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INTERVISTE – Marchetti, nuovo presidente di Assosistema “Lavanderie industriali, una risorsa per la società”

Nell’assumere la massima carica associativa, il consigliere di Servizi Italia, punta a un dialogo sempre più virtuoso con le istituzioni. Nel segno dell’Ambiente e dell’occupazione

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Bresciano, 52 anni, consigliere di amministrazione di un gruppo leader come Servizi Italia, dopo essere stato amministratore delegato dell’azienda di famiglia, la Padana Everest. E’ questo l’identikit di Marco Marchetti, nuovo presidente di Assosistema (l’Associazione che rappresenta le imprese operanti nel settore della sicurezza sui luoghi di lavoro e dei dispositivi tessili e medici riutilizzabili), eletto la scorsa estate come successore, per il prossimo quadriennio,
di Maurizio Genesini.

Complimenti per l’elezione, presidente. Cosa si aspettano da lei i soci che l’hanno appena eletta?
“Si aspettano continuità con il modo in cui sono stato vicepresidente, perché quello era il mio biglietto da visita al momento dell’elezione”.

Ciò rimanda a una profonda conoscenza del settore, e dell’associazione, che lei dimostra di avere di fronte ai suoi elettori.
“Ho sempre inteso Assosistema come una realtà associativa molto dinamica, caratteristica intrinseca se pensiamo che è finalizzata allo sviluppo di aziende di ogni dimensione: grandi, medie e piccole; dalle multinazionali alle imprese a conduzione familiare”.

E cosa le può accomunare nel sentirsi ognuna parte viva di Assosistema?
“La predisposizione al nuovo, una condivisa cultura della sintonia con un mercato che da decenni non è più rigido, ma soggetto a continui cambiamenti. Con la conseguenza che essere competitivi su questo mercato significa per tutti, non solo nelle lavanderie industriali, essere più visibili e propositivi rispetto al passato. Assosistema diventa allora un punto di riferimento indispensabile nel fornire un quadro costantemente aggiornato della realtà economica, culturale e commerciale in cui oggi ci si muove”.

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• Nell’assumere una carica istituzionale così importante, si sarà probabilmente voltato indietro, indirizzando lo sguardo al percorso che l’ha portata fino a qui. Quale impressione ne ha ricavato?
“Credo di avere seguito un percorso esemplare. Sono partito assieme ai miei fratelli nell’azienda di famiglia creata da mio padre Angelo, la Padana Everest, che nel
Bresciano aveva inventato un servizio di lavaggio a secco centralizzato in grado di fornire vari punti del territorio.
La crescita è stata tale da passare alle dimensioni e ai servizi di una lavanderia industriale dove, quasi senza accorgercene, siamo diventati tutti parte di un consiglio di amministrazione. Un’esperienza formativa straordinaria e insostituibile”.
• Con quale obbiettivo?
Quello di diventare una società altamente specializzata nel settore sanitario. E così è stato, con due stabilimenti dedicati e una centrale di sterilizzazione specializzata nella fornitura e noleggio di tessuti tecnici riutilizzabili, i cosiddetti TTR, e nella sterilizzazione di strumentario chirurgico.
• Poi, è stato il momento di prendere decisioni importanti.
“Certo, lo sviluppo, l’analisi dei mercati e del giusto dimensionamento delle imprese rispetto ai mercati stessi sono stati tali da portarci a fare delle scelte importanti condivise.  Come quella di concentrare l’attività del settore turisticoalberghiero e delle strutture assistenziali nella società di famiglia Padana Emmedue, accompagnando il settore sanitario verso l’acquisizione e fusione da parte di un gruppo importante come Servizi Italia, dove opero come consigliere
di amministrazione. Anche questo ritengo sia un importante segno di continuità nel rinnovamento”.
Passato, presente e futuro si intrecciano spesso nel suo discorso. Non è così normale in un’epoca dove tutto sembra doversi bruciare in una specie di perpetua, ma anche inafferrabile, attualità.
“Ma per tenere vivo un bene irrinunciabile come la curiosità intellettuale, è invece necessario coltivare uno sguardo il più possibile prospettico. Me ne rendo conto anche quando accosto mondi diversi dal nostro. Come giorni fa, quando ho visitato la cucina gestita da un famoso chef sulla riviera adriatica: insieme a lui, venti dipendenti facevano funzionare a meraviglia ogni meccanismo di quella realtà, dimostrando di possedere memoria di certe tradizioni e ricerca storica delle materie prime, oltre a una necessaria ed efficace apertura al nuovo”.
• Applicato al mondo della lavanderia industriale, ciò cosa può significare?
“Entrare in profonda sinergia con la società, sia nelle piccole realtà artigiane, che nelle grandi strutture industriali. A tale proposito, anche le lavanderie sanno di dover svolgere un proprio, preziosissimo ruolo nella tutela dell’Ambiente, e nel perseguimento di obbiettivi importanti come la sicurezza sul posto di lavoro e il risparmio energetico”.
• Lavanderie industriali viste dunque come soggetti sociali sempre più visibili e riconosciuti.
“Solo in questo modo chi le rappresenta, a cominciare da Assosistema, può dare il giusto rilievo anche a certe risorse che le lavanderie oggi sono in grado di garantire per il bene loro e della società in cui operano”.
• A cosa si riferisce?
“Penso soprattutto al lavoro regolare e stabile che, in anni difficili come questi, le imprese di Assosistema riescono a garantire al personale appartenente alle fasce sociali più deboli e fra le più colpite dalla disoccupazione. Le istituzioni ne possono solo fare tesoro e Assosistema possiede l’autorevolezza con cui rammentarlo”.

 

Detergo Rivista

Ottobre 2016

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