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REPORTAGE — Lavanderie industriali, analisi della domanda di mercato

Dopo il primo approfondimento del mese di aprile, relativo alla ricerca sul lavaggio a secco, affrontiamo questo mese, sempre commissionato da Expo Detergo all’istituto di ricerca Cerved, la parte della ricerca relativa alle lavanderie industriali in Italia nel 2017

Le imprese operanti nel settore erogano principalmente servizi destinati a clienti industriali o commerciali di: produzione, distribuzione, manutenzione dei dispositivi di protezione individuali e collettivi e di servizi di sanificazione e sterilizzazione dei dispositivi tessili e medici utilizzati in ospedali, case di cura, cliniche private, hotel, ristoranti, industrie e ambienti confinati. Sono escluse dall’analisi le lavanderie industriali che attuano esclusivamente o prevalentemente l’attività di finissaggio e lavaggio per l’industria tessile, per quella delle pelli e pellicce e le tintolavanderie.

DEFINIZIONE DEL SETTORE
Nel settore si considerano le seguenti aree di mercato: sanità pubblica e privata (strutture ospedaliere, cliniche, istituti di cura), a sua volta suddivise in:

– lavanolo;
– sterilizzazione strumentario chirurgico;
– sterilizzazione biancheria;
– alberghiero e ristorazione;
– collettività e industria (industria/commercio/servizi, scuole, istituti di pena, comunità militari, sociali e religiose).

ANALISI DEL SETTORE
Il numero delle aziende attive in Italia secondo il codice ATECO 96.01.1 “Attività delle lavanderie industriali“ è di poco superiore a mille, con un’occupazione di 14.239 unità, costituita prevalentemente da operai e tecnici specializzati. Il settore è caratterizzato da una struttura dell’offerta differenziata per dimensione, estrazione, forma giuridica e localizzazione. Molte delle lavanderie industriali sono realtà locali, caratterizzate da bassa differenziazione presso l’utenza ed elevato livello di omogeneità dei servizi offerti. Il fatturato relativo ai servizi erogati dalle lavanderie industriali nel corso del 2017 è stato di 1.622 milioni di euro (+2,7% rispetto al 2016). Il grado di concentrazione settoriale è medio: i primi 4 gruppi rappresentano il 31,9% del, di cui le prime due detengono il 21,3%. Le prime 8 raggiungono il 42,5%, di conseguenza ci troviamo di fronte ad una certa concentrazione oligopolistica.
Il grado di concentrazione è presente soprattutto nell’area Sanità, dove nel segmento sterilizzazione e strumentario chirurgico le prime due aziende raggiungono il 75,1%. Per forma giuridica l’attività è svolta per quasi i due terzi da S.p.A. Mentre la distribuzione regionale risulta piuttosto uniforme.
“Il numero delle aziende attive in Italia, come lavanderie industriali, è di poco superiore a 1000”.

TIPOLOGIA DEGLI OPERATORI
Nel settore sono presenti categorie di operatori con alcune caratteristiche particolari: pochi gruppi industriali e cooperativi; alcune aziende medio-grandi controllate da multinazionali; molte aziende medio piccole; mentre la tipologia prevalente è rappresentata da micro aziende che gravitano nell’area alberghiero e ristorazione.

CONTESTO SETTORIALE
Nel 2017 il fatturato dei servizi erogati dalle lavanderie industriali è stato di 1.622 milioni di euro, evidenziando una crescita (+2,7% rispetto all’anno precedente) grazie in particolare al miglioramento del quadro economico. I risultati delle tre aree sono stati positivi anche se differenti.
L’area Sanità nel 2017 si è attestata sui 765 milioni di euro (+0,8% rispetto al 2016): l’andamento positivo ma sostanzialmente stabile degli ultimi anni è legato al taglio che le leggi di bilancio hanno operato con l’attuazione della Spending Review che si concentra prevalentemente sulla spesa sanitaria. Nell’ambito sanitario, il segmento del lavanolo, in termini di giro di affari, fa l’asso pigliatutto ma anche i servizi di sterilizzazione dello strumentario chirurgico e quelli di sterilizzazione della biancheria hanno una crescita lieve ma costante.
L’area Alberghiero e ristorazione ha mantenuto nel 2017 il trend positivo degli ultimi anni realizzando un fatturato complessivo di 615 milioni di euro (+4,2%). La crescita è legata all’andamento positivo del settore turistico negli ultimi anni e alla ripresa economica in generale.
L’area Collettività e Industria nel 2017 ha raggiunto i 242 milioni di euro (+4,8%), influenzata positivamente sia da una sempre maggiore attenzione alla sicurezza dei processi produttivi che da un incremento della domanda di abiti da lavoro da parte delle aziende (sia di grandi che di piccole dimensioni): questo settore rimane comunque di nicchia rispetto ad altri paesi stranieri in cui i numeri sono molto più consistenti. Il 90,7% delle attività gestite prevede anche il noleggio della biancheria: le aziende al fine di aumentare il valore aggiunto dei servizi offerti investono nell’acquisto di biancheria.

