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RICERCHE SCIENTIFICHE — Tessuto batte carta 12-0

Il report di Ambiente Italia (che potete consultare integralmente sul sito di Detergo) cancella ogni dubbio sul confronto fra i due tipi di tovagliato usati nella ristorazione. E, in tutte le categorie prese in esame, decreta la superiorità schiacciante del tessile quanto a risparmio ambientale e sostenibilità. Sono dati con cui ora fare pressing sulle istituzioni.

013_lapiazzetta_alteregostudio(s.f.) “Aumento della carta nel turismo e nella ristorazione, bene o male?”. Un titolo concepito a mo’ di domanda, questo del convegno organizzato a Firenze, nella sala degli affreschi del consiglio regionale, da Consorzio Lavanderie Toscane, Confesercenti e Assosistema.

La domanda, posta da tempo, ha trovato una risposta finalmente precisa, basata su dati scientifici. Ovvero numeri, e non solo parole. Per la precisione sono le cifre riportate, con dovizia di tabelle e dettagli, dalla ricerca “LCA comparativo tra tovagliato tessile e in carta nel settore risto-alberghiero”, svolta da un’autorevole società di ricerca e consulenza come Ambiente Italia, per conto del Consorzio Lavanderie Toscane. Dove LCA è acronimo delle parole inglesi “Life Cycle Assessment”, valutazione del ciclo di vita.

La risposta alla domanda-titolo posta all’inizio è “male”. Il ricorso al monouso nei ristoranti e negli alberghi altro non fa che aumentare l’inquinamento ambientale, oltre a ingolfare in modo incontrollabile la filiera dello smaltimento dei rifiuti. Un esito che, fra le tante cose, non fa che confermare tutta la virtuosità di una campagna come “Notate la differenza?” che, con il sostegno di Detergo, Assofornitori ed EXPOdetergo International hanno lanciato ormai da due anni con crescente successo.

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Venendo alla ricerca di Ambiente Italia, curata da Andrea Moretto e Orsola Bolognani, essa ci dice che, comparando un dato medio di durata come i 94 lavaggi di un singolo tovagliato in tessuto con l’impatto ambientale di 94 tovagliati monouso, il tessuto si dimostra più virtuoso della carta in tutti i parametri presi in esame. Il risparmio è costante per quanto riguarda risorse rinnovabili e non rinnovabili, consumo d’acqua, riscaldamento globale, assottigliamento della fascia d’ozono, acidificazione, eutrofizzazione, rifiuti pericolosi e non.

É un dato di fatto di cui si fa ragionevolmente forza Assosistema, ente confindustriale cui fanno riferimento le imprese che trattano il tessile nel settore sanitario e in quello turistico, un’associazione che – dati emersi proprio a Firenze – fattura 4.200 milioni di euro all’anno, e dà lavoro a 35mila dipendenti, dei quali il 93% a tempo indeterminato e il 65% donne, con una media di 25 per azienda (quinto settore produttivo secondo i parametri dell’Istat, ovvero un indotto che dà ragione di due milioni di consumatori al dì per i prodotti e i servizi offerti dalle aziende di Assosistema).

MonousoTutte premesse che rafforzano il valore fondamentale assunto da questo rapporto in un settore come quello della lavanderia. Se poi andiamo a scorrerlo nei dettagli, è un’impressione che trova solo conferme. A cominciare dall’oggetto dell’analisi, che consiste nel confrontare un metro quadrato di tovagliato tessile e un metro quadrato di tovagliato monouso, quando per tovagliato si intende il set standard utilizzato nei tavoli della ristorazione, composto da una tovaglia, un copri-macchia e quattro tovaglioli.

Fondamentale parametro di riferimento è il ciclo di vita. Che per il tessile parte dalla coltivazione del cotone e giunge al riciclo del tessuto in lavanderia passando per determinati processi di filatura, tessitura e uso. Nel monouso il ciclo si avvia invece con il taglio della legna necessaria per ottenere la cellulosa da cui ricavare la carta di un tovagliato da utilizzare in un’unica occasione, per essere poi avviato a procedure di smaltimento.

