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EVENTI – La pista del Mugello porta ai tesori del Tessile — Imprese di sanificazione, partner indispensabili per l’indotto dell’accoglienza turistica

Il convegno promosso da Assofornitori e Assosistema nell’autodromo toscano ha fatto registrare un tutto esaurito di addetti ai lavori e amministratori locali. In un tripudio di Made in Italy che non lasciava fuori né Giotto né le moto da gran premio.

Un grande risultato, dovuto all’autorevolezza con cui le due associazioni si battono a favore del riciclabile e contro il monouso, raccogliendo risultati concreti, espressi da ricerche scientifiche, sondaggi e buone pratiche adottate non solo dalle imprese, ma anche da virtuose amministrazioni locali

La pista del Mugello  porta ai tesori del Tessile

“Personalmente io sono fiero di essere nato nello stesso paese di Giotto”. La frase è di Marco Chiari, giovane dirigente di quella Chi-Ma che a Scarperia dà lustro alla grande “scuola” della lavanderia fiorentina. Pronunciate nel corso di “Prendi la pista giusta, per un futuro migliore ci vuole stoffa!”, convegno proposto all’autodromo del Mugello da Assofornitori e Assosistema, sono parole che centrano nel modo più efficacie moventi e obbiettivi dell’iniziativa, nata attorno a un’idea semplice quanto vincente: fondare su una tradizione unica al mondo, artistica e artigianale, le basi di un futuro ancora da leader globale inattaccabile per un settore trainante del Made in Italy come il Tessile, strettamente connesso alle sorti delle imprese di lavanderia industriale che si prendono cura della sua manutenzione e sanificazione. Condizione affinché ciò accada, la promozione e diffusione del tessile riciclabile a scapito del monouso, in settori cruciali quali sono l’accoglienza turistica e l’assistenza sociosanitaria: “Use & Reuse”, come recita il titolo della campagna divenuta biglietto da visita di Assosistema.

In quell’iniziale citazione di Vicchio, paese natale di Giotto e di una famiglia Chiari che da tre generazioni è protagonista nell’economia dell’intero territorio, si condensa, luminoso e attrattivo, tutto l’appeal emanato dall’evento, a cui hanno risposto puntualmente centinaia non solo di addetti ai lavori, ma anche di rappresentanti delle istituzioni. Gli uni e gli altri si sono ritrovati in una location di straordinario fascino come la sala stampa dell’autodromo fiorentino del Mugello, dove hanno fatto lontana eco agli interventi i “ruggiti” delle moto da corsa impegnate in sessioni di prova. Per cui si toccava quasi con mano la soddisfazione delle aziende che hanno sostenuto l’iniziativa: Christeyns, Gastaldi, Jensen, Kannegiesser, Masa, Montanari, Nuova Folati, Parotex e Telerie Gloria.

“E’ un rombo di motori piacevole, che sa di lavoro manuale e alta ingegneria, e quindi di Italia, questo che oggi ascoltiamo in sottofondo” esordisce Mauro Marchetti, presidente di Assosistema, nel suo intervento introduttivo. E continua: “E’ una colonna sonora perfetta per accompagnare il nostro racconto, ispirato dai successi e dalle prospettive di un indotto nazionale della lavanderia che attualmente fa registrare un fatturato annuo complessivo di 4.200 milioni di euro, garantendo occupazione a 35mila lavoratori, il cui 62% è composto da donne”.

