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COVER STORY — Nella mappa del tesoro dove c’è “stoffa” trovi A13

 

Il Clean Show di Las Vegas ha confermato le dimensioni globali acquisite da questo brand italiano di assoluta eccellenza quanto ad accessori e ricambi per lavanderie.

Una capacità di leggere il mercato certificata da un catalogo universale: quattordicimila articoli in tutto, di cui ottomila realizzati in proprio, come le imbottiture da stiro, destinate in ogni angolo del pianeta.

Una condizione di eccellenza maturata collaborando continuamente con aziende che in A13 trovano, attraverso test e ricerche, la soluzione di qualsiasi problema tecnologico. Ad esempio per uno stiro senza frontiere, applicato in modo impeccabile alle sedie da teatro come ai polsini da camicia.

 

Dove c’è “stoffa”, trovi A13. Stoffa come tessuto di pregio. E “stoffa” come qualità nel modo di trattarlo.
Succede da trentatré anni, dal 1984 in cui prende il via una storia d’impresa altamente spettacolare. Il cui titolo è A13.
Ragione per cui a Las Vegas li riconoscevi dalla mappa, i visitatori attratti dalla stoffa di A13, brand mondiale degli accessori e della ricambistica per lavanderia.
Era la mappa che, in tutto simile alla copertina del numero di Detergo ora nelle vostre mani, era stata inviata a loro, come a centinaia di altri destinatari, utilizzando i grandi numeri del servizio mass mailing, e spuntava fuori da varie tasche per essere consultata fra piazzole e padiglioni del Clean Show 2017. Dove la meta era un’Isola del Tesoro degna del magnifico romanzo ottocentesco di Robert Louis Stevenson, considerando che solo lì, nello stand 2579 della grande fiera americana, avrebbero trovato accessori assolutamente simili a dobloni d’oro nell’economia di una lavanderia dei nostri giorni. “Stoffa” del più puro e intramontabile Made in Italy, affidata alle cure dei trentadue dipendenti di A13, suddivisi tra stabilimento di Legnaro, nel Padovano, e uffici commerciali di Milano e San Giovanni in Persiceto. Mappa alla mano, a Las Vegas se ne è reso conto anche mister Henry, inglese arrivato fin dall’Essex per scoprire quanto, di nuovo o di già noto, poteva tornargli utile per l’immediato futuro della propria azienda: qualcosa di unico e insostituibile da pescare poi in quella Bibbia della lavanderia a secco che è il catalogo A13, dove quattordicimila articoli, ognuno con il suo codice, spiegano cosa può essere necessario in tema di imbottiture, manometri, aspiratori, elettrovalvole, ferri da stiro, guarnizioni, e quant’altro trova posto nei trentacinque capitoli di questo stupefacente libro mastro. Pagine e numeri tendenti a costante aumento, considerando come le tre sedi di A13, fabbrica padovana, sede milanese e filiale bolognese, siano in connessione permanente tra loro e con ogni angolo del pianeta, interagendo con operatori interessati ai circa ottomila articoli di magazzino che A13 produce in proprio, così come agli altri seimila distribuiti.
Brillantissima idea, dunque, questa della mappa, che A13 replicherà in prossime fiere, come il Gulf Laundrex-EXPOdetergo International di novembre, a Dubai. Idea non solo utile a mister Henry una volta che si è avventurato fra gli stand di Las Vegas, ma anche illuminante nel definire la stretta attualità, con vista sul futuro, della lavanderia “globalmente” intesa. Lo spiega molto bene Giuseppe Conti, presidente di A13, quando dice che “il Clean Show 2017 ha dimostrato come ogni confine sia crollato in un indotto mondiale reso sempre più omogeneo da contaminazioni continue, dove si tendono a condividere acquisizioni vincenti su temi fondamentali come il risparmio energetico, la tutela ambientale, l’ergonomia di prodotto”.

