titolare della Biolavanderia che si trova in questo grosso centro della cintura metropolitana partenopea. “Perché lì io ho iniziato molto presto a imparare il mestiere” continua De Laurentis, rievocando più con i silenzi che con le parole le estati in cui passava parte delle vacanze ad annusare odori di pulito, srotolare carta da pacchi, imparare a memoria tempi e temperature necessarie per la soddisfazione dei clienti.

Si forma così una prima, fondamentale idea di servizio artigianale, curato e, per quanto possibile, personalizzato. Solo che, come è nel destino di ogni idea autentica, generatrice di cambiamenti virtuosi, questo imprinting “lavora” nell’immaginario di Mario De Laurentis finché, nel 2001, da poco diplomatosi alla scuola superiore, decide che è il momento di aprire una nuova lavanderia assieme a quella che è all’epoca la sua fidanzata, Filomena Imperio, oggi divenuta la moglie con cui ha messo al mondo tre stupendi figli.
“Io conoscevo già macchine e procedure mentre Filomena, che si era appena diplomata ragioniera, sapeva destreggiarsi con conti e bilanci – spiega De Laurentis – per cui avviamo un primo negozio qui a Mugnano, a circa un chilometro di distanza da dove si trova l’attuale”.
Da allora a oggi sono anni di crescita, confronti, sperimentazioni, ma anche di relazioni consolidate, come quella con la Casella, brand leader della distribuzione che, dalla vicina Pomigliano d’Arco, irradia manutenzione del tessile d’eccellenza in tutta la penisola. Finché, nel settembre dello scorso anno, giunge il momento di un trasloco che, ancora una volta, non è solo di macchine, ma anche di idee. Nasce così questa Biolavanderia, che Mario De Laurentis ci presenta così: “In questo nuovo laboratorio abbiamo dato una svolta alla nostra produzione di lavaggio a secco, implementando nello stesso tempo il Wet Cleaning ad acqua. Innanzitutto abbiamo smesso di utilizzare percloroetilene nel lavaggio a secco, passando ai solventi a idrocarburi”.
“Qualcosa di necessario da ogni punto di vista – chiarisce il titolare della Biolavanderia di Mugnano. – Da una parte perché, in questo modo, aumentiamo gli standard di sostenibilità della nostra azienda ricorrendo a prodotti naturali. Dall’altra, perché siamo in grado di offrire un servizio più completo, in quanto al giorno d’oggi i capi di abbigliamento sono sempre più sintetici, confezionati con uso di stampi, perline e accessori che il percloro tende a sciogliere e non a lavare, come invece fanno gli idrocarburi”.
Un percorso analogo ha portato a investire risorse anche nel lavaggio Wet Cleaning, “perché si rivela il migliore possibile per un certo tipo di capi, oppure per determinate macchie – chiarisce il titolare. – Penso alle coperte di lana, ma anche a indumenti segnati da aloni o impregnati di cattivi odori. Non c’è nulla come il Wet Cleaning per risolvere queste problematiche”.
Certo, non sono cambiamenti che vanno in automatico. Occorre pensiero per attuarli, nonché capacità di optare per macchine e prodotti chimici di eccellenza. “E poi – continua Mario De Laurentis – è fondamentale anche applicare al lavoro una mentalità diversa, più artigianale. Perché, per certi tipi di sporco, come ad esempio le macchie grasse, possono servire due lavaggi invece che uno, ma anche perché il Wet Cleaning è una procedura da attuare e seguire ogni volta con profonda cognizione di causa”.
L’importante è che, come è puntualmnente accaduto, la fedele clientela della Biolavanderia di Mario e Filomena abbia seguito i propri lavandai di fiducia non solo nel negozio, ma anche nella condivisione di questa matura e integrale filosofia del pulito. Per centrare lo scopo è servito anche l’arredo completamente nuovo del negozio, a cominciare dal bancone, ampio e accogliente, accomodandosi al quale l’avventore capisca al volo di essere entrato in una Biolavanderia (di riferimento).

di Stefano Ferrio

Rivista Detergo giugno 2019

Check Also

Cover Story — Christeyns, oltre la chimica sostenibile

Le aziende chimiche agli occhi dell’opinione pubblica non godono di buona reputazione. Spesso vengono associate all’inquinamento dell’acqua …