Il confronto attuato da Ambiente Italia prende in considerazione tutte le categorie che definiscono l’impatto ambientale: effetto serra, distruzione dello strato di ozono, acidificazione, eutrofizzazione, formazione di ossidanti fotochimici, uso di risorse rinnovabili e non rinnovabili, consumo d’acqua, rifiuti (pericolosi e non).

3La superiorità del tessuto sul monouso risulta alla fine totale, schiacciante, evidente in tutte e dodici le categorie prese in esame dalla ricerca. Vediamole ad una ad una: 94 tovagliati in carta consumano 4 chili e 777 grammi di risorse non rinnovabili senza contenuto energetico contro 0,841 chili di un singolo tessuto sottoposto a 94 lavaggi; 513 Mj eq di risorse non rinnovabili con contenuto energetico contro 329; 86 tonnellate di risorse rinnovabili senza contenuto energetico contro 34 tonnellate; 86 metri cubi di acqua contro 34; 43 chili di emissioni di riscaldamento globale calcolato sui 100 anni contro 18; 4,7 milligrammi di assottigliamento della fascia dell’ozono contro 2,9; 23 unità di smog fotochimico contro 10; 127 unità di acidificazione contro 52; 406 unità di eutrofizzazione contro 19; 52 chili di rifiuti non pericolosi contro 13; e infine 8 grammi di rifiuti pericolosi contro 6.

La ricerca passa poi a considerare i benefici ambientali che derivano dalla conversione del tovagliato monouso in tessuto.

slider03Nella fattispecie Ambiente Italia ha calcolato le quantità annue di tovagliato in carta e in tessuto consumate nel Comune di Firenze in base alle diverse tipologie di ristorazione (scenario base) e ha ipotizzato uno scenario minimo di conversione e uno massimo, al fine di stabilire l’intervallo del beneficio ambientale I benefici ambientali legati alla conversione, per una parte delle attività di ristorazione del Comune di Firenze, si traducono in una riduzione dei rifiuti di carta, prodotti dall’uso del tovagliato, e più in generale in un miglioramento dell’impatto ambientale associato alla filiera del servizio di fornitura del tovagliato per la ristorazione.

rc_powerscourt_powerscourt_house_table_settingSulla base di calcoli accurati, lo scenario base riguardante il Comune di Firenze stima che il consumo totale annuo di tovagliato in tessuto è pari a 2.333 tonnellate, mentre il consumo totale annuo di tovagliato in carta è pari a 1.911 tonnellate. Considerando che il tovagliato in tessuto ha una vita media pari a 94 cicli (lavaggi e quindi usi prima di essere avviato al fine vita), il consumo totale annuo corrisponde a 2.333/94 = 25 tonnellate di tovagliato reintegrato in un anno. il consumo totale annuo di tovagliato in carta corrisponde alla quantità di rifiuti prodotti dagli esercizi di ristorazione ed intercettati dal sistema di raccolta dei rifiuti del capoluogo toscano (fine vita del set in carta).

Fin qua ce n’è davvero abbastanza per tirare conclusioni importanti. Se vogliamo ridurle a una, essa consiste nel punto di non-ritorno costituito da questa ricerca di Ambiente Italia. Di fronte alla quale spetta ora alle associazioni di categoria cui fanno riferimento le lavanderie, nonché le aziende che alle lavanderie forniscono prodotti e servizi, bussare nelle opportune sedi istituzionali. Nel semplice nome della verità.

copertina Presentazione di PowerPoint-001

(clicca qui per visone documento)

Presentazione_LCA_Lavanderie_20152011 (clicca qui)

Per chi volesse addentrarsi nei minimi dettagli di questa verità, è possibile consultare l’intera ricerca svolta da Ambiente Italia, dal titolo “”LCA comparativo tra tovagliato tessile e in carta, nel settore risto-alberghiero – I risultati – 20 Novembre 2015””,  nel sito della nostra rivista, www.detergo.eu

 

 

Rivista Detergo gennaio 2016

by/di Stefano Ferrio

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