Marchetti prende spunto da questi dati per rammentare l’autorevolezza dell’associazione di categoria che rappresenta, non a caso committente della fresca ricerca attorno a cui ci si ritrova al Mugello, svolta a largo spettro dall’Isnart – istituto nazionale delle ricerche turistiche – sul gradimento riservato oggi ai servizi di sanificazione e noleggio del tessile (ne trattiamo diffusamente nel successivo articolo). “E’ un’indagine che, con il fondamentale sostegno di Assofornitori, esprime nel modo più incisivo la politica perseguita da Assosistema nell’ultimo decennio – rileva il presidente – mirata a una trasparenza totale di pensiero e di metodo. La stessa in base a cui possiamo dire all’intera comunità civile, non solo al nostro mercato, perché il tessile e non la carta. Ne consegue la cultura di impresa grazie a cui le lavanderie dei nostri giorni proteggono e sanificano ogni giorno milioni di capi tessili, ognuno contraddistinto dalla tracciabilità integrale del proprio percorso: dal ritiro alla consegna, attraverso operazioni di lavaggio, asciugatura e stoccaggio finale”.

E’ palese il ruolo insostituibile svolto in questi percorsi virtuosi dalle aziende di Assofornitori che, come rivela il nome, “forniscono” alle lavanderie macchine, prodotti e servizi grazie a cui trattare e sanificare un tessile destinato al maggior numero di usi possibile. Al Mugello lo rimarca nel proprio intervento Matteo Gerosa, vicepresidente di Assofornitori. “All’interno di un mercato profondamente evoluto, le nostre aziende – rammenta Gerosa – sono chiamate a “fornire” alle lavanderie non solo macchine e tecnologia, ma anche un altrettanto preziosa, insostituibile disponibilità al dialogo e alla condivisa individuazione di obbiettivi”.

“Fra questi obbiettivi – prosegue Gerosa – uno dei principali consiste nella promozione del tessile, resa impellente da un impoverimento della qualità del servizio nel settore dell’accoglienza turistica, dovuto all’utilizzo di un prodotto monouso non solo meno confortevole, ma anche, e soprattutto, reso meno sicuro a causa dai minori controlli. Quando invece l’adozione del tessile ripaga in termini integrali quanto a tutela ambientale, minore inquinamento, occupazione, valorizzazione del migliore Made in Italy”.

Sono parole che richiamano i numeri inoppugnabili espressi da una ricerca che Ambiente Italia ha svolto confrontando l’uso del tessile e del monouso nei medesimi contesti, con esiti che a favore del primo dicono -53% di riscaldamento globale, -45% di smog, -95% di eutrofizzazione delle acque. -28% di acidificazione del terreno, oltre ai volumi enormemente inferiori occupati dai relativi rifiuti nelle discariche.

Su questi dati e trend si è sviluppato il confronto che, aperto ad addetti ai lavori e rappresentanti delle istituzioni, ha concluso la prima parte del convegno, magistralmente condotto da Luigi Monfredi, vicecaporedattore del TG1. Rilevante la testimonianza prodotta da Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e Sanpiero, comune toscano che nel 2015 ha introdotto la buona pratica della riduzione della Ta.Ri. riservata alle strutture commerciali che utilizzano i tessili al posto dei prodotti usa e getta. L’esempio di questo centro del Mugello ha attivato osservazioni e testimonianze  espressi sul tema da altri amministratori: Monia Faltoni, assessore al bilancio del comune di Prato, noto distretto tessile che punta al riciclo perpetuo dei rifiuti generati dall’indotto; Filippo Giovannini, sindaco di Savignano sul Rubicone, provincia di Forlì-Cesena, e Fabrizio Trivella, imprenditore della lavanderia, nonché sindaco di Talamona provincia di Sondrio.

Visioni di un Made in Italy da cui poi approdare con naturalezza alla grande cucina toscana doviziosamente ammannita a tutti i presenti da uno chef stellato come Paolo Gramaglia.

