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AZIENDE DI SUCCESSO – Così rinasce il Made in Italy: tra le fronde di un albero secolare – Montanari

MONTANARI 2 Documento2 X FOCUSfoto x articolo Immagine 087Made in Italy oggi? Significa anche Festa degli Alberi, giornata il cui senso è da inventare e diffondere in tutto il Paese. Made in Italy nell’anno 2013? Sì, a patto quindi di estendere il significato di queste tre paroline. Che suonavano così magiche negli anni ’80 dello sviluppo più impetuoso e sfrenato, e sono tuttora di attualità se comprendiamo quanto nel 2013 valga il “Made in Italy” non solo di un bel vestito o di un pacco di spaghetti, ma anche di un albero millenario, di un paesino di montagna, di una spiaggia ancora libera. Lo andiamo a verificare a tu per tu con Claudio Montanari, direttore commerciale di quella Montanari di Modena che da mezzo secolo esporta in tutto il mondo l’eccellenza di sistemi manuali e automatici che hanno contribuito alla storia della lavanderia industriale. – Montanari, partiamo dalla sorpresa di non incontrarla nel suo tecnologico stabilimento di Modena, e di vederla invece qui, fra gli Appennini emiliani che circondano Montombraro. Dove, oltre a essere a due passi dalla casa natale di Vasco Rossi, si trova questo castagno secolare, annoverato fra gli alberi monumentali d’Italia. “Ma non c’è molto di cui stupirsi. Se negli ultimi anni c’è un valore che è cresciuto in tutto il mondo, e quindi anche in Italia, è una più profonda e diffusa coscienza dell’Ambiente in cui viviamo. Io e mio fratello possiamo pensare di lasciare un giorno l’azienda nelle mani dei miei figli Federico e Andrea, che oggi hanno 18 e 13 anni, e di mio nipote Lorenzo, che ne ha 15, solo se quest’azienda si troverà collocata in un Ambiente tutelato e vivibile”. Il primo a essere d’accordo è infatti nostro padre Lucio, che ha fondato la Montanari e oggi è qui con noi. – Parole condivisibili. In effetti oggi sempre più persone le condividono, come se lo spiega? “I cambiamenti climatici e gli effetti dell’inquinamento hanno ricadute sulla pelle di tutti. Ma ciò significa anche che la crisi economica in corso si accompagna a cambiamenti senza ritorno, a nuove priorità da considerare”. – Come si riesce ad avere il polso della situazione all’interno di un settore come il vostro? “Nei modi più vari. Ad esempio, lavorare per la lavanderia industriale significa avere costantemente il polso di un comparto come il turismo. Dove, come segnalato anche da Detergo, un sito autorevole quale è TripAdvisor, visitato da milioni di cittadini del mondo, ci dice che, nonostante la crisi, il 37% dei turisti è disposto a pagare di più pur di avere delle garanzie ambientali dalle strutture che li ospita”. – E quindi? “E quindi, per dare nuovamente forza a un’idea di Made in Italy, non basta fare benissimo il lavoro all’interno della propria fabbrica. Occorre creare relazioni con l’esterno, partecipare attivamente alla tutela di un patrimonio dove il profitto aziendale oggi serve a ben poco se poi circola in un ambiente inquinato, malsano, destinato a respingere il visitatore invece che ad accoglierlo”. – Così inizia a spiegarsi la scelta del castagno di Montombraro. “Certo, cosa mi serve lavare in modo perfetto, se dopodomani rimango senza tessuto da mettere nella lavacontinua? Ma tessuto significa allevamenti di animali e coltivazione di vegetali, significa mettere sulla tavola del ristorante o nella camera d’albergo tovaglioli e coperte che sono frutto non solo di una lavorazione, ma anche di un rapporto continuo e rispettoso con la Natura”. – Da qui l’idea di concorrere in modo attivo alla rinascita di una Festa degli Alberi. “Certo, molti italiani ricordano quando, come alunni delle scuole elementari, venivano accompagnati a seminare nella terra nuove piante, che oggi magari sono cresciute e rendono davvero bello quell’angolo di paesaggio. La Festa degli Alberi deve tornare a vivere con questo spirito di largo coinvolgimento, resa attuale da tematiche che caratterizzano in modo forte il nostro presente”. – Si avverte una determinata visione del tempo, in queste parole. “Non esiste futuro se non si guarda al passato, ai secoli che ci ha messo a diventare così grande e bello questo castagno”.

OMNIBUS Montanari “just in time” per tutte le aziende

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Omnibus, sistema che affina le logiche aziendali di un marchio leader come Montanari. Genericamente il “Just In Time” prevede di produrre solo ed esclusivamente ciò che chiede il cliente, nei tempi e nelle quantità richieste dallo stesso cliente. Il sogno di ogni imprenditore è quello di poter disporre di un sistema produttivo talmente flessibile ed elastico da adattarsi in ogni momento alla domanda, sia come numero di articoli che come quantità. Questo obiettivo è ambizioso, a tal punto che molti imprenditori reagiscono con diffidenza: “il Just In Time non si può fare nella mia azienda”. C’è una importante precisazione da fare: mentre l’adattamento alle variazioni dei numeri di articoli è un obiettivo realistico e raggiungibile, l’adattamento alle variazioni del carico di lavoro complessivo sulle risorse produttive può essere, nel breve periodo, più dannoso che utile. Infatti un sistema produttivo, per lavorare in condizioni di massima efficienza, necessita di un carico di lavoro quanto più regolare possibile. Salvo casi particolari, non è possibile “spegnere e riaccendere” da un giorno all’altro i costi legati al personale, né gli ammortamenti degli impianti o gli affitti degli stabilimenti. Di fatto questi costi sono fissi, e se le risorse associate a tali costi sono sottoutilizzate, sosterremo un costo virtuale per la capacità produttiva inutilizzata, che è uno spreco e va evitato, esattamente come la sovrapproduzione. Queste due esigenze creano un conflitto da affrontare e risolvere. Una soluzione potrebbe essere quella di chiedersi se l’azienda ha, nel proprio portafoglio prodotti, uno o più articoli di “alta rotazione” (ordini frequenti e volumi elevati) per i quali può mettere a magazzino uno stock a basso rischio di obsolescenza. Costruire e gestire un buffer su questi articoli, ovvero uno stock controllato può dare respiro e regolarità al sistema produttivo, svincolandolo parzialmente dalle variazioni della domanda. Infatti, l’evasione degli articoli a stock sarà garantita in molti casi dal magazzino, e non vi sarà urgenza di riprodurli immediatamente. Avremo così costruito un Just In Time intelligente, dove invece un Just In Time “alla lettera” non avrebbe avuto senso. Laddove invece, a fronte di una analisi accurata, la creazione di uno stock risulti economicamente non sostenibile oppure troppo rischiosa, sarà necessario massimizzare la flessibilità sul mix, gestire al meglio le priorità ed assorbire i picchi di lavoro. ok_IMAG0021CLQuesto può verificarsi con maggiore probabilità nelle aziende che lavorano su specifica del cliente, dove tendenzialmente il numero di articoli è elevato ed il mix molto frammentato. Omnibus, asso nella manica di Montanari, non va inteso come un invito dogmatico a ricalcare esattamente la domanda, quanto una logica creata per soddisfare il cliente con il miglior livello di servizio possibile, ottimizzando il sistema produttivo.

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