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ITALIANI DI TALENTO — Cursano, top-manager della ristorazione dice il suo sì a “Notate la differenza?”

Solo tessuto e niente monouso: a Firenze il sostegno alla campagna lanciata da EXPOdetergo International e Assofornitori trova un testimonial prestigioso, presidente di Fipe Toscana. E’ l’imprenditore che lascia il suo segno vincente sia nello storico caffè Paszkowski che nel Kome, ristorante che coniuga cucina giapponese e Made in Italy. “Ma ora – dichiara – la politica deve premiare chi promuove l’eccellenza tutelando l’Ambiente”  

20151127_123632-1“Notate la differenza?” uguale a Made in Italy.

Anzi, “Notate la differenza?” campagna pro-tessile che oggi attualizza il Made in Italy, ne sintonizza i valori con i bisogni e i linguaggi di questo terzo millennio ormai avanzato.

Tutti conti che sono tornati nel modo più indovinato lo scorso dicembre quando a Firenze si è tenuto il convegno “Aumento della carta nel turismo e nella ristorazione, bene o male?”, proposto da Consorzio Lavanderie Toscane, Confesercenti e Assosistema (ne diamo ampio servizio in altra parte di questo stesso numero di Detergo).

Nell’occasione, oltre ai numeri che, grazie a una ricerca di Ambiente Italia, dimostrano in modo schiacciante la superiorità ecologica del tessuto sulla carta, hanno avuto molto valore anche le voci. Fra le più autorevoli spiccava quella di Aldo Mario Cursano, presidente di Fipe Toscana, associazione che rappresenta i pubblici esercizi, vivamente sollecitata dal proprio numero uno a “convertirsi” integralmente a quel tessuto di cui si fa promotrice anche la campagna lanciata da EXPOdetergo International e Assofornitori.

20151121_214942“Certo che io noto questa differenza – esordisce con la consueta verve Aldo Cursano – e caldeggio proprio per questo che ne facciano tesoro anche tutti i ristoratori ed esercenti”.

“I motivi sono molteplici, e di varia natura – continua il presidente Cursano – ma io ne voglio indicare uno che trovo particolarmente congruo ed efficace. Lo si ritrova in una delle definizioni che ritengo più calzanti per spiegare cos’è la ristorazione italiana. E’ quella che viene chiamata la casa fuori casa, gioco di parole grazie a cui ci accostiamo a quella totale identificazione di valori fra il mangiare in sala da pranzo o al ristorante. In entrambe le tavole si respira aria di famiglia, perché si ritrovano piatti della nostra tradizione, che 20151121_214900testimoniano di una cultura, e non solo di un sapere enogastronomico. Questo è il mangiare italiano che si è imposto, come esperienza totale, in tutto il mondo, apprezzato per la varietà inarrivabile delle specialità e dei menù, ma anche per il contesto in cui viene servito”.

“E’ lampante – precisa a questo punto il presidente Cursano – che in tale contesto un tovagliato in tessuto è come una firma indispensabile, in cui leggiamo Made in Italy, lo si usi indifferentemente per una trattoria in aperta campagna o per un ristorante in centro storico. Da qui il mio appoggio incondizionato a una campagna come Notate la differenza?”.

20160109_133128Il prestigio del testimonial è indiscutibile, visto che parliamo di uno dei più quotati imprenditori toscani della ristorazione, lo stesso a cui a Firenze si fa riferimento la gestione di un locale storico come il Caffè Paszkowski, ma anche per quella avveniristica di Kome, quotatissimo locale che, all’interno di un palazzo settecentesco, propone con enorme successo il connubio della cucina italiana e di quella giapponese, giocate nelle tre forme nipponiche dell’Izakaya, del Kaiten e del Bbq.

Grazie a trentacinque anni di una carriera iniziata da giovanissimo, Cursano si propone con l’autorevolezza di chi sa, consensi e fatturati alla mano, cosa significa promuovere il Made in Italy nella ristorazione del XXI secolo. “Sono tutte scelte e percorsi che però – chiarisce il presidente di Fipe Toscana – non possono essere ignorate in eterno dai palazzi della politica. Se un ristoratore sceglie il tessuto, che inquina molto meno del monouso, oltre a rappresentare più degnamente le tradizioni italiane, non può, rispetto al gestore di un fast food, pagare di più in lavanderia e versare la stessa percentuale in imposta sui rifiuti. Quei 18mila euro di tasse ambientali, che costituiscono la media per un locale toscano, equivalgono alle retribuzioni su base annua di due apprendisti, vogliamo favorire la loro assunzione da parte di chi sposa la causa del Made in Italy?”.

20160109_132834“Ma sono principi così chiari – conclude Aldo Mario Cursano – che diventa quanto meno naturale riprenderli e cercare in ogni modo di farli prevalere per il bene di un intero, fondamentale indotto costituito da accoglienza turistica, ristorazione e lavanderia. Di certo, se arriveremo presto a risultati importanti, sarà merito anche di una fiera come EXPOPdetergo International e di un’associazione come Assofornitori, solo da lodare per come hanno lanciato sulla rivista Detergo la campagna Notate la differenza?”.
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di Stefano Ferrio

Rivista Detergo Gennaio 2016

 

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