La redditività del settore
Il 2017 ha evidenziato un peggioramento del margine operativo lordo (MOL) rispetto al 2016 legato al maggior peso degli acquisti e del costo del lavoro. L’anello debole è sempre rappresentato dalla riscossione dei crediti, i cui tempi, anche se negli ultimi anni in riduzione, rimangono sempre molto lunghi, soprattutto per chi lavora con la pubblica amministrazione, costringendo le aziende ad una elevata esposizione finanziaria.

Cosa dicono gli attori economici
Il direttore commerciale di Zucchetti, divisione automazione, Claudio raffaelli, a proposito della ricerca sottolinea, “noi siamo prevalentemente presenti sul mercato ospedaliero e solo negli ultimi anni ci siamo affacciati al settore alberghiero e della ristorazione. Il processo che va dalla preparazione dei pacchi alla consegna attraverso i camion è totalmente tracciato e automatizzato. Ci avvaliamo della tecnologia UHF (alta frequenza) che ci permette di individuare che cosa c’è in ogni pacco e la sua esatta collocazione durante la fase distributiva. In questo 2019 stiamo spingendo molto sulla crescita del settore alberghiero e della ristorazione che è quello che ha maggiori potenzialità di crescita; certo il servizio per il settore Horeca rispetto a quello del settore sanitario è meno standardizzato e più personalizzato. La prospettiva per i prossimi anni? Prevediamo una stabilizzazione se non una lieve decrescita per il settore sanitario (salvo che per la sterilizzazione) e un consolidamento per l’alberghiero e la ristorazione. Come precisato dalla ricerca l’anello debole del sistema sono i ritardi dei pagamenti della Pubblica amministrazione che in Europa in media sono di 50 gg. mentre in Italia sono molto più lunghi penalizzando enormemente le aziende”.

Alessandro Rolli Amministratore delegato di Kannegiesser Italia, che produce macchinari per lavanderie industriali e rappresenta una delle tredici filiali della casa madre distribuite per il mondo, precisa, “il nostro è un settore in cui c’è scarsa liquidità, i pagamenti della P. A. arrivano in grande ritardo soprattutto in riferimento ai tempi della fornitura, tanto è vero che l’Italia ha ricevuto alcuni richiami dalla UE. Nel nostro mercato c’è un’agguerrita competitività che per forza di cose riduce i margini di guadagno delle aziende, orientando le stesse sempre più a sviluppare i processi di automazione, tanto è vero che la digitalizzazione è interpretata sempre più come un’esigenza piuttosto che un’opportunità. I nostri clienti sono aziende private che forniscono un servizio sia per la sanità (circa il 40%) sia per HoReCa (circa il 60%), questo secondo settore è quello che fornisce qualche speranza in più di crescita. Non siamo ancora in grado di tracciare una prospettiva economica per il 2019 (a fronte di un 2018 molto buono) è assolutamente prematuro, consideri che stiamo smaltendo ancora le code degli ordini del 2018 con l’installazione dei macchinari in vista della nuova stagione estiva”.

