Home » News » Italia » TALENTO ITALIANO — A Grassina, dove “fiorivano” lenzuola, nasce il boom di Lavanderia Sandra

TALENTO ITALIANO — A Grassina, dove “fiorivano” lenzuola, nasce il boom di Lavanderia Sandra

Nel ‘900, in questo paese del Chianti, ogni primavera portava, oltre alle primule, la biancheria dei fiorentini che conoscevano l’arte antica delle lavandaie del posto. Consapevole di questa tradizione, 45 anni fa la signora Pampaloni dava vita a un negoziolaboratorio che oggi, con il marchio intitolato al suo nome di battesimo, serve venti negozi della Toscana.
Prendeva così forma un’azienda familiare dove si lavora nel segno della qualità e del prezzo a misura di servizio

Che sia chiaro, da Sandra il ritocco finale con il ferro da stiro è da considerare un marchio di fabbrica. Perché benvenuta l’automazione che semplifica molti processi produttivi, ma a patto di rammentare che qui, nel laboratorio di cui si servono venti negozi di Firenze e dintorni accomunati dal nome Lavanderia Sandra, tutto nasce da una tradizione artigiana e amanuense innervata nella storia del territorio.
“Per cui, statene certi, nei pressi delle macchine per lo stiro la nostra collaboratrice è pronta a intervenire ogni qual volta c’è un colletto di camicia da rifinire o una piega di pantalone da aggiustare – conferma Luca Gambassi addolcendo finché può la sua calda cadenza Toscana. – Sennò, che senso avrebbe lavorare dalle parti di Grassina? Qui, dove basta avere 50 anni per ricordare che ogni primavera, nei nostri prati, assieme alle primule fiorivano centinaia di lenzuola appese ad asciugare dopo essere passate per le cure delle famose lavandaie della zona”.
Luca Gambassi è il genero della signora Sandra Pampaloni che in quel 1974 rileva una lavanderia di Grassina, paese di quindicimila anime in provincia di Firenze, incoronato dalle viti del Chianti e attraversato da torrenti come l’Ema, dove per secoli le donne del posto si sono tramandate il mestiere di accucciarsi sui greti allo scopo di lavare i panni dei signori fiorentini, abituati a servirsi di queste antiche “artigiane del pulito” affinché il proprio vestiario tornasse ogni volta come nuovo. “Per cui si spiega come mai, nonostante suo marito Fabrizio facesse il macellaio, e nella sua famiglia non ci fossero lavandaie, mia suocera abbia investito così i suoi risparmi.

Sapeva di andare sul sicuro” racconta Gambassi, peraltro coinvolto in quest’attività dal 1999, quando era ancora fidanzato con la figlia della signora Sandra, Monica Arnetoli, occupata a sua volta nell’azienda assieme al fratello Simone e a papà Fabrizio, che intanto ha smesso di issare quarti di manzo ai ganci della macelleria. Sostenuta dai propri congiunti, oltre che dalla professionalità del personale a cui si affida, la signora Pampaloni fa talmente centro con la propria idea, da esportarla facilmente fuori Grassina, fino a coinvolgere tutti i negozi oggi serviti dal laboratorio di famiglia.
Come si sarà compreso, in 45 anni Lavanderia Sandra è marchio fiorito secondo la migliore tradizione del Made in Italy, ispirato da un “Piccolo è Bello” da applicare tanto a graziosi centri del Chianti come Grassina, Tavarnuzze o Scolivigne, che alle imprese sorte in territori del genere.
“Bisogna chiarire che quest’attività è cresciuta così bene perché, sin dall’inizio, sono state fatte scelte precise – puntualizza Luca Gambassi. – Una è quella che riguarda il lavoro.
Siccome noi di Lavanderia Sandra pensiamo vada fatto secondo le regole del miglior artigianato, ci dedichiamo con attenzione e competenze alla pulizia di ogni singolo capo si conforma alla politica del monoprezzo”. È questa filosofia aziendale che ha consentito a Lavanderia Sandra di diventare fornitrice di riferimento per tante case di moda della grande tradizione fiorentina. “Noi laviamo le divise del loro personale – spiega il genero della signora Pampaloni – ma è ovvio che, sulla base di questa fiducia, quando questi stilisti hanno da consigliare una lavanderia per i cappotti da diecimila euro dei loro clienti, fanno il nostro nome”.
Alla vocazione artigiana si affianca la dotazione di macchine da produzione industriale distribuite in un laboratorio di 450 metri quadri: due lavatrici a secco, quattro ad acqua, due essiccatoi, cinque postazioni di stiro, due presse e due topper. D’altra parte, da una terra dove, in primavera, assieme alle viole “fiorivano” le lenzuola, solo questo possiamo aspettarci. •

di Stefano Ferrio

Rivista Detergo Marzo 2019

Check Also

TALENTO ITALIANO — Così la lavanderia di Mariella è andata a fuoco… per risorgere grazie anche ai suoi clienti

Una meravigliosa storia di solidarietà questa della Mancini Laundry Dolphin, gestita a Marano, in provincia …