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EXPOdetergo 2018 — La ricerca — Manutenzione del tessile, servizio sociale

La ricerca del Cerved presentata in Fiera evidenzia la presenza diffusa in tutta Italia di lavanderie artigiane e industriali accomunate da trend come gli investimenti tecnologici, la tutela dell’Ambiente e le soluzioni personalizzate*

 

Un mondo in continua evoluzione che offre un servizio irrinunciabile per le famiglie, ma anche per settori come la sanità, il turismo, la ristorazione, l’industria.

Dalle lavanderie di quartiere, che rispondono alle esigenze di single e famiglie, a quelle industriali, che garantiscono i rifornimenti di biancheria pulita e sicura per ospedali, ristoranti e alberghi: i servizi di lavanderia e stiro sono una realtà su cui magari non ci si sofferma spesso, ma costituiscono un business importante – 3,5 miliardi di euro di fatturato, con previsioni di crescita soprattutto per la lavanderia industriale – gestito da professionisti preparati che svolgono il loro compito grazie a tecnologie sempre più avanzate e sempre più “green”.

Un’analisi dettagliata di questa realtà è stata presentata a EXPOdetergo International 2018 da Cerved, il più grande Information Provider in Italia e una delle principali agenzie di rating in Europa.

Lavanderie artigiane

Che si tratti dell’abito da sposa, di un capo particolarmente delicato, di tessuti pregiati o anche solo di comunissime camicie che nessuno ama stirare, la lavanderia è un servizio di cui nessuno di noi può fare a meno. Presenza fissa di ogni quartiere, sia nelle aree metropolitane che nei piccoli centri, ma anche in tutti i centri commerciali, le tintorie e lavanderie tradizionali in Italia sono in un numero compreso tra 12mila e 14mila,  con una concentrazione maggiore al nord.

Per cosa ci si rivolgiamo alle lavanderie? Per i pantaloni (59%), i cui tessuti spesso richiedono il lavaggio a secco, le camicie (48%), croce e delizia di ogni casalinga, ma anche gli abiti (38%), soprattutto quando sono i più delicati e preziosi.

Da sinistra: Luca Mangili, Global Account e Carmine Iuliano, Marketing Solutions – Research, CX and Analytics del Cerved

Si tratta di strutture tendenzialmente snelle, che hanno nella gran parte dei casi un solo dipendente, nate in circa il 30% dei casi prima del 2000 e con un numero di macchinari presenti pari a 2,4. Lavaggio a secco e ad acqua sono i servizi principali, forniti praticamente dalla totalità degli esercizi. Ma oggi l’offerta va oltre: dal più classico servizio di stiro a mano fino ai servizi di igienizzazione e sartoria per arrivare al servizio a domicilio (25% su totale campione e 44% tra le aziende con più di 3 dipendenti)

Acquistare nuove tecnologie è solo la base per rinnovare la propria attività e renderla competitiva, per questo la formazione professionale è fondamentale: quasi la metà degli intervistati ha partecipato a giornate di aggiornamento professionale organizzate da produttori e/o fornitori – fenomeno più frequente tra le aziende più strutturate e tra quelle aperte tra il 2000 e il 2009 e 2/3 delle aziende ritiene molto o abbastanza utile l’organizzazione di incontri a tema con produttori e fornitori di attrezzature, accessori e detergenti.

L’innovazione, molto diffusa nelle lavanderie industriali, non è ancora “esplosa” nelle lavanderie artigiane: sono una piccolissima fetta di mercato le lavanderie che utilizzano tecniche di lavaggio a secco innovative alternative al tradizionale percloro, che sembra essere più  sviluppato tra le realtà che contano più di 3 dipendenti.

Lavanderie industriali

La lavanderia non è solo il negozio di quartiere che abbiamo tutti presente. Le lavanderie industriali in Italia sono 1174, generano un giro di affari di 1622 milioni di euro e intorno a loro ruota l’efficienza di settori strategici della nostra economia come la ristorazione, il turismo, la pubblica amministrazione (scuole, ospedali, mense…). Sono aziende per il 40% localizzate in tre sole regioni: Lombardia (15,7% del totale), Lazio (13,7%) e Campania (11,5%).

Livio Bassan, Presidente EXPOdetergo International

Si tratta di realtà che non solo si occupano solo del lavaggio, ma che spesso gestiscono il noleggio di biancheria piana (il 90,7% delle attività ha scelto di investire in acquisto di biancheria), abiti da lavoro, materassi e guanciali, persino set sterili per sala operatoria.

                                                                              Sara Manfredini, Analyst Marketing Solutions – Cerved

Ogni giorno centinaia di migliaia di lenzuola, tovaglie, divise da lavoro vengono trattate, igienizzate, riconsegnate da queste aziende in molti casi super-strutturate (il 59% è costituito da società di capitali) e automatizzate che offrono un servizio chiavi in mano che va dal ritiro della biancheria sporca fino alla riconsegna di quella pulita. Un settore che, secondo l’analisi di Cerved, potrà trovare opportunità di crescita nuova linfa grazie diverse varianti: il trend positivo del settore turistico in Italia, lo sviluppo di servizi integrati e la maggiore diffusione di dispositivi tessili in ambito sanitario, ma anche le sempre più numerose normative in materia di sicurezza che stanno favorendo la diffusione dei servizi di noleggio, trattamento e ricondizionamento degli abiti da lavoro. Di sicuro aiuterebbe inoltre la riduzione dei tempi di pagamento della PA i cui tempi lunghi, insieme ai tagli alla sanità e alla diffusione del monouso sono i rischi principali cui il comparto deve prestare costante attenzione. •

*Chi fosse interessato all’acquisto delle ricerche del settore “lavanderie industriali” e “lavanderie artigiane” può rivolgersi agli uffici di Expo Detergo S.r.l.: Tel. 02 39314120 – e-mail: expo@expodetergo.com

Rivista Detergo Novembre 2018

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