                                                                                                                          Stefano Ferrio

 

Imprese di sanificazione, partner indispensabili per l’indotto dell’accoglienza turistica

 Presentata al convegno del Mugello la ricerca che l’Isnart ha svolto per Assosistema sulla soddisfazione del servizio garantito dalle lavanderie ad alberghi, villaggi turistici e ristoranti. Una relazione che riguarda oltre il 70% delle strutture recettive italiane

La sessione pomeridiana del convegno “Prendi la pista giusta. Per un futuro migliore ci vuole stoffa!” è cominciata con la presentazione dei risultati dell’indagine Isnart “La soddisfazione del servizio relativo alla sanificazione, consegna, ritiro e noleggio del tessile”, che Assosistema ha commissionato all’Istituto di Ricerche nell’ambito del progetto di riposizionamento dei servizi alberghieri integrati. Elena Di Raco, Responsabile Ricerche Isnart, ha ripercorso gli spunti più interessanti emersi dall’indagine che è stata condotta nel corso del 2016 con interviste telefoniche alle imprese ricettive (alberghi e villaggi turistici) e a 1000 ristoranti.

“Nel quadro dei servizi dati in outsourcing dalle imprese turistiche, quello della sanificazione assume un ruolo centrale: rivolgersi al di fuori della propria impresa per questi servizi è, infatti, una pratica comune al 70,9% delle imprese alberghiere e ristorative italiane. Non si rivolgono, pertanto, a servizi esterni ma svolgono internamente la sanificazione il 27,9% degli hotel, il 44,7% dei villaggi turistici, ed il 22,7% dei ristoranti (in media il 28,9% delle imprese alberghiere e ristorative) – ha detto Elena Di Raco. – Negli ultimi 5 anni il trend di utilizzo delle imprese di sanificazione da parte delle strutture alberghiere e ristorative appare complessivamente stabile per l’80% delle imprese turistiche, ma si rileva al contempo una sacca di crescita riferita dal 12,3% delle imprese alberghiere e ristorative”.

“Il 7,7% del complesso delle imprese turistiche considerate – continua Elena Di Raco – dichiara, invece, una diminuzione nel loro utilizzo, in particolare tra i villaggi turistici (15,8%) che si caratterizzano, infatti, come tipologia che gestisce tali servizi internamente. Per le imprese che indicano un trend di calo nel ricorso alle imprese di sanificazione le motivazioni più diffuse sono da ricondursi alla crisi economica, e a una conseguente diminuzione della clientela che permette di gestire in misura più economica il servizio internamente”.

Per quanto riguarda le forniture offerte, le imprese di sanificazione mettono a disposizione delle strutture alberghiere e ristorative la fornitura di lenzuola e cambi per i letti (87,3%), asciugamani e spugne (78,4%), tovaglie (70,9%) e tovaglioli (67,4%), parure da bagno (30,7%) o altriaccessori (23,4%). La sanificazione di divise (17,5%), il rifacimento delle camere (16,5%) o la pulizia dei materassi (15%) risulta invece un’offerta più specializzata e meno diffusa.

Le imprese turistiche richiedono alle imprese di sanificazione caratteristiche di servizio che suggellano quasi un patto di fiducia: la garanzia nella puntualità del ritiro quotidiano (42,9%), la flessibilità nella prestazione del servizio (41,1%), la ricerca di soluzioni personalizzate (23%). Ben il 16,6% delle imprese richiede la gestione on-line del servizio (il 20,6% dei villaggi turistici). Tra gli altri servizi si richiede quello di rifacimento camere (9,8%), di fornitura di accessori bagno (5,4%) e di guardaroba (3,7%).

”Un processo di fidelizzazione consolidato, dunque, che si sta anche evolvendo anche verso la gestione on-line del servizio, quale strumento di velocizzazione delle tempistiche e di automatizzazione – ha continuato la Di Raco. – Molto elevato il livello di soddisfazione delle imprese turistiche rispetto ai servizi di sanificazione, pari a 8,3 (in un giudizio tra 1 e 10) ma soprattutto molto diffuso: 9 operatori su 10 hanno dichiarato un giudizio superiore a 7. La tipologia di servizio maggiormente soddisfacente si rileva nel complesso per i servizi di sanificazione (8,5) e per il trasporto (8,4), con giudizi dovuti sia agli hotel che ai ristoranti. I villaggi si distinguono ancora per giudizi elevatissimi relativi al guardaroba (9,2) e alla sanificazione (9,1)”.