Livio Bassan Amministratore delegato di Christeyns Italia, società belga che realizza prodotti e servizi per lavanderie, sostiene, “dal punto di vista del settore chimico il business negli ultimi anni si sta restringendo non solo perché segue l’andamento altalenante del turismo ma anche perché c’è in atto un processo che privilegia la fruibilità e la comodità del bene all’eleganza, siamo nel bel mezzo del “mordi e fuggi” così che, ad esempio, le tovaglie vengono sostituite dalla ben più spartana e inelegante carta. Il mercato dei chimici nelle lavanderie industriali a fatica raggiunge in Italia i trenta milioni di euro di fatturato e quindi stiamo parlando di un mercato molto ristretto, se poi si aggiunge che il prodotto chimico ha un impatto sui costi totali della lavanderia che oscilla tra il 2% e il 3%, il quadro risulta piuttosto eloquente. Se consideriamo che negli anni ’80, prima del grande avvento delle lavacontinua, per 1 kg di biancheria si consumavano 35 litri di acqua, oggi con le nuove macchine il consumo di acqua si è drasticamente ridotto (fino a raggiungere un consumo tra i 2 e i 3 litri) e di conseguenza si è ridotto in rapporto anche l’uso dei detergenti utilizzati. In un mercato ristretto, molto competitivo per potere prevalere sugli altri bisogna essere molto innovativi, tanto è vero che abbiamo messo sul mercato detergenti compatibili con programmi di lavaggio a bassissime temperature che oltre al risparmio energetico allungano la vita dei tessuti; le lavanderie industriali se vogliono competere e non soccombere sul mercato devono innovarsi nella qualità, questa è l’unica chiave vincente”.

Cosimo Corleone dell’azienda Montanari di Modena, che si occupa di produrre sistemi di automazione per le lavanderie industriali, rileva, “noi ci occupiamo di mettere in comunicazione tutte le macchine, dalla fase di lavaggio agli essiccatoi, fino alle linee di stiro all’interno di un’azienda. Produciamo tutti i sistemi di connessione, dai nastri ai sistemi di confezionamento, dalla cernita alla selezione della biancheria, fino alla gestione da remoto attraverso software di tutta la movimentazione. I dati per noi molto rilevanti che hanno una ricaduta sui nostri livelli produttivi, sono principalmente quelli in ambito turistico e in particolare è piuttosto indicativo, ad esempio, il numero di passeggeri del traffico aereo in Italia che peraltro è in continua crescita, perché necessariamente aumentando il volume turistico anche le lavanderie industriali hanno necessità di accelerare le procedure di lavaggio con una spinta al sistema di automazione diventando sempre più competitive sul mercato. Un altro dato piuttosto importante è, ad esempio, quello della permanenza di una persona in un hotel, che sta progressivamente diminuendo e quindi le lavanderie dovranno lavorare molto di più, verificandosi così una crescita per tutto il settore. Forniamo lavanderie che sono maggiormente presenti nel settore turistico ma in misura minore siamo presenti anche nel settore ospedaliero e nella trattazione degli abiti da lavoro. Per noi il 2019, almeno per i primi mesi è un anno molto buono, principalmente per due aspetti molto importanti, da un lato, la Fiera EXPOdetergo International dell’ottobre 2018 che ha contribuito a creare un’ottima rete relazionale e che sta portando ad un incremento degli ordini; in secondo luogo, gli incentivi sanciti dalle ultime leggi di bilancio hanno permesso investimenti effettuati soprattutto all’insegna dell’automazione e dell’innovazione tecnologica dei processi produttivi.

Marco Sancassani responsabile marketing della divisione apparecchiature di Ecolab Italia, che realizza prodotti e servizi per lavanderie sostiene, “l’andamento che possiamo mettere in luce è quello di un mercato più maturo, connotato da una forte presenza artigianale e molto legato alle lavanderie di carattere familiare. Un processo che a regime porterà le lavanderie ad una gestione sempre più di carattere imprenditoriale e questo lo notiamo anche in un significativo miglioramento, ad esempio, dei giorni di pagamento dei crediti (con soggetti privati). Per quanto riguarda il 2018 c’è stata una buona crescita (mentre per primi mesi del 2019 c’è una lieve contrazione) grazie all’acquisizione di nuovi clienti e in particolare attraverso l’innovazione di alcuni prodotti immessi sul mercato. In particolare l’incremento si è avuto con il settore dell’ospitalità mentre fa registrare una stagnazione il settore ospedaliero. Qualche segnale interessante è dato dal settore degli abiti da lavoro anche se in Italia è ancora in fase embrionale.”

 

di Marzio Nava

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Tel. 02 39314120 – expo@expodetergo.com

 

DETERGO

MAGGIO 2019

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