A13 booth in Las Vegas

“La comparsa a Las Vegas del nostro amico venuto dall’Essex è stata tutt’altro che eccezionale – continua Conti – perché, in realtà, quest’edizione di Clean ha fatto vedere come al giorno d’oggi un qualsiasi buyer o imprenditore europeo senta il bisogno di attraversare l’oceano non per obbedire a una semplice curiosità, ma perché consapevole di sintonizzarsi anche nel Nevada con il mercato globale e le sue tendenze. Ed Henry lo fa proprio perché, nello stesso tempo, l’industria della lavanderia americana guarda all’Europa come a una vetrina di fondamentale importanza per acquisire macchine e prodotti”.
The Best, il meglio, si trova ovunque, e vale per chiunque.
Ovvio che una tale verità, condivisa a qualsiasi latitudine, trasformi A13 in un’autentica e non imitabile Isola del Tesoro, la cui mappa diventa ancora più  preziosa per chi lavora nella lavanderia a secco a San Francisco come a Gallarate, a Melbourne come a San Pietroburgo. “A Las Vegas – rivela il direttore generale Stefano Conti – ce ne siamo resi conto dal successo che hanno ottenuto le imbottiture per lo stiro, da sempre cavallo da battaglia di A13. A cominciare dalle Prontotop, famose per l’alta capacità performante, declinata secondo un’infinità di varianti. Hanno incontrato un particolare successo quelle della linea Gold, realizzata per garantire la lunga durata richiesta da lavanderie americane, dove si trattano grandi quantità a ritmi intensissimi, ragione per cui la capacità di resistenza del prodotto diventa valore prioritario”.

Dubai

L’imbottitura Prontotop è paragonabile agli pneumatici di un’automobile. Ottimizzando materiali come Nomex o Kevlar, in grado di sostenere temperature e sollecitazioni meccaniche elevate, essa consente alle più avanzate tecnologie dello stiro di realizzare le massime quantità di capi stirati nel minor tempo possibile, salvaguardando la qualità d’eccellenza del prodotto finale.
“Per avere un’idea della capacità gestionale di A13 – continua Stefano Conti – solo per le aziende italiane nostre clienti produttrici di macchine da stiro sono state realizzate più di 4.000 varianti di prodotto”.
Ecco spiegarsi come mai la sede-officina A13 di Legnaro, sia in realtà un laboratorio permanente per aziende alla costante ricerca di performance migliorative.
È successo anche in tempi recenti, di fronte a un mercato tempestato dalla domanda di macchine stira camicie sempre più rapide e performanti. “Di conseguenza, in base agli stimoli ricevuti dai nostri clienti – racconta Giuseppe Conti – stiamo sviluppando test a getto continuo sull’utilizzazione di nuovi materiali come le fibre di vetro e di carbonio”. Ma è proprio questo cantiere sempre aperto, quest’attività manifatturiera alimentata dalla ricerca tecnologica, a svelarci che, nonostante lo sterminato catalogo, A13 è tutt’altro rispetto ad Amazon, colosso multinazionale delle vendite online. “Noi infatti non gestiamo solo un magazzino, pur vasto e articolato – puntualizza Daniele Ceretti – responsabile commerciale per l’estero – ma lavoriamo anche come un atelier d’alto artigianato, dove, sulla base di un campionario incredibilmente vasto, si crea su commissione del cliente”.
Sfide su sfide, dunque, come ribadito da Luca Del Corno, responsabile commerciale per l’Italia: “Una delle più affascinanti – racconta – riguarda la coibentazione di serbatoi e caldaie, ovvero la produzione di rivestimenti in grado di mantenere costante la temperatura interna del manufatto e di resistere alle alte temperature sviluppate. L’obbiettivo è di garantire protezione e risparmio energetico in un colpo solo”.
Sono flessibilità e fantasia a fare di A13 un’inimitabile creazione, dove ci si forma sulle continue, e sempre diverse domande provenienti dalla clientela. “Possono riguardare il manichino fatto apposta per stirare le coperture delle sedie di un teatro – spiega ancora Del Corno – nella convinzione ormai diffusa che non esiste limite per la specializzazione dello stiro, viste le richieste che ci arrivano per curare polsini di camicia, colletti, calze, e perfino cappelli”.
Così, chi suona il campanello, o compone il numero di telefono di A13, è come se nello stesso tempo digitasse la password che, attraverso i più diversi link, lo guiderà verso un tesoro squisitamente italiano, fatto di impresa, marketing, sapienza artigianale. In una parola, “stoffa”. •

A13 S.r.l.
Via Giulio Venini, 57
20127 Milano – Italy
Tel +39 022822614
a13milano.com
info@a13milano.com

di Stefano Ferrio

Rivista Detergo Luglio/Agosto 2017

 

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