Negli ultimi anni si sta assistendo al processo di sostituzione del tessile con la carta, una dinamica che sta coinvolgendo oltre 1 impresa su 5 (21,1% delle imprese turistiche), soprattutto diffusa tra i villaggi turistici (30,9%) e i ristoranti (23,7%) più che tra gli hotel (19,7%). Tra le stesse strutture alberghiere, sono le residenze turistico alberghiere le imprese che stanno orientandosi all’utilizzo più diffuso della carta (22%). “Si tratta in termini generali di una scelta dovuta alla praticità ed al risparmio piuttosto che ad una insoddisfazione verso la fornitura e l’utilizzo di tessuti, un vantaggio economico e di comodità d’utilizzo”, ha concluso la Di Raco. I risultati dell’indagine Isnart sono stati lo spunto per sviluppare il dibattito della tavola rotonda cui hanno partecipato Barbara Casillo, Direttore di Confindustria Alberghi, Aldo Cursano, Presidente di Fipe Toscana e Fulvio Farnesi, Presidente di Federconsumatori Toscana.

“Negli ultimi anni il settore turistico in Italia ha affrontato una crisi durissima – ha detto Barbara Casillo, Direttore di Confindustria Alberghi – che sta ora riprendendo grazie alle affluenze internazionali. Le esigenze dei turisti stanno cambiando a favore di un approccio “esperenziale”, tramite il quale il cliente dell’albergo apprezza tutto ciò che dà emozione. Il tessile è sicuramente uno degli aspetti che danno maggiore valore a questa esigenza e che contribuiscono all’immagine dell’impresa ricettiva. Il tessile è un elemento fisiologico ed è parte integrante del processo produttivo delle nostre aziende che tengono ad offrire ai propri clienti solo prodotti di qualità”.

“Lo stile è un elemento identificativo del nostro Paese – ha aggiunto Aldo Cursano, Presidente di Fipe Toscana – La tavola e il tovagliato fanno la differenza in questo senso. Dobbiamo preservare il valore del nostro modello. Ma per fare ciò non basta l’impegno dei privati, occorre la condivisione delle istituzioni e bene vengano in quest’ottica elementi quali i sistemi premiali e la defiscalizzazione”.

“La sostenibilità dev’essere una scelta collettiva perché tutti noi siamo anche consumatori – ha commentato Fulvio Farnesi, Presidente di Federconsumatori Toscana – e la qualità deve esser vista come un fattore di competitività per le imprese e per la società. La tracciabilità della filiera, attraverso il controllo e il monitoraggio della qualità, è un bene per tutti che ognuno di noi dovrebbe pretendere nel momento in cui usufruisce di un bene o di un servizio”.

Al temine della tavola rotonda, Maurizio Genesini, PastPresident di Assosistema, è intervenuto per raccontare il percorso che hanno fatto le aziende di Assosistema negli ultimi anni: “Le imprese del settore hanno fatto un grande lavoro per migliorarsi e per modificare il modo in cui erano percepite all’esterno. Le aziende hanno, infatti, investito tutti i propri guadagni in ricerca e innovazione, dando dimostrazione di saper interpretare la capacità di cambiamento e dare risposte concrete al Paese. Hanno prodotto un modello di responsabilità imprenditoriale ma non intendono fermarsi, altresì continuare in questo processo di miglioramento e di efficientamento della propria organizzazione insieme all’Associazione”.

In conclusione dei lavori, Marco Marchetti, Presidente di Assosistema, ha ringraziato tutti i partecipanti al convegno ed espresso la propria soddisfazione per gli spunti interessanti emersi dai dibattiti e dagli interventi dal pubblico, che confermano il successo di tali iniziative e la volontà di continuare a sviluppare sinergie comuni e fare sistema con Assofornitori e tutti gli stakeholders coinvolti.

                                                                                 Laura Lepri                                                                            

 

Rivista Detergo – Giugno 2018

 

 

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